I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

Le mie simpatie vanno al Tentatore,assolutamente.
L’idea è che il peccato,la Caduta,
sia stata una cosa molto positiva.
Se non fosse successa noi saremmo ancora dei giocattoli
nelle mani del Creatore.
(Philip Pullman)

<<E quindi vi date appuntamento in altre dimensioni e ogni tanto vi vedete anche nella nostra?>> Sonia stava sparando domande a raffica ad Angela da quando avevamo varcato la soglia dimensionale. Ad essere sincera questa era la prima volta in cui la sentivo parlare così tanto. Io, davanti a loro, aprivo la strada in questa foresta di bambù indaco.
<<Si. Certo. Non possiamo mai stare insieme per molto tempo. Come sai il nostro corpo non è fatto per le altre dimensioni>> Fu la risposta di Angela
A parte il mio e quello di Marc pensai. Noi in effetti potremmo vivere ovunque volessimo.
<<E scusa come fate per il sesso?>>
Iniziai a tossire perchè la saliva mi era andata di traverso. Mi voltai paonazza verso di loro.
<<Ma Sonia!! Ti sembrano domande da fare?>>
<<Che c’è adesso! Cosa c’è di strano se sono curiosa>> incrociò le braccia al petto e mi fissò imbronciata.
<<Lily non ti preoccupare>> mi sorrise Angela. La sua pelle blu rifletteva le stelle del cielo. In effetti erano molto luminose in questa dimensione, mi ricordavano i lampioni notturni. E meno male che c’erano, qui non esistevano Soli. Senza di loro avremmo dovuto camminare nel buio totale per trovare l’Oggetto.
<<Mi preoccupo si! Insomma da quando fai tutte queste domande? Che ti prende?>>
Sonia tacque e lasciò cadere le braccia lungo i fianchi. Abbassò lo sguardo.
Incredibile, sembrava timida ed insicura.
Che stava accadendo alla Sonia aggressiva e spavalda che conoscevo?
<<E’ che…insomma>> si accarezzò un braccio <<vedendo come vivete le vostre storie d’amore io…beh ho iniziato a pormi qualche domanda>>
Credo di esser rimasta a bocca aperta per circa dieci minuti. Forse avevo anche scordato di respirare.
Non stava fingendo.
Era seria e direi…spaventata.
<<Abbiamo le stessa struttura dei vostri organi genitali e possiamo avere figli come voi. Siamo mammiferi>> Angela aveva risposto alla domanda con totale naturalezza. Come se gli avessero chiesto le previsioni del tempo.
Alzammo lo sguardo entrambe su di lei.
Insomma mi sembravano argomenti così delicati, così privati…che ecco…mi sentivo a disagio.
Sonia la guardò ad occhi spalancati. Poi si rilassò e sorrise.
<<A dire il vero non credevo che avresti risposto. Ero stata sfrontata apposta per infastidirti. Tu però non ti arrabbi mai>>
Angela rise. Con quel particolare suono musicale, come tante piccole gocce d’acqua che cadendo dal cielo creano musica tintinnando sulle pietre.
<<Mi arrabbio anch’io. Figurati. Sai quante volte ho litigato con Seth. E’ solo che tu non mi dai fastidio>> sorrise dolcemente guardando Sonia negli occhi <<Vedo il tuo cuore. Non è cattivo. E’ solo triste e ferito e ora sta cercando di guarire>>
Oh! Gli occhi di Sonia luccicano. Questo si che è spettacolare.
<<Andiamo ragazze! Dobbiamo trovare l’oggetto>> insomma in qualche modo dovevo spezzare questo silenzio imbarazzante no?
<<Ooh peccato mi piacevano i vostri discorsi>>
Ci voltammo tutte e tre verso questa voce che ormai ci era diventata familiare. Il Rosso oggi appariva come un uomo sui trent’anni vestito da elfo. Si direi che è proprio un completo da elfo quello. Pantaloni verdi, casacca verde e stivali marroni.
Non gli sta male. Con gli occhi dello stesso colore della stoffa e i capelli rosso fuoco sparati in aria.
Sta iniziando a diventare un terzo, a no in questo caso quarto, incomodo. Appare sempre più spesso.
<<Inizi a diventare molesto sai?>> gli puntai l’indice contro. Lo so che non è educato. Ma insomma neppure lui lo è mai stato!
<<Cosa c’è Lily vuoi mordermi di nuovo la lingua?>>
Bordeaux, con un lieve accenno di rosso carminio. Si più o meno deve essere questo il colore che ho appena assunto. Cavolo! Ma è possibile che sa sempre come mettermi a disagio?
<<Ooh e guarda chi c’è qui. Anche la mia pedinatrice preferita>> sorrise a Sonia piegando la testa di lato godendosi la sua reazione di disagio <<ti piace come sono oggi? O preferivi l’ultima versione tutta piercing ?>> ok. Aveva messo ko pure lei.
<<Finiscila. Si può sapere perchè ti diverti così tanto a provocarle?>> Angela si mise a fronteggiarlo con le mani sui fianchi.
<<Perchè mi diverto. Mi piacciono le reazioni dell’animo umano>> distolse lo sguardo da me e Sonia per fissare i suoi occhi verdi su Angela <<Anche le tue devono essere gustose>> si leccò le labbra come se stesse pregustando qualche delizia. Con gli occhi accesi di desiderio.
Possibile? Le emozioni si potevano mangiare?
<<Si può sapere una buona volta cosa vuoi da noi?>> finalmente avevo ritrovato la voce.
<<Ho appena visto quelli che chiamate gli uomini in nero. Interessante>> infilò la mano in tasca e poi la aprì per farci vedere qualcosa. Sul palmo della sua mano stava una sfera con tante piccole stelle brillanti al suo interno. Mi mancò il fiato. Era l’oggetto che dovevamo recuperare <<E poi volevo darvi questa>>
<<Ci doni l’oggetto che hai preso tu?>> chiesi spiazzata.
<<Certo. Verrò con voi da Donzineth. Ho visto abbastanza. E’ ora di parlare>>

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