Battiti

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes
Aveva già pensato all’agonia della Caduta, al terrore per essa, ma mai che avrebbe potuto essere piacevole.
Lucifero non aveva voluto cadere, ma nemmeno diventare servo.
Mentre Jace stringe forte Clary a sé, più vicino di quanto avesse mai immaginato, si chiede se non sia soltanto nell’atto di cadere che si è davvero liberi.
(Cassandra Clare)

<<Non scotti più>> la sua pelle era finalmente fresca.Gli accarezzai la guancia. Lui piegò la testa per avvicinarsi di più al mio palmo. Poi lo baciò con dolcezza.
Si mise quasi seduto, appoggiando la schiena alla testata del letto. Mi prese sotto le braccia e mi tirò su con lui. Finì per ritrovarmi sopra al suo petto, completamente. Le mie gambe nude scendevano ai lati dei suoi fianchi.
Mi scostò i capelli dal volto e mi baciò le labbra solo sfiorandole.
<<E’ bello svegliarsi e trovarti qui>>
Sicuramente ero diventata rossa. Sentivo il sangue affluire sulle guance. Non smetteva mai di farmi quell’effetto.
<<Ti senti bene?>> chiesi con un filo di voce. Mi ero resa conto, in quel momento, che lui era nudo sotto le lenzuola. Il mio cuore iniziò a battere all’impazzata. Inutile. Inutile. Inutile. Avrei sempre perso la ragione al suo tocco.
<<Si sto bene>> sorrise e due fossette si fecero strada sul suo volto <<quando ho visto quella ragazza…>> il sorriso svanì <<ho visto te. Mi è sembrato che la terra mi stesse inghiottendo. Ho pensato che nulla di questo mondo potesse più interessarmi, volevo spazzare via ogni cosa. Mi sono sentito bruciare. Non è una sensazione piacevole sai?>>
Ripensai al mio sogno.
<<Ricordo vagamente di aver telefonato a Seth>> riprese a raccontare <<In qualche modo devo esser arrivato alla macchina e mi sono sdraiato. Il resto è confuso >> tornò a fissarmi negli occhi con dolcezza. Il dolore, la tristezza, svanirono dal suo sguardo <<Poi ti ho visto e ho pensato di avere ancora un posto in questo mondo. Di non dover bruciare nel Fuoco. Dovevo tornare da te>>
La mia bocca improvvisamente si seccò. Marc piegò la testa verso di me e stavolta il bacio fu molto più che appassionato. Mi scordai di dover respirare. Forse potevo iscrivermi ad un corso di apnea, stavo diventando brava!
Le sua mani lasciarono i miei capelli, dove si erano intrecciate tra i mille nodi, e scesero lungo la mia schiena.
<<Marc… ma due secondi fa stavi male>> dissi senza convinzione. Ok non ero brava a rinunciare alla mia gioia per una causa migliore.
<<Appunto. Non vorrai negare un po’ di attenzioni ad un povero malato>> sorrise mentre mi sollevava la maglia accarezzandomi la pelle.
Tutto quello che il mio cervello pensò, prima di spegnersi totalmente, fu “lo voglio! Cavolo se lo voglio!”

I messaggeri di Hermes
I messaggeri di Hermes

C’era qualcosa di strano in questo cinema. Prima di tutto non c’era nessuno, la sala era vuota. E poi la luce dello schermo non era la solita. Soffusa e colorata. Era accecante. E si muoveva. Mi resi conto di sentire caldo, ma quando compresi che quello non era la proiezione di un film ma un’onda di fuoco, era già troppo tardi. Bruciavo.

Mi svegliai di nuovo con la sensazione di cadere nel vuoto. Ero a letto. Rannicchiata tra le braccia di Marc. Nella posizione che preferivo. La mia schiena contro il suo petto, le nostre gambe intrecciate e il suo braccio intorno alla mia vita. Cercai la sua mano e intrecciai le dita.
Perchè continuavo a fare quei sogni? Si riferivano ai ricordi di quando ci eravamo conosciuti, un miliardo di vite fa, e lui mi aveva ucciso? Oppure erano immagini recenti, dovute allo spavento di vederlo bruciare? E perchè bruciavo io?

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