Piramidi – ventidue (parte 5)

-Dafne-
-Oh Nicodemus ti sei svegliato! Come ti senti?- gli toccai la fronte per controllare se aveva la febbre, mi tranquillizzai sentendo che era fresco.
-Le mie ferite?- si toccò dove una volta c’era la ferita e non la trovò, si toccò il petto e non sentì più dolore.
-Ti ho guarito io-
Nicodemus spalancò gli occhi e mi fissò qualche secondo prima di parlare.
-Sei in grado di fare ciò? E’ davvero così forte il vostro potere? –
-Perché lo chiami potere?-
-Anche là fuori con gli uomini della Sabbia, hai chiamato il fuoco e lui ti ha ubbedito. Non credevo che foste capaci di fare queste cose.-
-Ci è proibito fare queste cose- sospirai cercando di immaginare la prossima punizione.
-Per questo l’altra volta sei stata punita? Hai usato la magia anche se non dovevi?-
-Si-
-Ma allora perché vi insegnano tutte queste cose se non potete utilizzarle?-
-Non lo so. Non lo capisco nemmeno io-
Nicodemus si mise a sedere e nel farlo i nostri visi si avvicinarono. Mi guardò negli occhi.
-Grazie. Grazie per essere venuta-
-Non ti avrei mai lasciato morire così- la mia voce si incrinò.
Si avvicinò ancora di più a me, potevo sentire il suo respiro sulla mia pelle. Indugiò qualche istante e poi mi baciò.
Ci lasciammo trasportare da un nuovo sentimento, l’amore che ci avevano insegnato fino ad ora era quello puro degli dei. Infrangemmo tale regola e la passione ci avvolse. Per la prima volta facemmo l’amore per il solo piacere della carne. Conobbi così l’energia del fuoco rosso.

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