17lastella

Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

Piramidi – venticinque (parte 1)

-Nicodemus!! Nicodemus! Attento!-
Alceste cercò di avvisare il suo capitano ma questi non fece in tempo a parare il colpo del suo nemico e venne ferito ad una spalla.
A quel punto caricò il contadino che aveva osato ferire Nicodemus e lo trafisse con la spada.
-Alceste no!! Non dobbiamo rispondere con la violenza! Sono i nostri fratelli e sorelle!-
Ma ormai era troppo tardi. Il contadino cadde a terra morto. Un ululato si levò. Il popolo in rivolta attaccò le guardie e iniziò a spingerle verso la Seconda Mura. Il popolo era numericamente superiore a loro. Era un’onda di dolore, priva di paura, carica di rabbia.
-Seb! Elio! Con me! Venite con me!- gridò Nicodemus sopra la folla.
I due cavalieri lo seguirono.
-Dobbiamo portare in salvo la principessa, non ci resta altro da fare. –
La Fiamma devo liberare anche la Fiamma.
-Dafne! Dafne!-
-Siamo qui!-
-Stanno entrando! Presto! Dov’è Aelia?-
-Sono qui Nicodemus- disse lei uscendo dalle stanze delle Sacerdotesse.
-Presto ti portiamo al porto-
-No! Io rimango! Devo proteggere il mio regno!-
-No. Aelia.No-
-Aelia Nicodemus ha ragione- la presi per le spalle e la costrinsi a guardarmi –Voi siete il nostro futuro. Tu Fianna e Nel. Dovete salvarvi-
-No… Dafne… io non vi lascio! Vieni con noi-
-No io ho una cosa da fare. Ho aspettato fin troppo-
-Dafne!- Fianna piangendo mi strinse forte.
-Non fare così piccola. Vai… vai coi cavalieri-
-Dafne dobbiamo fuggire?-
Era la voce di Anara.
-Si-
-Ma la Sacerdotessa Madre non ci ha dato questo ordine-
-Mi assumo io la responsabilità. Anara, accompagnale nel loro viaggio. Tu Seb ed Elio… vi prego fate che giungano salve-
-Ma Dafne tu…-
-Io cercherò di raggiungervi… ora andate!-
Anara si mise a piangere. Prese per mano Fianna e Nel e corse via.
Le guardai sparire per le vie, con Elio e Seb che le avrebbero protette a costo della loro vita.
Nicodemus mi strinse a sé. Ci baciammo.
-Lo farò. Nicodemus vado a prendere la Fiamma-
-Ti aspetto ai piedi delle gradinate-
Mi misi a correre con quanto fiato avevo in corpo. Salì le scale che per così tanti anni avevo percorso. Feci il lungo corridoio e spalancai le porte che davano sulla stanza del trono.
Seduta sul suo trono c’era la Regina, accanto a lei la Sacerdotessa Madre.
Mi fermai a guardarle.
-Ti stavamo aspettando- disse la Sacerdotessa Madre
-Mi aspettavate?-
-Si Dafne – continuò la Regina –Tu stessa tempo fa predissi questo giorno-
Non parlai.
-Noi siamo qui sedute ad attendere la nostra fine-
-Perché? Perché lo fate? Potete ancora salvarvi. Raggiungere il porto insieme alle altre-
-No. Abbiamo vissuto per questo regno, per questo popolo. Ora moriremo per lui-
-Non capisco. Perché non iniziare una nuova vita?-
-La inizieremo, ma non più con questo corpo. E’ giunta l’ora di lasciarlo. Dafne vai verso il tuo destino-
Così dicendo la Regina si alzò e mi indicò la porta dietro al trono.
Passai accanto a loro ed entrai.

-Perché sei qui?-
-Morgause…-
-Non puoi Dafne…non puoi prenderla-
-Lo devo fare-
-Te lo devo impedire-
-Perché?-
-Perché sono nata e cresciuta per questo. Per impedire che la Fiamma venga rubata-
-Ma è giunta l’ora di liberarla-
-Il mio compito è questo. Dafne ti devo uccidere-
-Cosa?-
Morgause alzò la spada e scagliò contro di me un fendente.
Non mi colpì.
Riaprii gli occhi e vidi il viso sorridente di Rowan.
-Rowan? Ma che…-
Mi cadde addosso e entrambe finimmo per terra. Qualcosa bagnò la mia mano. Era sangue.
-Rowan! Resisti ti guarisco io!-
-No Dafne. No. prendi la Fiamma-
-Ma Rowan…tu sapevi?-
-Si…la Fiamma parlava anche a me… vai portala via. Io penserò a Morgause- e si rialzò in piedi.
Sporca del suo sangue mi diressi verso la Fiamma.

Allungai le mie braccia verso di lei e la toccai. Non bruciava. Era una fiamma fredda e allo stesso tempo calda.
La strinsi al petto.

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Un pensiero su “Piramidi – venticinque (parte 1)

  1. Un momento critico che hai gestito con molta perizia.

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Un motivo al giorno per svegliarsi di buonumore

Fin dai tempi delle scuole medie, ho adottato un modo di alzarmi da letto la mattina senza che il peso del risveglio mi annientasse. Si tratta di una cosa semplicissima: come prima cosa al risveglio, penso a qualcosa di positivo che mi attende per la giornata. Niente di impegnativo, il pensiero può anche essere banale, ciò che conta è che mi dia il buonumore! Ho pensato di raccogliere i miei pensieri giornalieri in questo blog, un piccolo riassunto di piccole cose belle, a cui magari attingere nei periodi di affanno…

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