Piramidi – diciassette (parte 2)

-Ce la fai?- mi chiese dubbiosa Nel mentre mi aiutava a preparare il sacco dei medicinali per Anara e la Sacerdotessa Madre. Sarebbero andate al villaggio,  io ero stata esonerata dalle visite. Anzi mi era stato interdetto di uscire dalla Seconda Mura per un periodo non ancora definito.
La mia giornata si sarebbe svolta tra i miei doveri verso il Fuoco Sacro e la pulizia degli appartamenti.
Rowan entrò con dei secchi d’acqua seguita dalla piccola Fianna.
-Dafne ho visto tuo fratello. Gli ho detto che sei stata liberata e ora è al muretto che ti aspetta-
Questa notizia mi colpì al cuore come un pugnale ghiacciato. Era da molto che non ci vedevamo, la parola fratello per me era carica di dolore, di affetto mai ricevuto e di una famiglia assente. Non era corretto continuare a ignorarlo, non se lo meritava. Non era colpa nostra se eravamo cresciuti separati, se altri avevano deciso delle nostre vite senza darci libertà di scelta.
-Grazie Rowan- dissi coprendomi col mantello e uscendo.
-Come stai?- Seb non mi diede nemmeno il tempo di salutarlo che mi abbracciò forte facendomi mancare il respiro –Come sei dimagrita! Ci sono solo ossa qui!-
-Sto bene sto bene, e tra qualche giorno mi sarò ripresa.- sorrisi rilassandomi. Era un puro. Si, mio fratello si esprimeva ancora come un bambino, senza bugie o maschere.
-Non è vero che stai bene, sei distrutta- mi guardò negli occhi.
-Non preoccuparti- e mi misi in punta di piedi e gli baciai una guancia.
-Piuttosto mi puoi fare un favore?-
-Qualsiasi cosa per te sorellina-
-Mi hanno detto che Aelia non è più la stessa, in effetti ho notato che fugge anche da me. Oltretutto non vuole andare più a lezione d’arme…vorrei parlarne con Nicodemus. Potresti dirgli che lo attendo nella Sala prima del tramonto?-
– Riferirò il tuo messaggio. Però promettimi che ti prenderai cura di te stessa e ti riprenderai.-
-Prometto-

La sala era cambiata dall’ultima volta che c’ero stata. Da quel giorno di tanti anni fa in cui avevo accompagnato Aelia per la sua prima lezione.
Ora il tavolo era coperto dalle carte geografiche del regno, le stesse che un tempo erano appese al muro.
Sentì dei passi avvicinarsi, echeggiavano nel corridoio.
Mi fermai in attesa fissando la porta.
La quale si aprì mostrandomi un radioso Nicodemus.
-Nico…-
-Zitta!- quasi gridò. Chiuse la porta dietro alle sue spalle con un gesto brusco e mi abbracciò.
Mi stringeva così forte che temetti di sentire lo scricchiolio di qualche osso che mi si rompeva.
Nicodemus nascose il suo viso tra il mio collo e i capelli…rabbrividì.
Rimanemmo chissà per quanto tempo così in silenzio. Abbracciati. Cullati dal nostro calore.

-Mi sono preoccupato quando ho saputo che eri stata punita. Non potevo fare niente per te e credevo di impazzire. Vorrei tenerti sempre accanto a me, non lasciarti più andare via… un sentimento così non l’avevo mai provato prima d’ora. Perdo la concentrazione persino durante le riunioni di guerra, non ascolto i miei soldati e mi ritrovo sveglio di notte a pensare se sei al sicuro, se stai bene. Se sei triste o felice. – si staccò leggermente da me per permettermi di guardarlo negli occhi – Dafne io ti amo-
Mi vennero le lacrime agli occhi. Mi si formò un nodo in gola e sentì la mia voce gracchiante dire  –Anch’io ti amo- senza che avessi il tempo di stupirmi per ciò che avevo appena detto mi ritrovai due labbra calde sulle mie.

Annunci

2 pensieri su “Piramidi – diciassette (parte 2)

  1. Una puntata che termina in maniera positiva. Dunque finalmente dafne e Nicodemus hanno pronunciato le due parole fatali “ti amo”.
    Bene. Aspettiamo gli sviluppi.

I commenti sono chiusi.