Ritmo

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

Le persone sono troppo complesse perché le si possa etichettare
(Philip Pullman)

Stavo di nuovo litigando col lucchetto della saracinesca che non voleva aprirsi. Le mani gelate per il freddo intenso.
Tornare al lavoro, alla vita normale coi suoi ritmi, dopo quello che era successo mi sembrava così strano. Alieno.
Sistemare il bar per le prime colazioni, mettere le brioches in forno a cuocere, salutare Jemina che iniziava il turno con me.
Sentire la porta aprirsi, voltarsi col sorriso e le parole sulle labbra “buongiorno vuole un caffè?” per poi rimanere totalmente a bocca aperta senza emettere un suono.
Jemina fa cadere un piattino che va in mille pezzi.
Il Rosso si stava togliendo un cappotto nero e si stava accomodando al bancone.
Si. Lo so. Hermes non il Rosso. Questione di abitudine.
<<Cosa c’è?>> alzò un sopracciglio <<Non posso ordinare un caffè?>> sorrise con quella bocca grande <<Non vi preoccupate, ho i soldi per pagarlo. Non ci crederete ma ho dei fondi intestati a me. Sai Lily la tua famiglia, da generazioni, si preoccupa di questo>>
<<La mia cosa?!>> strinsi il legno del bancone, per aggrapparmi a qualcosa di solido. Non sapevo nulla della mia famiglia. Niente.
<<Si. Tuo padre, suo padre prima di lui, suo nonno. Vi preoccupare sempre di me di generazione in generazione>>
Quindi essere i Messaggeri per me era un’eredità? Qualcosa che veniva tramandato? Non lo erano diventati per caso  i miei genitori?
Le mie radici erano così oscure. Nascoste nelle pieghe del tempo e nella memoria di persone che ora non vi erano più.
<<Allora questo caffè?>>
Mi destai dai pensieri e meccanicamente gli preparai il caffè. Jemina era ancora ferma ad osservare. Nervosa quanto me.
Mi tremavano le mani.
Per fortuna appena appoggiai la tazzina sul bancone si aprì la porta e fecero ingresso i nostri amici.
Vedere Marc e Simone mi rilassò enormemente. E acquistai il coraggio necessario per parlare.
<<Sonia mi ha detto dei miei capelli. Perchè volevi rintracciarmi?>>
<<Ah donne. Mai un segreto con voi>> sorrise e controllò con la coda dell’occhio i movimenti di Marc che si stava togliendo la giacca.  <<Quando mi sono risvegliato ero confuso. Dovevo capire cosa fosse successo durante il mio periodo di assenza, comprendere cosa stavate facendo. Come intervenire. Così ho pensato di pedinarti mia cara. Avendo qualcosa di tuo potevo rintracciare sia te che Marc…e si anche Simone col suo interessante potere>>
<<Ma qual’è il mio potere?Io  non capisco…>> Simone si era avvicinata al bancone.
<<E’ qualcosa di caldo e affettuoso, protettivo. Di più non so dire. Le emozioni, i sentimenti, i vostri poteri per me rappresentano energia pura. Rappresentano la forza vitale che mi permette di restare qui con voi. Di esistere nel vostro mondo >>
<<Ti cibi di emozioni?>> mi accorsi di aver alzato la voce per lo stupore.
<<Oh! Si, si potrebbe definire così>> sorrise e si voltò verso la porta un secondo prima che questa si aprisse facendo entrare Sonia.
E con mio stupore lei rimase così, ferma, con la mano sul vetro, un passo all’interno del bar e uno sul marciapiede fuori. In quel preciso momento, l’aggressiva e sfrontata Sonia, si trasformò in un piccolo uccellino spaventato. E il Rosso allargò il suo sorriso assumendo un espressione piena di desiderio e malizia.
Qui stava succedendo qualcosa. Qualcosa che non mi sarei mai aspettata di vedere.

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5 pensieri su “Ritmo

  1. Cambio di scena rispetto alle ultime puntate, anche se i personaggi restano gli stessi…..
    Cosa succederà? Non è chiaro per nulla. La curiosità si fa donna, pardon uomo.

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