Piramidi – ventidue (parte 6)

-Il sole qui fuori è molto più forte- dissi mentre stavo guarendo una piaga dal mio braccio.
-E’ diversa anche l’aria. Non me lo so spiegare-
-Un’altra cosa non capisco, perché i Sacerdoti mi hanno sempre detto che qui fuori c’erano i campi e la foresta? C’è solo deserto-
-Una volta era così. Poi il deserto si è ingrandito e gli uomini della Sabbia si sono avvicinati a noi-
-Ma anche dove c’è il porto la situazione è identica?-
-No dall’altro lato c’è ancora la foresta e i contadini coltivano davvero i campi. Il deserto si è formato all’interno del continente per poi espandersi fino a noi.-
-Perché non ci insegnano queste cose? Perché ci tengo all’oscuro di tutto?-
-Non lo so Dafne… a volte temo che la nostra razza sia destinata all’estinzione-
Mi sedetti vicino a lui e appoggiai la testa sulla sua spalla. Osservavamo il panorama al di fuori della barriera da me creata.
-Aspettiamo che tramonti il sole e poi torniamo a casa. Così non saremo costretti a soffrire il caldo e il sole che brucia-
-Si. Non credo che ci attaccheranno di nuovo. L’altra volta si sono spaventati-
-Speriamo-
-Se lo faranno li brucerò di nuovo-

Come avevo previsto gli uomini della Sabbia non ci attaccarono. Si limitarono a seguirci standoci ben lontani. Procedevamo a piedi perché il cavallo era stanco e denutrito. Lentamente ci avvicinavamo a casa.
-Guarda quella luce là in fondo. Dici che è la nosta città?-
-Credo di si-
-Non sapevo che fosse luminosa-
-Non capisco, sembra che ci sia sopra una cupola- dissi indicandola col dito.
-E’ vero-
Ormai potevamo distinguere le mura, sopra di esse vi era una cupola azzurra che brillava di luce propria.
-Tu non sai cos’è?-
-No. I sacerdoti non me ne hanno mai parlato-
-Nicodemus!!Nicodemus!Dafne! Oh siano ringraziati gli dei!!-
Seb e Elio spronarono i loro cavalli nella nostra direzione.
-Come avete fatto a sopravvivere?- mi chiese Seb prendendomi sul suo cavallo. Nicodemus salì su quello di Elio.
-Merito di Dafne. Mi ha salvato la vita-
-Come hai fatto a trovarlo sorellina?-
-Ho usato la magia-
-Anara non faceva altro che ripetermi che eravate vivi e stavate bene, io non le volevo credere…e invece eccovi qui!-

La notizia del nostro rientro passò da casa in casa e tutto il popolo uscì per strada a guardare i due sopravvissuti.
Tra le facce riconobbi Dracma, non si avvicinò a salutarmi.
Arrivammo alle Seconde Mura scortati da una folla di curiosi. Dall’altro lato potevo riconoscere le Sacerdotesse del tempio e molti cavalieri.
Scendemmo in mezzo a loro e fummo accolti da pianti e abbracci.
Eravamo tornati a casa.
Aelia ci corse incontro e ci abbracciò nascondendo il viso rigato di lacrime nei nostri petti.

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