17lastella

Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

Piramidi – tredici (parte 1)

Il vento caldo soffia sull’erba bruciata dal sole. Le cicale cantano. Il cielo azzurro senza nemmeno una nuvola.
-Dafne! Dafne! Vieni a darci una mano? – urlò Rowan mentre correva verso di me, stavo rientrando dalla Sacra Fiamma.
Indossavamo entrambe la tunica leggera, senza maniche, quasi trasparente. Con i sandali legati fin sopra le caviglie e come sempre la nostra mezzaluna d’argento che brillava sul viso.
-Certo. Cosa devo fare? –
-Dobbiamo portare i secchi d’acqua fino al nostro orto – mi rispose incamminandosi con me lungo il viale –Non è piovuto questa primavera, e questa estate è la più calda che io abbia mai visto –
Giungemmo all’orto. Le altre Sacerdotesse erano disposte in fila indiana in modo da passarsi i secchi pieni d’acqua che provenivano dal fiume.
In tutto il continente le culture erano in brutte condizioni, era l’inizio di una carestia.

-Sono stanchissima… non riesco nemmeno a muovere il braccio- dissi ad Anara che era seduta accanto a me sull’erba.
Ci guardammo in faccia, goccioline di sudore scendevano dai nostri visi.
-Anch’io sono stanca- disse Fianna sdraiandosi accanto a noi -… e poi puzziamo- e fece una smorfia disgustosa facendoci ridere.
-Io ho un’idea- disse Rowan -Perché non ci tuffiamo nel fiume?-
-Ottima idea!- rispondemmo tutte in coro.
Intorno ai margini del piccolo fiume crescevano numerose margherite e l’erba era verde.
Senza nemmeno toglierci gli abiti entrammo in acqua e iniziammo giocare spruzzandoci a vicenda.
-Oh! Aspettatemi qui!- dissi uscendo dall’acqua e mettendomi a correre.

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-Oggi sono più stanca del solito- sospirò Aelia –Con questo caldo poi!- e sorridendo si voltò a guardare Nicodemus, ma lui non sembrava averla sentita.
Fissava qualcosa di fronte a sé, la sua bocca era semichiusa e sul suo viso c’era stampata un’espressione incredula e insieme meravigliata.
Curiosa Aelia cercò di capire cosa stava guardando con tanto interesse e contemporaneamente una voce conosciuta la chiamò.
-Aelia!- era Dafne che correva verso di lei, con i lunghi capelli biondi sciolti e numerose goccioline che correvano via dalla sua chioma per brillare come lucciole riflettendo il sole.

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Mi fermai proprio davanti a loro, col fiatone. Cercai di ispirare per parlare, ma non ci riuscì subito. Mi veniva da ridere nel vedere l’espressione raggiante sul viso di Aelia.

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Nicodemus  non riusciva a distogliere lo sguardo, la veste che indossava era completamente bagnata e lasciava intravedere le sue forme. Il petto si abbassava e si alzava velocemente. Il viso era rosso per la corsa. Qualcosa dentro di lui si incrinò. Non si era mai innamorato prima d’ora. Certo aveva avuto le sue passioni, ma nessun legame.

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-Aelia…-presi un bel respiro – Vieni dai, siamo tutte giù al fiume a fare il bagno!-  sorrisi allungandole la mano.

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Nicodemus si domandò cosa c’era in lei che lo attraesse così tanto, poi di colpo sorrise e la terra gli mancò da sotto i piedi.
Sbigottito e confuso osservò le due fanciulle salutarlo e correre tenendosi per mano.

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2 pensieri su “Piramidi – tredici (parte 1)

  1. Speriamo che l’amore trionfi presto

  2. Nicodemus dove vive? Non ha capito che cupido ha colpito?
    Amore sacro o profano? Bella domanda!

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Fin dai tempi delle scuole medie, ho adottato un modo di alzarmi da letto la mattina senza che il peso del risveglio mi annientasse. Si tratta di una cosa semplicissima: come prima cosa al risveglio, penso a qualcosa di positivo che mi attende per la giornata. Niente di impegnativo, il pensiero può anche essere banale, ciò che conta è che mi dia il buonumore! Ho pensato di raccogliere i miei pensieri giornalieri in questo blog, un piccolo riassunto di piccole cose belle, a cui magari attingere nei periodi di affanno…

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