Piramidi – venticinque (parte 1)

-Nicodemus!! Nicodemus! Attento!-
Alceste cercò di avvisare il suo capitano ma questi non fece in tempo a parare il colpo del suo nemico e venne ferito ad una spalla.
A quel punto caricò il contadino che aveva osato ferire Nicodemus e lo trafisse con la spada.
-Alceste no!! Non dobbiamo rispondere con la violenza! Sono i nostri fratelli e sorelle!-
Ma ormai era troppo tardi. Il contadino cadde a terra morto. Un ululato si levò. Il popolo in rivolta attaccò le guardie e iniziò a spingerle verso la Seconda Mura. Il popolo era numericamente superiore a loro. Era un’onda di dolore, priva di paura, carica di rabbia.
-Seb! Elio! Con me! Venite con me!- gridò Nicodemus sopra la folla.
I due cavalieri lo seguirono.
-Dobbiamo portare in salvo la principessa, non ci resta altro da fare. –
La Fiamma devo liberare anche la Fiamma.
-Dafne! Dafne!-
-Siamo qui!-
-Stanno entrando! Presto! Dov’è Aelia?-
-Sono qui Nicodemus- disse lei uscendo dalle stanze delle Sacerdotesse.
-Presto ti portiamo al porto-
-No! Io rimango! Devo proteggere il mio regno!-
-No. Aelia.No-
-Aelia Nicodemus ha ragione- la presi per le spalle e la costrinsi a guardarmi –Voi siete il nostro futuro. Tu Fianna e Nel. Dovete salvarvi-
-No… Dafne… io non vi lascio! Vieni con noi-
-No io ho una cosa da fare. Ho aspettato fin troppo-
-Dafne!- Fianna piangendo mi strinse forte.
-Non fare così piccola. Vai… vai coi cavalieri-
-Dafne dobbiamo fuggire?-
Era la voce di Anara.
-Si-
-Ma la Sacerdotessa Madre non ci ha dato questo ordine-
-Mi assumo io la responsabilità. Anara, accompagnale nel loro viaggio. Tu Seb ed Elio… vi prego fate che giungano salve-
-Ma Dafne tu…-
-Io cercherò di raggiungervi… ora andate!-
Anara si mise a piangere. Prese per mano Fianna e Nel e corse via.
Le guardai sparire per le vie, con Elio e Seb che le avrebbero protette a costo della loro vita.
Nicodemus mi strinse a sé. Ci baciammo.
-Lo farò. Nicodemus vado a prendere la Fiamma-
-Ti aspetto ai piedi delle gradinate-
Mi misi a correre con quanto fiato avevo in corpo. Salì le scale che per così tanti anni avevo percorso. Feci il lungo corridoio e spalancai le porte che davano sulla stanza del trono.
Seduta sul suo trono c’era la Regina, accanto a lei la Sacerdotessa Madre.
Mi fermai a guardarle.
-Ti stavamo aspettando- disse la Sacerdotessa Madre
-Mi aspettavate?-
-Si Dafne – continuò la Regina –Tu stessa tempo fa predissi questo giorno-
Non parlai.
-Noi siamo qui sedute ad attendere la nostra fine-
-Perché? Perché lo fate? Potete ancora salvarvi. Raggiungere il porto insieme alle altre-
-No. Abbiamo vissuto per questo regno, per questo popolo. Ora moriremo per lui-
-Non capisco. Perché non iniziare una nuova vita?-
-La inizieremo, ma non più con questo corpo. E’ giunta l’ora di lasciarlo. Dafne vai verso il tuo destino-
Così dicendo la Regina si alzò e mi indicò la porta dietro al trono.
Passai accanto a loro ed entrai.

-Perché sei qui?-
-Morgause…-
-Non puoi Dafne…non puoi prenderla-
-Lo devo fare-
-Te lo devo impedire-
-Perché?-
-Perché sono nata e cresciuta per questo. Per impedire che la Fiamma venga rubata-
-Ma è giunta l’ora di liberarla-
-Il mio compito è questo. Dafne ti devo uccidere-
-Cosa?-
Morgause alzò la spada e scagliò contro di me un fendente.
Non mi colpì.
Riaprii gli occhi e vidi il viso sorridente di Rowan.
-Rowan? Ma che…-
Mi cadde addosso e entrambe finimmo per terra. Qualcosa bagnò la mia mano. Era sangue.
-Rowan! Resisti ti guarisco io!-
-No Dafne. No. prendi la Fiamma-
-Ma Rowan…tu sapevi?-
-Si…la Fiamma parlava anche a me… vai portala via. Io penserò a Morgause- e si rialzò in piedi.
Sporca del suo sangue mi diressi verso la Fiamma.

Allungai le mie braccia verso di lei e la toccai. Non bruciava. Era una fiamma fredda e allo stesso tempo calda.
La strinsi al petto.

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