Sorpresa

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

Niente sarebbe com’è,
perché tutto sarebbe come non è, e viceversa!
Ciò che è, non sarebbe e ciò che non è, sarebbe!
(Alice nel Paese delle Meraviglie)

 
Le onde mi accarezzavano i piedi mentre camminavo sulla spiaggia.
La salsedine mi stuzzicava le narici e il sole mi scottava la pelle.
Scottava tanto. Un po’ troppo.
Aprì gli occhi e incrociai quelli di Marc. In un attimo fui avvolta dalle fiamme e urlai.

Mi risvegliai con la solita sensazione di cadere nel vuoto. Col cuore che batteva forte.
Il letto era vuoto. Sentivo profumo di brioches e caffè. Socchiusi gli occhi e mi appisolai nuovamente.

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

<<Buongiorno>> una voce fece capolino nei miei sogni. Sentivo sopra di me il lieve peso di un corpo. Caldo. Sorrisi e aprì gli occhi. Ma non era Marc.
Due occhi verdi mi stavano fissando. Troppo vicini. I capelli rossi mi sfioravano la fronte. Stavolta aveva assunto l’aspetto di un uomo adulto.
Un uomo che mi inchiodava al letto bloccandomi. Cercai di muovermi. Mi fermò le mani sopra la testa.
<<No no mia cara Lily, dobbiamo parlare>> sorrise col suo ghigno particolare.
<<Parlare? Si, dimmi cosa vuoi da me>>
<<Mia cara Lillith, madre di tutti gli Incubi e i Succubi, desidero che tu smetta di soggiogare Marc.>>>
<<Soggiogare? Ma cosa stai dicendo?>>
<<Certo, lo stai soggiogando, sfinendo. Non vedi come si prostra ai tuoi piedi? Come sta esaurendo la sua forza vitale?>> piegò la testa di lato avvicinando pericolosamente le labbra alle mie.
<<Lui non si prostra ai miei piedi. Lui mi ama>> avevo alzato la voce
<<Ne sei sicura?>>
<<Lasciam…>> ma non riuscì ad urlare come avrei voluto perchè mi baciò. Mi mossi sotto di lui cercando di liberarmi. Era troppo forte. Quindi feci l’unica cosa che mi venne in mente. Gli morsi la lingua.
Il sapore del sangue mi inondò la bocca e la nausea mi fece contorcere lo stomaco.
In quel momento accaddero diverse cose contemporaneamente.
Lui si staccò. Marc entrò nella camera e lo sentì urlare il mio nome, qualcosa di pesante cadde sul letto schiacciandoci e spingendo la testa del Rosso contro la mia. Così forte da farmi vedere buio e poi tanti pallini colorati.
Sentì il Rosso imprecare e poi svanì. Lasciandomi finalmente libera.
Non riuscivo a vedere bene. Avevo la vista sfuocata.
Qualcosa mi bloccava ancora al letto. Era appoggiata sul mio stomaco.
<<Dopo tutti questi giorni di pedinamenti! Lily! Invece che perdere tempo a baciarlo potevi bloccarlo!>>
Quella voce la conoscevo bene. Molto bene. Fino a qualche minuto prima sarei stata sollevata a sentirla. Ora invece mi montò una rabbia incontrollata.
<<Io non stavo baciando nessuno! Sono stata aggredita!>> Mi misi a sedere sul letto spostandola da me senza delicatezza, facendola rotolare.
<<Voi due! Smettetela subito!>> Marc prese Sonia per un braccio facendola alzare dal letto e la guardò negli occhi <<Pedinamenti?! E’ questo che hai fatto mentre noi ti cercavamo dappertutto preoccupati?>>
<<Marc? E tu cosa hai fatto? Sei l’ombra di te stesso! Cosa ti è successo mentre ero via?>>

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