Piramidi – ventidue (parte 1)

-Quando potremo uscire dalla Seconda Mura Dafne?- mi chiese Fianna mentre si sistemava i capelli dopo aver indossato la mezza luna d’argento.
-Quanta fretta! Dovrai aspettare ancora un tre anni tesoro. E credimi saranno anni veramente difficili. Ora si inizia a studiare per davvero-
Fianna sarebbe stata la mia erede, quindi d’ora in poi mi avrebbe assistito nei miei compiti. Nel invece era l’apprendista di Anara.
Colei che doveva portare il fardello più pesante era però Aelia. Oltre che continuare i suoi studi dai Sacerdoti, dal giorno dell’iniziazione a cavaliere faceva parte dei soldati a difesa del tempio. Ovviamente sempre all’interno della Seconda Mura.
Lasciai Fianna a lezione col bardo e mi diressi verso la Fiamma Sacra.

-C’è qualcosa di strano oggi- mi disse Morgause quando la salutai all’ingresso.
-Cosa?-
-La Fiamma è strana. Guardala-
Mi avvicinai con l’acqua per riempire il bacino che stava sotto la Fiamma. Morgause aveva ragione. Di solito questa stava ferma al centro dell’acqua, come un foco fatuo. Non era una fiamma di fuoco normale, non aveva bisogno di legno per ardere e non mutava il suo aspetto.
Oggi invece si allargava e rimpiccioliva. Sembrava il palpito di un cuore. Il mio cuore? No non può essere.
Stavo scendendo le scale del tempio quando vidi passare i cavalieri al galoppo. Un cavallo si fermò accanto a me.

-Aelia che succede?-
-Gli Uomini della Sabbia hanno tentato di entrare dentro la Terza Mura-
-Impossibile! Non ci hanno mai attaccato!- che stava accadendo? Corsi verso la Seconda Mura dove trovai Anara in lacrime.
-Che succede Anara?-
-Sento che accadrà qualcosa di brutto. Qualcuno morirà- e scoppiò a piangere.
Un brivido di terrore mi corse lungo la schiena. Dovevo intervenire. Cosa serve possedere la magia se non si può usarla per aiutare chi ha bisogno?
Cercai di uscire dalla Seconda Mura ma Aelia mi bloccò il passo.
-Non posso farti andare oltre. Mi hanno ordinato di non farvi uscire-
Tornai sui miei passi combattendo il mio desiderio di correre fuori e rimasi lì con Anara.

Non so quanto tempo passammo in attesa. Alla fine sentimmo gli zoccoli dei cavalli al trotto.
Alceste si stava avvicinando alle mura.
-E’ successo qualcosa?- gli gridò Aelia.
-Nicodemus! Nicodemus è stato portato via dagli uomini della Sabbia!-
-Nooo-
Non capì se era la mia voce o quella di Aelia a gridare.
Corsi verso le mura ma venni presa e sollevata da terra. Seb mi portò sul suo cavallo.
-No Dafne, no…-
Gridai frasi inarticolate cercando di liberarmi. Poi mi accasciai piangendo.
Tra le lacrime vidi Elio che riportava indietro Aelia tenendo le redini del suo cavallo. Anche lei era scossa dai singhiozzi.
Quella fu l’ultima cosa che ricordai, nei giorni che seguirono persi il contatto con la realtà.

 

***

 

Indice del Racconto : Piramidi

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