Fianna era tesissima. Le feci bere il liquore e restai qualche minuto ad osservarla mentre le sue guance pallide si coloravano di rosa.
Bene… il liquore aveva fatto effetto, ora si era rilassata.
Fianna indossava una semplice veste bianca ed era a piedi scalzi.
Io indossavo la veste da Sacerdotessa e nascondevo il viso col cappuccio del mantello.
Le presi la mano e ci avviammo insieme verso la piramide salendo i sedici gradini del monumento. Ci trovammo sotto un’apertura di un metro quadrato, che immetteva in una bassa galleria, dove la fanciulla con la lucerna accesa penetrava a carponi.
Dopo aver lungamente camminato in mezzo a tenebre, per estesi androni, contorti passaggi e tetri meandri, giungemmo ad un pozzo che sembrava senza fondo, nel quale si doveva scendere.
L’oscurità nascondeva ai nostri occhi dei gradini di ferro che circondavano la parete interna del pozzo.
Fianna si fermò confusa a guardare il buio.
A volte avveniva che l’aspirante ritornava sui suoi passi dalla parte da dove era venuto, rinunciando all’iniziazione.
-Desideri proseguire Fianna?-
Lei tacque qualche secondo.
-Si lo desidero-
Sospirai, ero fiera di lei. Le passai accanto e la superai scendendo per prima facendogli vedere che poteva seguirmi senza alcun timore.
Contai i miei passi, al sessantesimo gradino arrivammo in un’apertura che serviva d’ingresso ad una strada scavata nella rupe che discendeva a spirale in uno spazio di circa quarantacinque metri all’estremità del quale si trovava una porta di bronzo con due battenti.
Mi fermai attendendo che Fianna aprisse la porta, ci provò ma le sue mani delicate non riuscivano a spostare tale peso. Non potevo intervenire, quindi attesi finché non ci riuscì.
Entrammo e in quel mentre la porta si chiuse producendo un orribile rumore che sembrava scuotere le volte dei sotterranei.
Questo segnale annunziava ai sacerdoti che un profano si era sobbarcato alle prove dell’iniziazione: per cui i ministri dell’ultimo ordine preparavano il necessario per la ricezione.
Percorremmo un lungo corridoio fino a raggiungere una porta di bronzo, lì davanti si trovava una graticola di ferro. Fianna guardò attraverso e vide una vasta galleria, costeggiata d’ambe le parti da un lungo ordine di archi illuminati da lucerne.
Da dove eravamo si sentiva la voce dei sacerdoti e delle sacerdotesse cantare degl’inni funebri, accompagnati da melodiosi strumenti. Questi inni accompagnati da tetre melodie, e gli echi delle volte, che li rendevano più imponenti e più lugubri, fissavano l’attenzione della fanciulla, immergendola in un’estasi malinconica.
Dovevo stare ferma dietro lei, per lasciarla in preda ai suoi tetri pensieri.
Mi mossi avvicinandomi e le presi le spalle da dietro.
-Sei sicura Fianna di voler proseguire?-
-Si –
Lasciai la mia presa e prendendola per mano la introdussi in una galleria larga due metri.

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