I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva.
(L’Attimo fuggente)

E’ la prima volta che gestisco una missione.
La prima volta che mi trovo da sola.
Sono agitata ma non posso dimostrarlo.
E così mi ritrovo ad utilizzare la mia dote di mascherare i sentimenti a fin di bene.
Perchè Simone e Albert non sanno cosa significa viaggiare tra le dimensioni.
Non hanno idea di cosa si prova e di come potrebbe mutare il loro fisico e la loro psiche dopo quest’esperienza.
E io, che per anni ho pensato solo a me stessa, mi ritrovo a preoccuparmi di loro.
Come sto cambiando.
Li guardo negli occhi.
Simone è salda, piedi a terra in ogni situazione. Ricambia il mio sguardo.
Cerca di leggermi dentro.
Albert più debole. Confuso e indeciso. Non è ancora convinto che tutto questo sia reale. Eppure anche lui non abbassa gli occhi.
Mi piacciono.
Senza potermi trattenere le mie labbra si muovono all’insù.
Sorrido.
<<E’ ora di andare>> allungo la mano ad entrambi.
Simone prende la mia sinistra e Albert la destra.
Chiudo gli occhi sperando che loro facciano lo stesso.
Sento l’aria tremolare sul mi viso.
Il cambiamento di temperatura.
Il classico formicolio sulla pelle.
Il fuoco che esce dal mio cuore illumina il percorso che devo seguire.
La dimensione di Stola.
Il mondo di cristallo (*).
Lo sento. Lo percepisco.
Siamo lì.
Apro gli occhi.
Il sole non è ancora sorto e davanti a me c’è lo stupendo spettacolo del mondo avvolto dal cristallo.
Un mondo viola, luccinate, meraviglioso.
Guardo Simone che stringe con delicatezza la mia mano.
Ha lo stupore negli occhi. La bocca aperta per la meraviglia.
La capisco, questo mondo mi lascia sempre senza fiato.
Albert invece stringe la mia mano con forza, un po’ troppa.
Lo guardo.
E’ un po’ agitato, però non è spaventato.
Una civetta si avvicina a noi.
<<Buongiorno Stola>> la saluto nell’istante in cui sorge il sole e il primo raggio la colpisce trasformandola nella donna che conosco bene.
<<Buongiorno a te mia cara>> mi sorride con le sue labbra blu, e il mondo intorno a lei prende vita e i cristalli scompaiono lasciando che la natura torni a pulsare << e buongiorno a voi miei futuri messaggeri>>
<<Buongiorno>> la voce delicata di Simone. Senza dubbio o esitazioni. Limpida e chiara.
Bene. Simone è fantastica. Si adegua alle novità ad una velocità sconcertante.
Non posso dire lo stesso di Albert. Non emette un suono.
<<Per oggi credo sia abbastanza>> guardo Stola negli occhi e lei conferma ciò che ho detto <<E’ meglio tornare>>
Così dicendo chiudo nuovamente gli occhi e riporto i miei due coraggiosi amici nel nostro mondo.
Amici.
Li ho definiti così.
Che strana sensazione di calore.
Non bruciore del fuoco distruttore.
Ma calore.
Rassicurante.

***

(*) I Messaggeri di Hermes:  Il mondo di Cristallo – parte 1parte 2parte 3

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