I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

E le senti le vene
piene di ciò che sei
e ti attacchi alla vita che hai.
Leggero, nel vestito migliore, senza andata né ritorno senza destinazione.
Leggero, nel vestito migliore, sulla testa un po’ di sole ed in bocca una canzone.
(Ligabue)

Dlin!
Il campellino del forno mi avvisa che le brioches son cotte.
Mi metto i guanti e tolgo la teglia.
Mentre le sistemo nel porta brioches sul bancone guardo fuori dal vetro del bar.
Il sole sta sorgendo. E’ una mattinata limpida. La nebbia pian piano si ritira e il mondo appare coi suoi colori.
Oggi sarò sola tutto il giorno.
Jemina ed Elizabeth sono troppo occupate coi recuperi e si daranno il cambio incessantemente.
Marc è sempre via con Hermes. Torna la notte tardi e si addormenta appena la sua testa tocca il cuscino.
Siamo solo il secondo giorno. Eppure mi sento sola e spaventata.
Ogni tanto piccole fitte al petto mi ricordano che ho un cuore spaventato.

La porta del bar si apre e mi distoglie dai cupi pensieri.
Sorrido automaticamente, ma appena vedo chi è la persona che sta entrando la maschera cade per rilevare un vero sorriso.
<<Albert!>> urlo correndogli incontro.
Lui mi abbraccia e mi da due baci sulle guance.
<<Quanto tempo! Ma quando sei tornato?>>
<<Ciao Lily>> sorride lui, mentre inizia a togliersi la giacca <<Ieri notte. Ho terminato il mio giro per il mondo a fare fotografie. Hai visto? Son diventato davvero famoso!>>
<<Si! Ti ho visto su molte riviste. Sono davvero contenta per te>>
<<E tu? Cosa hai combinato in questo periodo?>>
<<Beh sai…le solite cose>> viaggi dimensionali, possessioni, inseguimenti, un killer….
Ma non dissi nulla di tutto ciò. Mi limitai a raccontare solo un lato della mia vita mentre gli preparavo il caffè e mi godevo la sua compagnia. Con un po’ di spensieratezza.
Improvvisamente mi accorsi di sentirmi più leggera.

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