“Sabry è questa la fermata, dobbiamo scendere”
“ok”
La perdo per qualche istante tra la folla della metro, poi scorgo la sua chioma rossa. Mi alzo in punta di piedi e la chiamo.
“La Fla e la Simo ci aspettano all’ingresso, mi hanno scritto ora su whatsapp”
Annuisce e, mentre saliamo sulla scala mobile, mi prende per mano
“Sai sono un po’ nervosa. Non ne capisco il motivo, ma questa conferenza mi agita”
“Anche a me sai? ”
“Poi gli inviti che abbiamo ricevuto. E’ così strano”
“Ne abbiamo discusso tutte insieme e la nostra curiosità ha vinto. E poi ora siamo qui. Vediamo che accade!”
“Si. Se siamo qui è perchè l’universo ci ha voluto mandare un messaggio. Vediamo qual’è”
“E’ questo il lato di te che adoro” e le sorrisi.
Noi quattro siamo amiche fin dai tempi delle superiori. Sempre insieme. Totalmente diverse caratterialmente, a volte proprio una l’opposto dell’altra. Le nostre  litigate sono epiche, ci diciamo tutto in faccia. Senza mezze misure, senza segreti. Forse è proprio questa la grande forza che ci unisce.
E ora eccoci qui davanti all’ingresso dell’area conferenze. Baci e abbracci. Sembra che non ci vediamo da mesi, in  realtà siamo uscite a mangiare una pizza proprio l’altro ieri.
“Hai tu i biglietti Fla’?”  non so’ quando ho iniziato a storpiarle il nome Francesca in questo modo orribile, vagamente ho il ricordo che fosse per qualche bimbo che non sapeva dire la “R”. Forse un cuginetto della Simo.
“Si certo, eccoli qui. Nominativi per giunta. Sabry tu hai quello con l’immagine della spada, tu Laura quello con la Fiamma, la Simo quello con lo scettro papale e io quello col libro della legge”
“Ad ognuna di noi un simbolo”  guardo il mio biglietto e passo l’indice sull’immagine della fiamma. E’ in rilievo. Mi da un brivido toccarla.
“Entriamo? Son curiosa” Simo sventola il suo biglietto e da una sbirciatina alla porta.
“Andiamo” le rispondiamo in coro.

Nella sala buia seguiamo assorte la conferenza. Si parla di continenti scomparsi. Antiche civiltà distrutte. Di Mu, Atlantide e Lemuria ma anche delle recenti scoperte archeologiche, come Gobekli Tepe.

Alla fine della conferenza il relatore racconta una storia. Molto avvincente. Parla di un gruppo di sacerdotesse vissute alla soglia della fine della loro civiltà. Un racconto struggente. Non so perchè ma mi ritrovo con le lacrime agli occhi. Quando la luce si riaccende nella sala scopro che anche le mia amiche hanno avuto la stessa reazione. La storia di Dafne, Aelia, Nicodemus e Dracma ci aveva molto colpito.

“Un racconto particolare. Mi sembrava di essere lì con loro quando tutto è crollato”
“Perchè eravate lì”
Una voce alle spalle ci fa sobbalzare. Il relatore della conferenza!

“Scusi?” Sabrina innalza subito le difese chiudendosi a riccio. Non le piace la gente estranea, è sempre molto diffidente.
Io invece sono il suo opposto perfetto.  Difatti allungo la mano.
“Piacere, sono Laura”
Lui me la stringe. Una presa gentile ma non molle. Una mano calda. Rassicurante e…familiare…
“Ciao Dafne”
“Dafne?”
“Si Dafne” poi si volta a guardare Sabirna “Aelia” poi guarda Francesca “Rowan” e infine si ferma su Simona “Dracma”
“Cosa?!” Rispondiamo in coro.
“Vi ho invitate alla mia conferenza. E’ giunta l’ora che iniziate a ricordare mie care fanciulle”
“Scusi e se noi siamo i personaggi del suo racconto, lei chi sarebbe?” Francesca con la sua razionalità lo guarda dubbiosa.
“Nessun personaggio in particolare. Io non c’ero allora. Ma un lato di me, che si è risvegliato, mi ha dato il Dono di vedere oltre le vite delle singole persone. ”
“Un lato di lei che cosa!?”
“Si un lato di me. Che tutti posseggono. Tutti quanti noi. E’ la scintilla che la Fiamma ci ha donato quando si è sparsa in tutte le creature viventi”
“La Fiamma?”
“Oh si. La Fiamma. Ogni epoca riporta un accenno ad essa. Ora i Cristiani la chiamano Spirito Santo. E’ sempre esistita e sempre esisterà”
“Io non sto capendo nulla di quello che dice. Non ha senso”
“Non dovete comprenderlo. Il mio intento era solo quello di stuzzicare la vostra curiosità e consegnarvi questo” allungò verso di noi un libro antico. La copertina era rovinata e usurata. Notai che il titolo era stato scritto a mano. Lo presi e lessi ad alta voce:
“Il popolo delle  Piramidi spente”
“Ora sta a voi cercare chi siete” così dicendo il relatore si voltò e se ne andò senza salutarci.
Aprì la prima pagina del libro e lessi ad alta voce, stranamente era scritto in italiano.

Blu notte …
nessun suono, solo il mio respiro.
Il mondo là fuori è morto, tutto tace, tutto è fermo.
L’odio dei popoli si è placato.
L’amore degli amanti si è dissolto.
L’aria è fredda.
Il cielo si è coperto,
lenti lenti scendono i primi fiocchi.
Il ritmo del mio cuore accompagna cupi pensieri.
Non esiste più nulla al di fuori delle mura.
La civiltà è stata ingoiata dalla propria stupidità.
Gli animali hanno riconquistato il regno.
E in questa notte di passaggio in un altro mondo
anche loro restano nascosti.
Il bosco è ovattato…  irreale.
Forse anch’io devo smettere di esistere qui,
è meglio che sparisca come tutte le persone che ho amato.
Due braccia forti mi stringono ad un petto caldo.
Un cuore si unisce al mio e insieme ritmano il battito di un nuovo mondo.
IO non sono la fine di un’era
IO sono l’INIZIO.
          Aelia

Sabrina si mise a piangere. Era questo il messaggio che ci voleva dare l’universo?

 

***

Indice  Piramidi

 

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