-Nicodemus!- era lì, giaceva per terra supino. Il mo cuore smise di battere per la paura che fosse troppo tardi. Mi inginocchiai accanto a lui e lo girai. Respirava! Respirava ancora! Oh Dei!
Lo abbracciai e mi misi a piangere.
-Dafne?- tentò di aprire gli occhi
-Si si sono io. Va tutto bene-
L’armatura era totalmente distrutta. Del sangue colava da una spalla. Iniziai a togliergliela.
-Hai delle costole rotte?-
-Credo di si. Ma non stare qui è pericoloso! Possono tornare….ah!- gridò quando tolsi l’ultimo pezzo.
-Scusa ti ho fatto male-
-Dafne vai via-
-No. Ce ne andiamo insieme-
Un rumore attirò la mia attenzione. Sembrava che ci fosse una talpa gigante sotto la sabbia. Qualcuno che scavava.
-Sono loro. Dafne prendi il cavallo e vai!-
-No!- mi alzai in piedi cercando di capire da dove giungeva il rumore. Lo individuai nell’istante in cui una creatura saltò fuori dalla sabbia.
Sembrava un essere umano ma era molto più piccolo, la faccia era totalmente deformata tanto che un occhio non poteva rimanergli aperto. Si mosse. Camminava zoppicando perché le gambe non avevano la stessa lunghezza, era gobbo e i capelli crescevano disparati sul suo cranio. La testa era troppo grossa per il suo corpo.
Grugnì e saltò verso di me.
-Fuoco a me!- gridai di istinto.
Lui cadde al suolo contorcendosi tra le fiamme.
-Dafne fuggi- Nicodemus stava cercando di rialzarsi, ma il dolore era troppo forte. Doveva aver perso molto sangue.
Col pensiero richiamai a me il cavallo che era fuggito di nuovo.
Nonostante la presenza degli Uomini della Sabbia lui si avvicinò a noi.
-Bravo bravo cavallino. Vedi non c’è niente da aver paura-
Altri uomini erano saltati fuori dalla sabbia, si avvicinarono al loro amico ormai morto e si fermarono ad annusarlo.

Annunci