POV Sonia – Mentre loro sono ai Caraibi

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

La vita è una strada grigia: niente è mai del tutto cattivo, niente è mai del tutto buono.
(Jodorowsky)

<<Io vado Seth. Ciao Albert. Ciao David. A domani>> dissi mentre uscivo dall’agenzia. Avevo appena finito di scattare delle foto in costume, epoca vittoriana, per le copertine di qualche libro. Sicuramente il genere di racconti che ora stava leggendo Lily in spiaggia.
Sinceramente non avevo la più pallida idea di cosa leggesse lei, e sopratutto perchè l’avevo pensata?
La detestavo, no?
Eppure qualcosa era cambiato. Non provavo più rabbia in sua presenza, solo…solo curiosità.
Volevo capirla. Comprendere cosa ci differenziava.
Si. Era questo. Dopo quel giorno a casa di Marc, avevo visto un lato di lei di cui non avrei mai immaginato. Eravamo simili e totalmente differenti.
Lei aveva trasformato il dolore della sua solitudine in qualcos’altro, e non capivo cosa. E sopratutto come avesse fatto.
Pensavo a tutte queste cose mentre percorrevo le vie gelate diretta verso la villetta che condividevo con altre due modelle.
<<Sai mi hai stupito>> disse una voce dietro di me.
Mi voltai di scatto già pronta a lanciare una palla di fuoco e mi ritrovai a fissare gli occhi verdi del tipo che avevo pedinato. Il Rosso, come lo chiamava Lily.
Stavolta aveva l’aspetto di un sedicenne, coi capelli sparati in aria. Era seduto sul muretto che delimitava un’area gioco per bambini. E mi sorrideva, con quella bocca troppo grande.
<<Cosa vuoi>> dissi secca mentre le mani mi formicolavano . Volevano creare una palla di fuoco. Dovevo concentrarmi per non perdere il controllo.
<<Niente. Mi hai incuriosito parecchio. Non mi ero accorto che mi stavi pedinando. Ero troppo preso da certe faccende>> e fece un gesto con la mano, come per scacciare un insetto. <<Beh, sei stata brava. Volevo complimentarmi>>
<<Non voglio i tuoi complimenti>>  strinsi le mani a pugno, così forse non l’avrei bruciato. Mi serviva vivo. <<Piuttosto cosa vuoi? Perchè ci pedini? E cosa facevi a casa di Lily?>>
<<Ah! quante domande>> sorrise e piegò la testa di lato. Stranamente…mi piacque. <<Ad una posso rispondere però>> vidi che metteva la mano in tasca dei jeans neri. Attillati.
Perchè notavo questi dettagli?
Indossava degli anfibi.
E un piercing al labbro. Ma prima l’aveva?
Tirò fuori una corda nera. Non capì.
<<La prima volta ero entrato in camera loro>> (*) si riferiva a Lily e Simone, di sicuro <<Perchè avevo bisogno di qualcosa di personale. Per rintracciarla. Ma purtroppo voi umani avete il vizio di lavare sempre tutto…che tragedia>> scosse la testa. Qualcosa tintinnò. Notai che portava un campanellino al collo. Un collarino. Come quello dei gatti. Ma c’era anche prima?
Stava mutando davanti ai miei occhi?
<<Rintracciare?>> chiesi. Forse stavo ottenendo qualcosa.
<<Già. Altrimenti come facevo a sapere dove fosse?>> iniziò a giocherellare con la corda nera che aveva in mano <<Ora per esempio sono al mare. Tutti e due immagino>> sorrise di nuovo e i suoi occhi verdi si fissarono nei miei.
Mi battè il cuore.
Perchè?
Paura?
Forse.
Ma c’era qualcosa d’altro. Qualcosa che non provavo da tempo.
<<Allora sono stato costretto a tagliarle una ciocca di capelli>>
Non era una corda. Quelli erano i capelli di Lily!
<<Ma perchè fai tutto questo? Cosa vuoi da noi?>>
Sorrise nuovamente.
No.
No. No. No.
<<Questo forse te lo dirò la possima volta>> e svanì.
Crollai sull’asfaldo gelido.
No. Non poteva essere.
Mi piaceva.

***

(*) I Messaggeri di Hermes 2 :  Visite

3 thoughts on “POV Sonia – Mentre loro sono ai Caraibi

  1. Fatico a seguire il nesso logico, ammesso che ce ne sia uno. Però in compenso lasci i tuoi lettori con la curiosità di capire meglio quello che sta succedendo.

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