Piramidi – quattordici (parte 2)

-Notizie Maestà?- chiese Nicodemus inginocchiandosi davanti a lei.
-No purtroppo ancora niente. Nicodemus ho un brutto presentimento, credo che le guerre che stiamo combattendo non avranno esito positivo e poi… – si fermò pensando se era il caso di proseguire, poi aggiunse – i sacerdoti dicono che la Fiamma è strana, che sembra più vivace – che sia la Sacerdotessa che si occupa di lei a causare quel cambiamento?

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Nicodemus chiuse dietro di sé la porta e rimase appoggiato ad essa per qualche istante. Si staccò per incamminarsi verso l’uscita e vide Dafne venirgli incontro.
Le sorrise ma lei non lo vide, camminava osservando qualcosa che teneva fra le mani.

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Stavo osservando la chiave immersa nei miei pensieri. Oggi avrei avuto una giornata veramente piena e ripassavo la scaletta di tutto quello che dovevo fare, per paura di dimenticarmi qualcosa. Per prima cosa dovevo recarmi dalla Fiamma Sacra, cosa che stavo facendo, e poi raggiungere le altre Sacerdotesse per la tintura e …

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Nicodemus si mosse avanti verso di lei e aprì le braccia, rimanendo in attesa.

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Camminavo piano e lentamente mi avvicinavo alla porta. Scorsi un movimento con la coda dell’occhio. Alzai lo sguardo per vedere cosa fosse e mi sentii stringere da due braccia. Il mio sguardo si fissò su due occhi verdi luminosi e il mio respiro si fermò. La testa si svuotò completamente e non mi ricordai più cosa stavo pensando due secondi prima.
-Ciao- disse Nicodemus appoggiando la fronte alla mia. Sentì il viso bruciare.
Mi persi nei suoi occhi, non sapevo se piangere o ridere. Lui mi strinse forte a sé,  i nostri volti erano così vicini, deglutii a fatica.
-Cos’è? – mi chiese
-E’ la chiave per la Stanza della Fiamma Sacra – no! Cosa ho fatto! Ho risposto automaticamente. Non dovevo farlo. Non dovevo dirglielo.

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Nicodemus comprese subito dalla sua espressione che aveva rivelato qualcosa di importante.
-Non ti preoccupare, custodirò gelosamente il tuo segreto- sorrise e le sistemò una ciocca di capelli dietro l’orecchio.

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Mi rilassai in quell’abbraccio.
-E’ meglio che vai, altrimenti io non ti lascio più –
E così dicendo mi lasciò libera, con mia sofferenza, di colpo mi sentì come si mancasse una parte di me.
Nicodemus si incamminò verso l’uscita e poi si voltò verso di me che lo stavo guardando.
-Stanotte ho il giro di controllo, se vuoi vedermi sarò alla Seconda Mura prima dell’alba- e se ne andò.
Percorsi il corridoio velocemente, arrivai alla stanza sferica e attesi con impazienza l’apertura della porta. Quasi saltellavo sul posto.
Gridai il mio nome prima che Morgause me lo chiedesse, infrangendo l’etichetta di quel luogo sacro,  e mi avvicinai alla Fiamma Sacra.
-Non sai che cosa è successo- e raccontai alla Fiamma ciò che era accaduto.
La Fiamma vibrò e mi sembrò di sentire una voce che cantava una nenia. Una voce maschile. Una voce dolce e nello stesso tempo sofferente e triste.

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7 thoughts on “Piramidi – quattordici (parte 2)

  1. La storia sta prendendo una piega imprevista e regala ai suoi lettori pensieri e riflessioni.
    Dafne avrà delle conseguenze? Nicodemus riuscirà nei suoi obiettivi?
    Lasciamo che sia la bravissima autrice a condurci per mano nei meandri della storia.

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