17lastella

Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

Piramidi – due

Con una mossa veloce, per stare al passo della Grande Sacerdotessa Madre, mi unisco alle mie compagne di studi: Anara, scelta come me dalla nascita, e Rowan, figlia di una Sacerdotessa.
Fin da piccola sono stata sempre più affezionata ad Anara, forse per la sorte comune. Per lei fu molto più difficile inserirsi visto che la sua famiglia di origine vive oltre il Caldo Mare, suo padre era commerciante e lei fu prescelta quando sua madre venne a fare visita al Tempio. Rispetto a noi ha una pelle molto scura, tiene i capelli corti tranne che per due ciocche sempre legate a treccia. E’ dolce e sensibile, saggia e ottima consigliera.
Rowan invece mi ha sempre un po’ intimorito, forse per il suo carattere aggressivo e forte. In realtà ho sempre desiderato assomigliarle: io non sono mai stata decisa e risoluta. Non parla mai di sua madre, anzi credo che nemmeno sappia chi è. Sa però di avere un fratello, anche lui cresciuto ed educato nel Tempio: Sirio.
Tutti i figli maschi delle Sacerdotesse diventano guerrieri, solo pochi prescelti diventano Sacerdoti. Da molti anni non nascono bambini con i requisiti adatti a diventarlo.
Oggi per la prima volta esco dalla Seconda Mura, ma non sono felice.
Dobbiamo scegliere le bambine che diventeranno Sacerdotesse. Sento il cuore oppresso e schiacciato se penso a questo compito da svolgere.

Ci sono tre donne incinta e dobbiamo visitarle per verificare lo stato di salute del feto e per sentire l’energia che avvolge il bimbo.

Per fortuna non ci sono bambine da portare via dalle loro famiglie, non so se ne sarei capace.
– Dafne? – la musicale voce di Anara mi riporta alla realtà – Come sei pensierosa oggi! Non ti sei nemmeno accorta che siamo uscite dalla Seconda Mura! Dai dobbiamo festeggiare! – cercò di non farsi sentire dalla Sacerdotessa Madre. Cosa inutile, lei era troppo vigile per non accorgersi di quello che facevano le sue Sacerdotesse.

Era ancora una bella donna, nonostante fossero passati diciotto anni da quando l’avevo incontrata per la prima volta. Camminava davanti a noi tre fanciulle, la mantella blu che ondeggiava al suo passo e sfiorava appena il terreno.
– Siamo arrivate – disse bussando ad una porta, per poi entrare appena venne aperta.
E noi tre Sacerdotesse minori entrammo al suo seguito.

Ci volle qualche secondo per abituarsi alla differenza di luce tra l’esterno e l’interno.
La donna, al settimo mese di gravidanza, iniziò a piangere dalla felicità.
La Sacerdotessa Madre la tranquillizzò con qualche benedizione. Poi iniziammo la visita.

La bambina stava crescendo sana e l’energia che l’avvolgeva faceva presumere che sarebbe diventata un’abile tessitrice. Non era adatta a diventare Sacerdotessa.
Mi sentì sollevata, quella donna avrebbe visto crescere quel piccolo fiore accanto a sé.
Anche le altre visite si svolsero con lo stesso esito. I bambini erano sani ma nessuno sembrava prescelto.
Io mi guardavo attorno cercando di scorgere qualcosa di familiare che mi ricordasse la mia infanzia,  ma invano.
Tutte le donne che incontravamo ci baciavano la mantella e ci chiedevano una benedizione per questa cosa o per quell’altra.
Gli uomini erano al lavoro nei campi, a pesca o in miniera. Al villaggio c’erano solo qualche fabbro o altro artigiano.
Ci trovammo, prima di quanto tutte e tre sperassimo, sulla via del ritorno.
Un gruppo di 5 cavalieri a cavallo ci passò accanto, il cavaliere con grado maggiore ci salutò con rispetto e si fermò a parlare con la Sacerdotessa Madre.
Sentì che parlarono della Regina Sacerdotessa ma prima che potessi capire il discorso si salutarono.

Dafne2

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4 pensieri su “Piramidi – due

  1. Molto bello anche il capitolo di oggi!

  2. Un capitolo intermedio, secondo me, è questo. Gradevole e piacevole da leggere. Introduce due nuove figure Anara e Rowan, che probabilmente ci accompagneranno nella storia.
    Ci sono anche le prime riflessioni di dafne, che mi pare una sacerdoterssa dallo spirito diverso delle altre.
    Aspetto il proseguo.

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