Fuoco

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

Non siamo mai così privi di difese, come nel momento in cui amiamo.
(Freud)

<<Vorrei fare qualcosa di speciale per ringraziarlo>> dissi a Jemina mentre sistemavo le tazzine sopra la macchinetta del caffè. Finalmente ero riuscita a rispettare il mio turno al bar.
<<Lily, io non l’ho mai visto così felice come da quando sei entrata tu nella sua vita. Solo il fatto che tu ci sei per lui è già abbastanza>>
Sentì le guance ardere
<<Comunque>> continuò lei <<Visto che ora hai le chiavi potresti preparargli una bella cenetta a sorpresa. Non trovi?>>
<<Ottima idea! Jemina sei grande!>>non ci avevo proprio pensato. Finito il mio turno potevo tranquillamente fermarmi a fare spesa, cosa avrei cucinato?
Il suono del cellulare interruppe i miei pensieri. Guardai il display. Marc. Sorrisi mentre rispondevo.
<<Ehi! Ho ricevuto la bella sorpresa>>
<<Lily…>> non era la voce di Marc. Era Seth e il tono era grave. Mi si gelò il sangue nelle vene.
<<Seth? Cosa… cosa è successo?>> Jemina mi guardò con gli occhi spalancati interrompendo a metà la pulizia del bancone.
<<Lily Marc sta male. Mi ha chiamato e l’ho raggiunto con un varco dimensionale. Stiamo tornando in macchina. Ha perso conoscenza. Chiama Anubis, ci vediamo a casa sua>>
Ricordai vagamente di aver salutato Jemina e di aver parlato al telefono con Donzineth. La corsa fino a casa, il tragitto fatto, tutto fu confuso e cancellato dall’ansia.
Recuperai la padronanza di me stessa solo nel momento in cui Seth varcò la soglia di casa trascinando Marc. Quando lo aiutai a distenderlo sul letto mi accorsi che la sua pelle bruciava. Bruciava per davvero. Non scottava per la febbre alta. Bruciava proprio.
Le mie mani erano rosse come per una scottatura.

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

<<E’ il fuoco>> Anubis aveva terminato di vistarlo.
<<Fuoco?>> la sua coda si mosse nervosamente e mi fissò.
<<La sua natura è angelica, anche se ora è umano questo non cambia ciò che è. E’ Michael, il Fuoco purificatore. Deve esser entrato in contatto con qualche elemento che ha scatenato in lui tale reazione. Qualcosa l’ha scosso talmente tanto da risvegliare in lui il desiderio di purificare col fuoco>>
<<Come posso aiutarlo? Sta male>> lo guardai gemere e contorcersi nel letto. Gli accarezzai la testa, anche i capelli erano bollenti.
<<Non è in pericolo di vita, la sua natura angelica non ucciderà mai la sua natura umana. Pian piano il Fuoco si spegnerà. Puoi alleviare il calore della pelle con acqua fresca>>
Annuì con la testa. Mi accorsi di piangere solo quando Anubis si avvicinò a me e mi leccò la guancia. Era un segno di affetto. Lui mi aveva curato nei miei primi mesi di vita, sostituendo i miei genitori. Le sue mogli si erano occupate di me, allattandomi con i loro figli.
<<Il ghiaccio>> Seth pensò ad alta voce <<Se lo mettiamo nella vasca da bagno piena di ghiaccio? Lo aiuterebbe?>>
<<Si. Andrebbe bene. Ti aiuto a trasportarlo>>
Mentre loro svestivano Marc e lo portavano nella vasca io raccoglievo tutto il ghiaccio che riuscivo a trovare e chiamavo Jemina chiedendole di portarmi quello del bar.
Il bagno freddo lo aiutò. Ora era caldo ma non bruciava più.  Lo mettemmo a letto. Il suo respiro era regolare, dormiva.
<<Lily noi andiamo, se hai bisogno di qualcosa non esitare a chiamarci>> mi accarezzò i capelli Seth. Li salutai sulla porta.
Rimasta da sola mi sedetti sul letto. Mi sentivo sfinita.  Svuotata. Gli diedi un leggero bacio sulle labbra e mi diressi in cucina e recuperare il cellulare.
<<Simone?>>
<<Lily? Che voce hai? E’ successo qualcosa?>>
<<Si. Senti Marc è stato male. Rimarrò qui da lui per qualche giorno, potresti portarmi dei vestiti di ricambio?>>
<<Certo…ma è grave?>>
<<No. Ora no. Ti racconterò meglio quando arriverai. Mi puoi fare un altro piacere?>>
<<Certo>>
<<Fermati in farmacia e prendimi una pomata contro le scottature, ho le mani doloranti>> a dire il vero si stavano già formando delle vesciche.
Tornai in camera e mi sdraiai sul letto accanto a Marc posando la testa sulla sua spalla.
<<Lily>>
<<Marc?>> mi alzai di scatto <<Marc come ti senti?>> aveva aperto gli occhi. Mi accarezzò il volto. Scottava così tanto.
<<Lily ascoltami. Oggi sono stato a fotografare un omicidio. E’ il terzo caso>> si fermò cercando di prendere fiato. Faceva fatica a parlare
<<Marc non sforzarti>>
<<No ascoltami è importante. Le vittime erano sempre ragazze. Minute, more, con gli occhi chiari. Come te. E oggi… oggi col sangue della vittima è stato scritto un nome su un muro. Il tuo>>
Fu come se una parte di me si staccasse dal corpo. Sentivo Marc parlare ma ero fredda, insensibile. Vuota.

 

***

Indice del racconto : I Messaggeri di Hermes

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