Piramidi – tredici (parte 2)

-Nicodemus!- Sirio affrettò il passo cercando di raggiungere il suo comandante che stava uscendo dai propri appartamenti. –Notizie dal fronte?-
-Niente di buono. I nostri aiuti si sono rilevati inutili, il popolo del Nord a quanto pare ha ricevuto appoggi e poi – sospirò – è sorto un nuovo problema: gli Aeni ci hanno interdetto i loro mari. Sono stati loro ad affondare le nostre navi commerciali mentre passavano lo stretto e ora ci hanno dichiarato guerra-
-Cosa!?-
-Hanno detto che le tasse che applichiamo sulla pesca nei nostri mari sono troppo alte-
-Ma non possiamo diminuirle, coi raccolti andati male e la guerra in corso abbiamo bisogno di quei soldi!-
-Già, ma non è un problema loro. Stanno approfittando del nostro momento di debolezza. Domani partiranno le nostre prime navi-
-Domani?-
-Si –

-Stai andando dalla Regina?- una voce a lui conosciuta lo destò dai cupi pensieri di guerra. Alzò lo sguardo e si trovò a fissare il viso sorridente di Dafne.
-Come sei serio, è successo qualcosa ad Aelia?-
-Sei stata invocata anche tu per aggiornare la Regina sui progressi della principessina?- Nicodemus cercò di sorriderle ma le preoccupazioni della guerra lo rendevano malinconico.
-Si, ci sono già stata- e si incamminò verso l’uscita salutandolo.
Nicodemus si voltò di scatto e le prese la mano. Aveva agito di impulso. Si sorprese di se stesso.

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Sentii il calore della sua pelle che avvolgeva la mia mano salirmi fino alla spalla. Mi voltai stupita da quel gesto e lo fissai nei suoi stupendi occhi verdi. Il mio cuore iniziò a battere forte, cosa mi stava accadendo? Cos’era questa sensazione che mi confondeva e mi emozionava così tanto?
-No – e mi lasciò la mano -comunque no… Aelia è una brava studentessa- e si girò incamminandosi verso la porta.
Rimasi a guardarlo, incapace di proseguire il mio cammino, finché non sparì all’interno della stanza del trono.

Stavo andando a ritirare le galline nel pollaio quando vidi in lontananza  un gruppo di guerrieri che tornavano in caserma. Riconobbi Seb. Così feci una corsa fino al muretto.
-Seb- aveva un’aria così afflitta.
-Dafne! – mi rispose scendendo dal cavallo.
-Ma cosa è successo?-
-Dracma sta preparando una rivolta col popolo-
-Perché ?- mi portai le mani al cuore.
-Perché la Regina ha alzato le tasse, perché non si possono più esportare i loro prodotti, perché i campi sono arsi dal sole…-
-Perché la Regina ha aumentato le tasse?-
-Siamo in guerra Dafne… anzi stiamo combattendo due guerre…-
Perché a noi non viene mai spiegato niente? Perché dobbiamo rimanere sempre all’oscuro di tutto?
-Hai provato a parlare con Dracma?-
-Si… l’ho appena fatto. Ma non è servito. E come dargli torto? Soffrono la fame-
Si fermò in silenzio. Poi con dolcezza mi accarezzò la guancia.
-Ora devo andare, devo far rapporto a Nicodemus.-

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