POV Donzineth – La caduta

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

Avendo dimenticato che esisteva un cielo infinito, vivevo a testa bassa e il mio unico orizzonte era il rozzo marciapiede di cemento.
(Jodorowsky)

Ci sono momenti in cui ti rendi conto di non valere nulla.
Il castello di carta che era il tuo mondo è crollato, lasciandoti l’amaro in bocca.
Che resta?
Che ne è di te ora?
Tu che mi guardi dallo specchio. Uomo che non conosco.
Eri un ragazzo pieno di sogni, di vita, di coraggio.
Affrontavi tutto come un gioco.
Ridevi in faccia alle avversità.
Credevi che il dolore fosse solo passeggero.
Un momento della vita e nulla più.
Che dopo ad ogni caduta ci si rialza sempre.
Che il vuoto appena vissuto poteva solo regalare nuove gioie.
Poi la Vita ti ha attaccato.
Ti ha tolto pian piano le tue certezze.
Ha tagliato i rami del tuo albero.
Ha trafitto il tuo tronco con un fulmine e avvelenato le tue radici.
E ti ritrovi a strisciare, come una serpe.
A sopravvivere ad un nuovo giorno.
Senza credere in nulla.
Con un unico obiettivo.
E poi scopri che non era quello che si aspettavano da te.
Che l’obiettivo era sbagliato.
Che era tutto un frainteso.

Quanto male può fare un salto nel vuoto?
Proverò la gioia di volare?
L’aria che ti spettina i capelli.
Quel senso di libertà che solo i falchi conoscono.
Farà male toccare l’asfalto?
Si sentirà il dolore nella caduta?
O durerà solo un attimo prima di scomparire nell’oblio?

Avrò il coraggio di farlo?

***

immagine presa dal sito http://unsogno.wordpress.com/2011/04/12/castello-di-carte/

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