Piramidi – diciannove

Le primule iniziavano ora a fiorire, i campi si stavano colorando di mille tonalità e qualche farfallina coraggiosa già timidamente si posava sul primo fiore sbocciato.
E così anche quest’inverno era passato, forse troppo velocemente per le mie tre piccole fanciulle, che erano cresciute e iniziavano i preparativi della loro iniziazione, presto sarebbero diventate Sacerdotesse.
Prima dell’evento, che avrebbe segnato per sempre le loro vite, Aelia doveva prestare giuramento come Guerriero.
-Sei agitata? Ti senti pronta?- le chiesi mentre indossava i pantaloni della divisa.
-Sono nervosissima. Nessuno ha voluto dirmi che tipo di prova dovrò affrontare.-
-Se ti dicessero cosa devi affrontare non sarebbe più un’iniziazione-
-Ma a te Nicodemus non ha detto niente? Non ha accennato a nulla? –
-Mi spiace Aelia ma a noi Sacerdotesse non è dato di sapere quale sia l’iniziazione dei guerrieri. E se anche fosse non te lo verrei a dire! E ora muoviti o farai tardi- e l’aiutai a vestirsi.
Era diventata bellissima, coi capelli rossi e quei penetranti occhi verdi. Ora aveva 13 anni e aveva già spezzato il cuore a molti dei suoi compagni d’arme. Aveva accettato, non senza dolore, il rifiuto di Nicodemus e da allora non si era più interessata all’amore. Ogni volta che le chiedevo spiegazioni lei rispondeva che un “Giglio” la stava aspettando oltre il mare.

-Io vado – la sua voce mi destò dai pensieri. La salutai sentendo dentro di me crescere una tristezza sconosciuta. Avevo la sensazione che questi giorni felici sarebbero presto finiti, mi feci forza e scacciai quell’ombra dal mio animo. Sorrisi vedendola camminare verso Nicodemus, lui l’avrebbe accompagnata verso il futuro.

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-Tu chiedi una cosa molto grande, perché del nostro ordine vedi solo la scorza che è al di fuori, ci vedi possedere bei cavalli e indossare belle vesti.
Ma non sai i duri comandamenti che ci sono qui dentro, perché una cosa è certa:
che TU signore di te stesso stai per diventare servo altrui, perché assai difficilmente farai ciò che desideri. Sei sicura di voler entrare?- l’Anziano le puntò la spada alla gola e con voce tonante l’aggredì.
-Si-
Si trovavano in una delle tante grotte sotterranee che percorrevano tutto il continente. Faceva freddo e l’umidità bagnava anche le ossa, l’unica luce presente era la torcia che Nicodemus silenziosamente sorreggeva.
-E’ tuo desiderio essere ammessa ai nostri Misteri?-
-Si-
-Da oggi non vivrai più per te stessa ma per il tuo Regno, sei sicura di volerlo?-
-Si lo voglio-
In quel preciso istante l’Anziano alzò la spada verso l’alto per colpirla, Aelia non si ritrasse e continuò a fissarlo negli occhi mentre il suo cuore pian piano scendeva nello stomaco.
L’Anziano abbassò la spada e gli appoggiò delicatamente la lama su una spalla.
A quel gesto Aelia si inginocchiò, la spada passò all’altra spalla.
-Benvenuto Cavaliere –
Dietro di lei Nicodemus sorrideva soddisfatto.

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Un pensiero su “Piramidi – diciannove

  1. Credevo che ti fossi dimenticata di questo racconto…
    Un capitolo veloce, quasi di transizione. Cosa succederà nel futuro? Dafne? Nicodemus? Aella?
    Aspetto la prossima puntata

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