17lastella

Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

Piramidi – tredici (parte 2)

-Nicodemus!- Sirio affrettò il passo cercando di raggiungere il suo comandante che stava uscendo dai propri appartamenti. –Notizie dal fronte?-
-Niente di buono. I nostri aiuti si sono rilevati inutili, il popolo del Nord a quanto pare ha ricevuto appoggi e poi – sospirò – è sorto un nuovo problema: gli Aeni ci hanno interdetto i loro mari. Sono stati loro ad affondare le nostre navi commerciali mentre passavano lo stretto e ora ci hanno dichiarato guerra-
-Cosa!?-
-Hanno detto che le tasse che applichiamo sulla pesca nei nostri mari sono troppo alte-
-Ma non possiamo diminuirle, coi raccolti andati male e la guerra in corso abbiamo bisogno di quei soldi!-
-Già, ma non è un problema loro. Stanno approfittando del nostro momento di debolezza. Domani partiranno le nostre prime navi-
-Domani?-
-Si –

-Stai andando dalla Regina?- una voce a lui conosciuta lo destò dai cupi pensieri di guerra. Alzò lo sguardo e si trovò a fissare il viso sorridente di Dafne.
-Come sei serio, è successo qualcosa ad Aelia?-
-Sei stata invocata anche tu per aggiornare la Regina sui progressi della principessina?- Nicodemus cercò di sorriderle ma le preoccupazioni della guerra lo rendevano malinconico.
-Si, ci sono già stata- e si incamminò verso l’uscita salutandolo.
Nicodemus si voltò di scatto e le prese la mano. Aveva agito di impulso. Si sorprese di se stesso.

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Sentii il calore della sua pelle che avvolgeva la mia mano salirmi fino alla spalla. Mi voltai stupita da quel gesto e lo fissai nei suoi stupendi occhi verdi. Il mio cuore iniziò a battere forte, cosa mi stava accadendo? Cos’era questa sensazione che mi confondeva e mi emozionava così tanto?
-No – e mi lasciò la mano -comunque no… Aelia è una brava studentessa- e si girò incamminandosi verso la porta.
Rimasi a guardarlo, incapace di proseguire il mio cammino, finché non sparì all’interno della stanza del trono.

Stavo andando a ritirare le galline nel pollaio quando vidi in lontananza  un gruppo di guerrieri che tornavano in caserma. Riconobbi Seb. Così feci una corsa fino al muretto.
-Seb- aveva un’aria così afflitta.
-Dafne! – mi rispose scendendo dal cavallo.
-Ma cosa è successo?-
-Dracma sta preparando una rivolta col popolo-
-Perché ?- mi portai le mani al cuore.
-Perché la Regina ha alzato le tasse, perché non si possono più esportare i loro prodotti, perché i campi sono arsi dal sole…-
-Perché la Regina ha aumentato le tasse?-
-Siamo in guerra Dafne… anzi stiamo combattendo due guerre…-
Perché a noi non viene mai spiegato niente? Perché dobbiamo rimanere sempre all’oscuro di tutto?
-Hai provato a parlare con Dracma?-
-Si… l’ho appena fatto. Ma non è servito. E come dargli torto? Soffrono la fame-
Si fermò in silenzio. Poi con dolcezza mi accarezzò la guancia.
-Ora devo andare, devo far rapporto a Nicodemus.-

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2 pensieri su “Piramidi – tredici (parte 2)

  1. Estremamente avvincente

  2. Venti di guerra e la guerra porta fame e carestie. Non sono mai buone nemmeno giuste.
    Come andrà a finire?
    Non si sa.

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Un motivo al giorno per svegliarsi di buonumore

Fin dai tempi delle scuole medie, ho adottato un modo di alzarmi da letto la mattina senza che il peso del risveglio mi annientasse. Si tratta di una cosa semplicissima: come prima cosa al risveglio, penso a qualcosa di positivo che mi attende per la giornata. Niente di impegnativo, il pensiero può anche essere banale, ciò che conta è che mi dia il buonumore! Ho pensato di raccogliere i miei pensieri giornalieri in questo blog, un piccolo riassunto di piccole cose belle, a cui magari attingere nei periodi di affanno…

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