Piramidi- venti (parte 4)

Finalmente Fianna giunse alla porta di ferro custodita da tre uomini armati di spada, e col capo coperto da un elmo rassomigliante alla testa di uno sciacallo.
Io riconobbi subito Nicodemus tra loro, anche così camuffato era riconoscibile per me che non osservavo con gli occhi umani.
I tre camminarono verso di lei.
Fianna rimase immobile ad attenderli.
Uno di essi gli indirizzò questo discorso:
“Noi non ci troviamo in questo luogo per impedirvi il passaggio; potete continuare il vostro cammino se gli Dei ve ne han dato la forza. Ma pensateci bene, poiché se oltrepasserete la soglia di questa porta, sarete obbligato di continuare il vostro cammino senza mai rivolgere la testa d’onde siete venuto. In caso contrario, ci troverete al nostro posto per opporci alla vostra ritirata, e voi non uscirete mai più da questi sotterranei”
Infatti, se dopo aver passato la porta Fianna fosse ritornata indietro, le tre guardie l’avrebbero circondata e condotta negli appartamenti inferiori del tempio, dove doveva rimanervi rinchiusa per giorni. Dopodichè sarebbe stata obbligata a sposare un soldato del tempio.

Fianna tacque fissando le tre guardie. Vidi il suo corpo tremare, poi un filo di voce le uscì.
-Decido proseguire. Il coraggio non mi manca-
Nel buio le lacrime mi scesero sulle guance.
I tre guardiani si spostarono in modo da farla passare.
Io attesi nell’ombra qualche minuto, aspettando che lei superasse il nuovo corridoio che le si presentava dinnanzi.
Dopodichè uscii allo scoperto per seguirla.
Passai tra i tre sciacalli.
Quello a me più vicino sfiorò la mia mano con la sua, senza farsi notare dagli altri: era proprio Nicodemus.

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Fianna si bloccò subito dopo aver superato il corridoio e si coprì gli occhi con la mano libera, una forte luce l’aveva investita.
Attese qualche secondo per dar tempo agli occhi di abituarsi e li aprì lentamente e riprese a camminare. La luce andava crescendo man mano che si avvicinava.
Finalmente il lungo corridoio terminò e si trovò in una sala, alta circa trenta metri di uguale dimensione in lunghezza e larghezza. Dai due lati di questa galleria bruciavano rami d’alberi.
Nonostante l’enorme fuoco l’aria era respirabile, questo perché il fumo prodotto da queste materie era assorbito da due lunghi tubi che trapassavano la volta.

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