17lastella

Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

Incubi

I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

L’orrore del reale
è nulla contro l’idea dell’orrore.
I miei pensieri, solo virtuali omicidi,
scuotono la mia natura di uomo;
funzione e immaginazione si mescolano;
e nulla è, se non ciò che non è.
(Shakespeare)

<<Come sta?>> mi chiese Simone mentre mi metteva la crema sulle mani. Saltai sulla sedia per una fitta di dolore. Sul tavolo stavano tre piccoli pacchettini che riempivano la cucina di delizioso profumo. Simone era unica. Aveva pensato pure a portarmi da mangiare.
<<Dorme, ma scotta ancora tanto>> mi morsi il labbro, cavolo faceva male.
<<Guarda come ti sei conciata. Non sarebbe meglio bendarle? Altrimenti peggiori la situazione>> mi guardò corrucciando la fronte.
<<No preferisco di no. Con le bende avrei problemi a usare le mani>> pensai alle pezze bagnate che continuavo ad usare per rinfrescarlo, per dargli sollievo.
Sospirò.
<<Cosa pensi di fare per la storia del serial killer?>>le avevo raccontato tutto. Dalla telefonata di Seth alla rivelazione di Marc.
<<Niente. Cioè magari è un caso che ci sia il mio nome su quel muro. Insomma non è un nome comune e sicuramente sarà sfruttato da un sacco di satanisti. Non credi?>>
<<Si questo è vero. Però ricorda che le ragazze ti assomigliavano fisicamente. Questo non è un caso. Non lo puoi ignorare e fare finta di niente>>
<<E cosa dovrei fare io? Chiudermi in casa a piangere disperata in un angolo? Assurdo. C’è la polizia, ci sono delle persone che stanno indagando.>>
<<E se non fosse umano? Se fosse uno di quei uomini, come li chiamate?>>
<<Uomini in nero. No loro riescono a trovarmi facilmente, se volevano me mi avrebbero già preso. >>
<<Io non scarterei comunque l’ipotesi di qualche essere dimensionale. Senti poi che sai dirmi di questo Hermes? E’ incredibile che voi tutti continuate a mettervi in pericolo per uno che non avete mai visto. E non fare quella faccia ho parlato con Seth e gli ho fatto un po’ di domande. Trovo assurdo che lavoriate per uno così. E poi non sapete nemmeno se gli oggetti che recuperate vanno a finire davvero in mani sicure. Mi sembrate una manica di sprovveduti. Non so>>
<<Gli oggetti li consegnamo a degli esseri di luce…>> mi accorsi di non esser convinta di quello che dicevo, nella mia voce c’era esitazione.
<<E tu hai visto che cosa fanno? No non mi raccontare la favoletta che mi ha detto Seth. L’hai visto coi tuoi occhi? Come fai a sapere che è tutto vero?>>
Non sapevo che rispondere. Simone era riuscita a razionalizzare anche eventi così illogici e ora ero piena di dubbi.
<<Lily? Su non fare quella faccia>> mi accarezzò una spalla  <<Non mi devi per forza rispondere. Volevo solo farti ragionare su queste cose. Pensaci prima di agire. Ok? Per quanto riguarda il resto, e intendo l’assassino, non ci pensiamo ora. In questo momento pensa a curare Marc. >>
Ero fortunata. Davvero fortunata ad avere Simone nella mia vita. Ora che lei sapeva tutto, più o meno,  mi sentivo più tranquilla. Più serena, anche in mezzo a queste situazioni terrificanti.
<<Simone?>> mi era venuto in mente il Rosso. E un brivido mi scosse.
<<Si>>
<<Non tornare a casa. Rimani a dormire da David. Ti ricordi il ragazzino che è apparso in casa nostra? Anche lui era un essere dimensionale, credevo non fosse pericoloso…però ora… ecco non tornare a casa. Ok?>>
<<Ok. tranquilla. Starò da David>>

Quando Simone se ne fu andata andai a sbirciare se Marc dormiva ancora. Respirava regolarmente e la temperatura era ancora alta. Non avevo il coraggio di provargli la febbre con un termometro, magari sarebbe scoppiato. Ma il corpo umano davvero era in grado di resistere a queste temperature senza subire danni? Normalmente no, pensai. Mi aggrappai alle parole di Anubis “la sua natura angelica non distruggerà mai la sua parte umana“. Tornai in cucina e addentai una pizzetta che stava in uno dei pacchettini.

Mi rinfrescai in bagno e indossai una maglietta di Marc. Tornai in camera sua e mi sdraiai, a pancia in giù, accanto. Allungai la mano per accarezzargli il viso. Dormiva profondamente. Mi avvicinai di più e appoggiai la testa sul suo petto. Il suo braccio si mosse e mi strinse la vita. Mi piacevano queste sue reazioni nel sonno. Mi piaceva che reagisse in questo modo alla mia presenza. Era automatico per lui. Istinto. Lentamente scivolai nel sonno.

Avevo caldo. Terribilmente caldo. Bruciavo.
Aprì gli occhi di scatto e mi vidi nelle fiamme. Avvolta.
Urlai e iniziai a contorcermi dal dolore. Stavo bruciando!
Una persona era in piedi davanti a me. Sorrideva soddisfatto.
Era Marc. Con le ali spiegate e la spada fiammeggiante in mano.

Mi svegliai con la sensazione di cadere nel vuoto. Sembrò che l’intero letto stesse sobbalzando. Invece no. Era tutto immobile. Non era successo niente. Io ero viva.
Sentivo una mano che mi accarezzava i capelli. Dolcemente. Alzai lo sguardo e incrociai due occhi nocciola. Marc si era svegliato.

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4 pensieri su “Incubi

  1. Sempre più avvincente!

  2. Molto intrigante!

  3. Piacevole lettura che scorre fluidamente senza pause. Sei riuscita a usare un tono narrativo veramente incalzante che culmina con l’incubo finale.

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(perché un pendolare napoletano sa quando parte, ma non sa quando arriva)

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