Piramidi – sedici (parte 2)

-Nicodemus!- Alceste picchiò il pugno sul tavolo delle riunioni. –Ti rendi conto di cosa è accaduto? Il popolo stava per linciare due Sacerdotesse! Si è mai sentita una cosa del genere? Ti rendi conto di cosa sarebbe successo se non ci fossero stati Fortunato e Sirio? E tu mi parli ancora di non violenza!-
-Calmati Alceste. La violenza non risolverà di certo i nostri problemi. Quella gente è affamata e spaventata, non ragionano-
-Io non sono d’accordo con te, vedrai che prima o poi accadrà qualcosa di irreparabile-
Nicodemus in cuor suo pregava perché l’amico si sbagliasse, anche se condivideva le sue preoccupazioni. Il popolo era arrabbiato, affamato e stava perdendo il rispetto verso le istituzioni.
Dafne. Il suo volto si intromise tra le sue riflessioni.  Cosa le sarebbe accaduto se Dracma non fosse intervenuta? I cavalieri non avrebbero tenuto testa ancora a lungo al popolo da soli. No non doveva pensarci, doveva esser razionale, non poteva lasciarsi trasportare dai sentimenti altrimenti non avrebbe agito con giustizia.
Ma nonostante tutti i suoi buoni propositi, le mancava. Tanto da non dormire bene. Tanto da pensarla spesso, troppo. Tanto da perder la concentrazione durante una riunione.

Nel pomeriggio andò a controllare gli allenamenti delle giovani reclute, tra di loro c’era anche Aelia che combatteva.
Con facilità quest’ultima vinse un duello con un suo coetaneo, era veramente brava. Dotata nel combattimento come nello studio. In futuro sarebbe stata un’ottima regina.
La fanciulla, già ormai era cresciuta non poteva più definirla una bambina, lo vide e lo salutò con un sorriso.
E in quel momento pensò che poteva far pervenire un messaggio a Dafne tramite lei.

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-Eccomi Grande Madre- dissi inginocchiandomi nella penombra della Sala Sacerdotale.
-Figlia mia il motivo per cui ti ho chiamato non è dei più piacevoli. Ho visto la tua Luce salire al cielo stamattina all’alba. Hai usato la tua Arte per guarire una donna.- fece una pausa –Tu hai disubbidito alle leggi-
-Lo so- risposi con un filo di voce –E sono pronta a pagare per il mio gesto-
-Bene. La pena non sarà delle più pesanti. Con i Sacerdoti Anziani abbiamo convenuto per un esilio nella cripta di tre giorni. Senza cibo e con una sola ciotola d’acqua. La tua pena inizierà sedutastante. Seguimi-

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-Dov’è Dafne?- chiese Aelia rientrando dagli allenamenti.
-E’ in punizione- rispose tristemente Anara –Rimarrà nella cripta per tre giorni-

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Mi tolsi i vestiti e nuda entrai nel piccolo passaggio. Avevo freddo.  Forse più dentro al mio cuore che sulla pelle.
La Cripta consisteva in una stanza piccolissima, ci poteva stare solo una persona seduta al suo interno. Mi venne consegnata una ciotola d’acqua, incrociai le gambe… la porta venne chiusa… rimasi sola nel buio più assoluto.
Mi trovavo sotto terra, nel luogo dove seppellivamo i nostri morti.

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2 pensieri su “Piramidi – sedici (parte 2)

  1. La storia continua. Nicodemus ama Dafne ma si rende conto che qualcosa non va tra opolo e istituzioni.
    C’è scollamento e non si fa nulla per ricucirlo.
    Dunque Dafne è in punizione. Cosa succederà durante i tre giorni di punizione?

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