Piramidi – diciassette (parte 1)

I tre giorni di punizione passarono lentamente per me che non potevo fare altro che ascoltare il silenzio assoluto della cripta. La mia unica compagnia erano le gocce di umidità che cadevano nel buio e i sogni. Passai tre giorni in un dormiveglia continuo, tanto da non comprendere più quando ero sveglia e quando dormivo. In uno di questi sogni vidi lo spirito di mia madre apparire nel buio, circondato da un alone di luce. Non disse nulla, mi sorrise e mi accarezzò il viso. Piansi. Sognai Nicodemus che camminava nervoso in un corridoio, stringeva e apriva i pugni. Sognai Aelia che correva nella notte in lacrime.
Poi finalmente qualcuno venne ad aprire la cripta.

-Chiudi gli occhi Dafne- era la voce della Grande Madre.
Sentì che mi stavano bendando gli occhi, dopo tre giorni al buio avrei dovuto abituarmi alla luce lentamente.
Due mani mi presero e mi aiutarono ad uscire. Forti crampi mi fecero gemere dal dolore.
Riconobbi il profumo della pelle di Anara, e sicuramente fu Rowan a mettermi addosso la mantella.
Mi sorressero fino agli appartamenti. Non riuscivo a camminare.
Le altre Sacerdotesse avevano già preparato un bagno caldo.
Anara mi tolse la mantella e mi aiutò ad entrare nella vasca.
-Ora spegniamo quasi tutte le candele, ne rimarrà accesa solo una dietro di te. Piano Piano di sbenderò gli occhi, dimmi se senti dolore. Ok?-
Le risposi con un cenno della testa, non avevo voce.
Rowan era in cucina a scaldare un po’ di brodo.
Nascoste dietro le porte, Fianna, Nel e Aelia, osservavano Dafne.
Anara mi aiutò a lavarmi, mi asciugò e mi pettinò i capelli. Sorretta venni portata in cucina, che era tenuta sempre in penombra per non ferire i miei occhi, e bevvi un po’ di brodo.
Nonostante la debilitazione dovuta alla punizione, il mattino seguente dovevo riprendere i miei compiti abituali, più leggeri del solito, non mi era permesso di riposare.

Dafne4

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Indice: Piramidi

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