Piramidi – ventiquattro (parte 1)

L’estate volgeva al termine. Ad ogni visita la Fiamma condivideva con me i suoi ricordi, mi raccontò l’inizio dei tempi, la creazione della città. Una cosa mi sconvolse dei suoi discorsi: voleva esser portata via dal tempio. Non voleva più rimanere lì. Aveva fretta di uscire, mi ripeteva che da questo dipendeva la salvezza del nostro popolo.
Le sue parole mi spaventavano, ma nello stesso tempo sapevo che non potevo fare una cosa del genere. Avrei tradito le mie sorelle.

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-Nicodemus che occhiaie-
-Non dormo bene ultimamente Seb-
-Devo essere sincero, da quando siete tornati sia tu che mia sorella siete molto strani. Diversi-
-Cosa intendi per “diversi”?-
-Mi sembrate lontani, come irraggiungibili…è solo una sensazione, nulla di reale-
“Lontani”, “irraggiungibili”… come si fa a continuare a vivere seguendo le leggi sapendo che ti hanno sempre mentito? Nessuno ci ha mai parlato della cupola, eppure i Sacerdoti e la Regina lo devono sapere. Perché non ci hanno interrogato su quello che è accaduto? Ci hanno ignorato totalmente. Come se non fosse successo nulla. Inoltre quella voce, la Fiamma che mi parla.
-Nicodemus? Siamo arrivati-
Scesero dai loro cavalli e entrarono nella casa del capo villaggio.
-Nicodemus aspetta – Dracma lo raggiunse e lo bloccò per il braccio.
-Non avete intenzione di desistere dunque? Lo sapete che se attaccherete la Prima Mura noi vi uccideremo. Non abbiamo scelta –
-Per questo volevo parlarti… in privato-
e scoccò un’occhiata a Seb. Questi scrollò le spalle.
-Ti aspetto qui – disse rivolto a Nicodemus.
Si spostarono verso il bosco e si fermarono appena al suo interno.
-Dimmi-
-Nicodemus… – Dracma si avvicinò a lui e appoggiò le mani sul suo petto. Nicodemus indietreggiò.
-Cosa vuoi dirmi- disse in tono freddo.
-Il Potere… Nicodeums è quello che sta causando tutti questi danni. Perché solo le Sacerdotesse devono potervi accedere? Non è giusto. Non vogliamo più essere i loro schiavi. Anche noi abbiamo diritto al potere-
-Dracma ma che stai dicendo?-
-Nicodemus…- la voce di lei divenne strana, cambiò timbro.
La testa di Nicodemus diventò così pesante e trovò difficile pensare. Vide le sue labbra avvicinarsi…
-No!- gridò.
-Nicodemus non resistermi. Io posso darti molto di più. Più di quello che ti da mia sorella. Ora anch’io posseggo un potere. La creatura che vive nella terra me ne ha dato uno. Unisciti a me. Diventa il mio compagno. Prendiamoci il Potere che ci spetta.-
-Dracma smettila! Ma che discorsi fai? Chi è la creatura della terra?-
-E’ l’essere primordiale di questo pianeta. Nicodemus in noi scorre il sangue degli dei. Se ci uniamo possiamo creare un nuovo mondo-
-No! Dracma tu sei pazza!- e così dicendo corse verso Seb.
-Peggio per te. Hai rifiutato l’unica possibilità di salvezza. –
-Cosa c’è Nicodemus? Mi sembri sconvolto-
-Niente Seb andiamo-
-E’ successo qualcosa? Cosa ti ha detto mia sorella?-
-Niente Seb. Non mi va di parlarne-
Chi è la creatura della terra? E cosa significa “in noi scorre il sangue degli dei?”.

 

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