Incubi e Succubi

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

Si può sognare una moltitudine di bevande;
ma quando si ha veramente sete, bisogna svegliarsi per bere
(Freud)

<<L’avevo visto camminare per strada e così ho deciso di pedinarlo. Non ho scoperto molto, a parte il fatto che ha un appartamento appena fuori dal villaggio White. Varca le dimensioni facilmente, cambia aspetto come se niente fosse. Neppure Sabbath è capace di fare queste cose, ha dei limiti. Lui sembra non averne. Non ho avuto un attimo di tregua. Non si ferma mai. Ha visitato due volte l’appartamento di Lillith e di Simone. Ma stavolta non ha cercato nulla. Qualsiasi cosa volesse mi sa che l’ha presa la prima volta che è entrato in camera vostra … Oh per l’amore del cielo Lily! Vuoi smetterla di lavarti i denti!!>> Sonia interruppe il suo racconto giusto per farmi innervosire. Era seduta sulla tavola del cesso, come se fosse una semplice sedia, mentre io sputavo acqua e colluttorio nel lavandino.
Lo se che era un gesto isterico, ma continuavo a sentire il sapore del sangue in bocca e non riuscivo a fermarmi.
<<Vuoi lasciarmi stare una buona volta!>>
<<Non ricomincerete da capo vuoi due!>> Marc era appoggiato allo stipide della porta, con le braccia incrociate. Il viso pallido e le occhiaie sempre più profonde.
sei l’ombra di te stesso” aveva detto Sonia. Ed era vero. Era così dimagrito che i jeans gli scivolavano sui fianchi.
Chiusi un attimo gli occhi per trovare un po’ di pace.
Mia cara Lillith, madre di tutti gli Incubi e i Succubi, desidero che tu smetta di soggiogare Marc.
<<Chi sono gli incubi e i Succubi?>>
<<Cosa?>> Marc si staccò di colpo dalla porta.
<<Il Rosso mi ha parlato di loro. Chi sono?>>
Marc era impallidito, più di quanto lo fosse già, si passò una mano tra i capelli. Lo faceva sempre quando stava pensando a qualcosa che lo turbava.
<<Oddio non me ne ero accorto…>>
<<Cosa stai dicendo Marc?>> non capivo, sentì una freccia che lacerava il cuore. Un pugnale che mi squarciava lo stomaco. Qualcosa di veramente doloroso, brutto e freddo. Ma non sapevo perchè fossi così spaventata.
<<Sono demoni cacciatori nel sonno>> Sonia riprese a parlare, però qualcosa nella sua voce mi fece venire la pelle d’oca. Mi guardava come se mi vedesse per la prima volta. Mi faceva paura <<I Succubi sono diavoli con le sembianze femminili che nottetempo giacciono con gli uomini, fino a sfinirli. Mentre gli Incubi sono la versione maschile degli stessi.>> sembrava che stesse ripetendo una lezione imparata a memoria. Il suo sguardo cadde su Marc. Uno sguardo carico di apprensione e…comprensione?
Che cosa stava accadendo? Perchè in qualche modo mi sentivo colpevole come se avessi fatto del male a qualcuno?
<<Lily>> Marc mi posò una mano sulla spalla. Stranamente quel gesto mi rese più nervosa <<Dobbiamo andare da Anubis. Ora. Credo di aver bisogno del suo aiuto>>
Annuì con la testa e mi sentì improvvisamente triste. Volevo piangere. In qualche modo mi sentivo colpevole. Colpevole per qualcosa che avevo fatto. Ma cosa?

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

Mentre ci avvicinavamo alle tende dell’accampamento dove vive il popolo di Anubis ci vennero incontro diversi piccoli, tra di loro riconobbi la piccola Sekhmet la sorella di Bastet. Nonchè figlia minore di Anubis. Mi sorrise e mi prese per mano. Era morbida, calda.  Non parlammo.  Camminavo in silenzio accanto a Marc. Lo guardavo con la coda dell’occhio. Aveva la mascella contratta. Era nervoso. Molto.
Mi incuriosì Sekhmet, aveva cercato un contatto con me, come per tranquillizzarmi. Non parlava nemmeno lei. Probabilmente comprendeva il mio stato d’animo. Era molto matura per la sua età. Sicuramente lo erano tutti i bambini di quella dimensione, se paragonati ai nostri piccoli.
Anubis uscì dalla propria tenda e si volse a guardarci mentre ci avvicinavamo. Annusò l’aria, proprio come fanno i cani e ringhiò di disgusto. Mi fermai di colpo. Era arrabbiato. E Anubis arrabbiato faceva paura.
<<Cosa cavolo avete combinato voi due!>> ci urlò contro <<Michael ma come hai potuto permetterle di ridurti così!>>
Permetterle. Io.
Io l’avevo ridotto in quello stato?
Vidi Bastet uscire dalla tenda dietro a suo padre, guardare Marc e poi me.
Mi venne incontro e mi prese per una mano.
Lasciai quella di Sekhmet.
Bastet mi trascinò lontano dalle tende.
Dietro di me feci in tempo a sentire
<<Entra Marc, entra nella tenda. Ti aiuterò a liberarti>>

Advertisements

5 pensieri su “Incubi e Succubi

  1. Altra bella puntata che si snoda tra spiegazione degli incubi e dei succubi, che non conoscevo. e della voce narrante che si chiede se è colpa sua lo stato di Marc.
    Ma cosa minaccia Marc?
    Forse lo sapremo nella prossima.

I commenti sono chiusi.