Piramidi – ventuno (parte 2)

Mi svegliai che era ancora notte. Nicodemus mi teneva tra le sue braccia e dormiva come un bimbo. Lo osservai un po’ e poi mi misi a sedere.
Vedevo il fuoco che bruciava ancora e vicino ad esso molte figure che ridevano a parlavano. Altre invece erano sdraiate sul prato.
Mentre lo osservavo mi accorsi che stava cambiando forma, per una frazione di secondo vidi delinearsi una figura al suo interno.
Lo osservai di nuovo, ma niente. Era tornato un fuoco normale.
Nel sonno Nicodemus si mise a parlare.
Mi sdraiai di nuovo accanto a lui e lo abbracciai.

Suonò la campana. Ci svegliammo. Figure uscivano dal bosco per tornare verso i propri appartamenti. Il suo suono annunciava l’alba. La festa era finita e dovevamo tornare ai nostri doveri quotidiani.
Indossai nuovamente la mia veste. Nicodemus si stiracchiò e prima di rivestirsi mi baciò ancora.
-Stanotte hai parlato nel sonno. Però non ho capito cosa dicevi –
-E’ da un po’ di tempo che faccio sogni strani, non li capisco e fatico a ricordare-
-Capita anche a me-
-Che gli dei stiano cercando di comunicarci qualcosa?-
-Se è così presto lo scopriremo –
Ci incamminammo verso il fuoco. Li ad aspettarci c’erano Fianna, Aelia, Nel, e Anara con Elio.

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