POV Simone – Mentre loro sono ai Caraibi

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
(Elli Michler)

<<Allora vi state divertendo?>> Chiesi mentre mi stringevo nel piumino. Uscire dal dolce tepore dell’agenzia al freddo intenso della strada era stato uno shock.
<<Si. Ci stiamo preparando per il pranzo>> ah già! C’erano cinque ore di differenza, qui ormai la mia giornata lavorativa era finita mentre lei aveva ancora un pomeriggio intero di mare.
<<E’ bellissimo qui. Il mare è così limpido e la sabbia bianca…ma questo tu lo sai già!>> rise. Vero, ci ero andata per lavoro molte volte.
La voce di Lily era squillante e allegra. Non la sentivo così da molto tempo. Ero felice per lei.
<<Hai smesso di fare gli incubi?>> mi preoccupavano un po’ quei suoi sogni in cui bruciava tra le fiamme e Marc la osservava impassibile.
<<Si. Sai credo che fossero legati alla storia degli Incubi e Succubi. Non li ho più fatti da quando abbiamo risolto il problema>> confermai la sua ipotesi. Il suo subconscio la stava avvertendo. Dentro di lei, nel profondo, era a conoscenza di ciò che stava accadendo. Non siamo mai ignari delle nostre azioni. Spesso vogliamo semplicemente ignorare le cose, perchè è più comodo. Ma se ci soffermassimo a guardarci dentro, con sincerità e onestà, scopriremmo tante di quelle cose da aver paura del nostro riflesso nello specchio.
Ci salutammo ridendo.
<<Allora si stanno divertendo?>> una voce che non conoscevo attirò la mia attenzione.
Davanti a me c’era un uomo che indossava una giacca in pelle consumata, aperta,  potevo intravedere un maglioncino a V di Calvin Klein. Non potevo sbagliare marca, il mio occhio era infallibile. Ma non aveva freddo?
Poi il mio sguardo si posò sul suo volto e rimasi pietrificata. Avevi i capelli lunghi, spettinati. Rossi.
Non era possibile. Era di nuovo lui?
Lily aveva detto che poteva variare aspetto, più precisiamente età.
Sorrise e mi si gelò il sangue nelle vene. Era proprio lui.
Quella bocca grande e quello sguardo sfacciato erano proprio i suoi.
Senza dubbio.
<<Cosa vuoi?>> strinsi la borsetta, istinto automatico. Anni di vita pendolare in città europee.
<<Ho faticato un po’ a trovarti sai?>> mi si chiuse la gola. Il cellulare. Dovevo chiamare aiuto. Ma lui continuò a parlare io rimasi a fissarlo come se fosse un cobra, mi ipnotizzava <<Quando pensai di trovare un modo per rintracciare la nostra cara Lillith non avrei mai pensato di faticare a trovare te. Stavate sempre insieme>>
Rintracciare? Un modo per rintracciare. Che significava?
<<E invece mi avete creato un bel po’ di grattacapi. Comunque non è per questo che sono qui>>
<<Ripeto la domanda: cosa vuoi?>>
<<Controllare a che punto è il tuo Potere>>
Il mio cosa? Io non avevo poteri come Seth o Sonia. Donzineth mi aveva spiegato le qualità dei Messaggeri. Io non le possedevo.
<<Io non ho poteri>>
<<Che sciocchezza>> rise e si avvicinò a me. Ora troneggiava sopra di me. Per guardarlo dovetti alzare il viso <<Tutti sviluppano i poteri. Non esiste creatura vivente senza il Dono>> e svanì. Così. Nel nulla.

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3 thoughts on “POV Simone – Mentre loro sono ai Caraibi

  1. Mentre Lily si diverte e si rilassa, Simone scopre qualcosa che non si aspettava.
    Ma sarà vero quello che dice il Rosso?
    Nuova curiosità e impazienza di capire il seguito.

  2. […] 1 , parte 2 18 – Irreale 19 – POV Sonia – Mentre loro sono ai Caraibi 20 – POV Simone – Mentre loro sono ai Caraibi 21 – POV Donzineth – Mentre loro sono ai Caraibi 22 – POV Marc – Ritorno a casa 23 […]

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