I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

<<Hermes?! Tu sei Hermes?>> urlammo in coro io e Sonia.
Non ci potevo credere.  Non era possibile.  Non poteva essere lui.
<<Oh quanto stupore mia cara Lillith>> sorrise alzandosi in piedi <<Si sono io. Il messaggero degli Dei. Ah no! Dimenticavo, ora non li chiamate più così. Angeli vero? Si ora siamo angeli per voi>> sorrise col suo ghigno, piegando la testa. Guardò Marc negli occhi. Solo allora mi resi conto che lui non aveva ancora parlato. Era fermo, con le mani strette a pugno.
<<Michael>> continuò Hermes <<Cosa c’è? Non ricordi? Sai quando mi sono risvegliato dal mio sonno ci ho messo un po’ a rimettere in ordine i pezzi. Lo sai vero che mi avete risvegliato voi due. Quando l’angelo e il Demone si sono uniti. Ricordi? E tu Lilith?>>
Il risveglio è avvenuto” Si mi ricordavo quella voce. Era la prima volta che vedevo Marc nel suo aspetto originale. Come l’angelo Michael. Come colui che mi aveva ucciso e poi legato il proprio karma al mio nel ciclo delle rinascite. (*)
Non ci avevo mai fatto caso. La voce. La voce era proprio la sua.
<<Oh vedo che avete compreso. E sai Michael sono andato a fare un giro anche laggiù. O lassù. Come preferite. E ho scoperto che non è cambiato nulla. Nulla di nulla. Ci hanno messo tutto questo tempo solo per trovare un tuo sostituto. Ti rendi conto? Ora Uriel detiene la tua spada Fiammeggiante. Lo sai?>>
Marc non rispondeva. Stava zitto e fermo. Gli toccai i braccio. Ma non ebbe alcuna reazione.
<<Tu stai dicendo… Stai dicendo…>> Sonia aveva fatto due passi in avanti. Verso di lui. <<Tu sei un angelo!? Tu?>>
<<Oh! E ti stupisci cara? Preferivi forse quelle vecchie cariatidi che passano tutto il tempo a fare i loro Concili per prendere anche solo una minima decisione? Ti dirò un segreto>> si avvicinò a lei prendendole il mento tra le dita e guardandola negli occhi <<Loro sono una noia mortale. Voi NO>> poi la lasciò andare e si avvicinò a Marc <<Dopotutto abbiamo scelto di lavorare sul posto proprio perchè qui c’è la Vita. Ci sono le emozioni. Calde, saporite ed eccitanti. Stare con voi è fantastico. Non trovi Michael? >>
<<Sei… >> la voce di Simone spezzò l’imbarazzante silenzio <<Insomma… esistono angeli come te? Non fraintendermi ma mi sembri tutto tranne che…beh…angelico>>
Il Rosso, si è inutile per me era ancora il Rosso, si mise a ridere.
Sabbath si avvicinò a lui e gli mise una mano sulla spalla.
<<Io e Anubis avevamo scordato tutto. Quando sei caduto nel sonno, noi abbiamo perso i ricordi legati a te>>
<<Lo so. E’ la mia maledizione>> si strinse nelle spalle <<Se così la vogliamo chiamare. Ho scelto di stare qui con voi. Ma non volevo entrare nel ciclo karmico come Michael e quindi ogni 777 anni mi addormento. Per poi esser risvegliato da loro due>> e ci indicò. Indicò proprio me e Marc.
<<Samael…>> Marc, risvegliandosi dal suo torpore, lo guardò negli occhi <<Il signore del Karma>>
Hermes, Loki, Samael o come diavolo si chiamava, sorrise. Stavolta senza ghigno. Sorrise con dolcezza e affetto. Incredibile.
<<Si mio caro fratellino. Si>>
Si fermò e ci guardò tutti negli occhi. Uno ad uno.
<<E ora, cari i miei Messaggeri, spiegatemi cosa state combinando. Perchè combattete quelli che chiamate uomini in nero? >>
<<Ma come? >> Seth prese la parola per la prima volta <<Sei tu che ci hai detto di farlo! Non dobbiamo recuperare gli oggetti e non lasciarli nelle loro mani?>>
<<Certo. Ma io non ho MAI detto che dovevate combatterli. Voi dovete aiutarli>>
<<Aiutarli? A fare cosa? A distruggere i mondi?>>
<<No miei cari. Non avete capito. Sapete chi sono e da dove vengono?>>
Silenzio
<<Lo immaginavo>> alzò il braccio e con l’indice indicò uno di noi. Simone. Mi mancò l’aria.
<<Come??>> chiese lei indietreggiando
<<Le persone che come Simone, i cui i poteri latenti stanno venendo a galla, generano i vostri uomini in nero. Sono le loro paure. Non comprendono cosa gli sta accadendo. Sentono che c’è qualcosa di nuovo in loro. Qualcosa che li spaventa. Questa paura crea un alter ego d’ombra. Ogni volta che voi attaccate un uomo in nero indebolite un essere umano. Uno di voi. State ferendo i vostri simili>>
<<Io non sono un uomo in nero>> gridò Simone
Non mi ero nemmeno accorta di esserle andata incontro.
Abbracciate guardavamo il Rosso.
<<Non ho detto che tu lo sei. Ci sono persone che come te iniziano sviluppare le loro doti, solo che non hanno la tua fortuna. Tu hai potuto comprendere che esistono altri mondi, lo hai accettato. In te non si è creata una scissione tra ciò che credevi fosse la realtà e ciò che effettivamente è. Loro non hanno questa fortuna. Iniziano ad intravedere altre realtà e credono di impazzire. E’ questo che crea l’ombra che voi definite uomo in nero>>

***

(*)  L’Angelo e il Demone:  parte 1 , parte 2

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