Piramidi – nove (parte 1)

Era giunto l’inverno. Le giornate si erano accorciate e faceva buio presto.
Aelia seguiva le lezioni di spada al mattino, mentre al pomeriggio studiava con i Sacerdoti anziani.
Fianna e Nel invece studiavano con le Sacerdotesse anziane fino al primo pomeriggio, dopodichè Fianna andava a lezione da un bardo che gli stava insegnando a suonare l’arpa, mentre Nel affiancava Anara dimostrando molto interesse per la medicina.
Io ero impegnata quasi tutto il giorno a seguire la Grande Sacerdotessa Madre, spesso Rowan mi accompagnava, anche se la sua passione era la legge.
Così, alla fine, non ci vedevamo quasi mai durante il giorno. Solo alla sera ci ritroviamo tutte sedute al tavolo a raccontare avvenimenti della giornata, ad ascoltare le piccole che raccontano le loro avventure e a seguire con attenzione la sognante Anara che parlava del suo amore.

Ben presto iniziò a nevicare.
-Aelia aspetta!- urlai cercando di fermare la piccola che stava per uscire per andare a lezione. –Stanotte è caduta la neve, è meglio che metti questi – e gli passai gli stivali ingrassati.
-Grazie – mi rispose mentre si toglieva i sandali per metterli. –Oggi non vai dalla Grande Sacerdotessa Madre?-
-No e visto che ho poco da fare spalerò un po’ la neve dal viale-
-Io non ho lezione dagli anziani, poi ti darò una mano – e sorrise sapendo già come si sarebbe conclusa la conversazione.
-E va bene … vorrà dire che ci dovremo impegnare a fare un pupazzo di neve più bello di quello dell’anno scorso – e le tirai il cappuccio bene in testa – Adesso vai o farai tardi-
-Si – rispose con un sorriso, si avviò verso la soglia per poi rimanere lì con la porta aperta a fissarmi –Mi accompagni al muretto?-
Io stavo già indossando la mantella pesante per andare a dar da mangiare alle galline e per passare a prendere gli attrezzi per spalare la neve.
-Va bene, ma solo perché oggi ho tanto tempo libero- in cucina erano di turno Edith e Sinirim, Fianna e Nel erano a lezione, non vi erano nemmeno molti ammalati per cui Anara non aveva bisogno di me.

-Però è proprio alta – notò Aelia quando si accorse che la neve le giungeva al ginocchio.
-No è che tu sei piccola – risposi ridendo facendo vedere con un gesto che a me arrivava fino al polpaccio.
-Già, però io diventerò grande e bella tra qualche tempo persino più bella di te! – disse con un tono canzonatorio.
-Ah si? –stetti al gioco – E chi te lo ha detto?-
-Nicodemus-
-Gentile da parte sua – non mi ero mai considerata una bella ragazza, ma sentirmelo dire da un uomo non era affatto piacevole e quando lo incontrai al muretto non gli feci nemmeno un accenno di sorriso.
-Ci vediamo Aelia – salutai la bimba e tornai sui miei passi senza avvicinarmi a Nicodemus.
-E’ arrabbiata la tua Dafne oggi? – chiese.
-No perché?-
-Sembrava particolarmente arrabbiata…  Andiamo ad allenarci- e sorrise nel suo modo particolare.

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