POV Simone – Fragili equilibri

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

C’è un posto dentro te in cui fa freddo
è il posto in cui nessuno è entrato mai
(Ligabue)

Rimasi da sola in camera a fissare Sfera.
<<Puoi…puoi tornare alla forma di gatto?>>
La luce ebbe come un battito e poi mi ritrovai a guardare la Sfera che conoscevo.
Mi inginocchiai. Le gambe non ressero a lungo e mi ritrovai seduta sul pavimento con il gatto-non-gatto che mi guardava facendo le fusa.
Era sempre lei. Il fatto che ora conoscessi le sue vere sembianze non cambiava ciò che era, ciò che io provavo per lei.
E lo stesso valeva per il mio affetto per Lily, ma questo il mio cuore lo aveva sempre saputo.
Perchè l’avevo mandata via in quel modo orribile?
Perchè volevo ferirla. Ecco perchè. Mi ero sentita esclusa dal suo mondo.
Il mondo di cui io avevo sempre fatto parte.
Lei si era sempre e solo appoggiata a me. Ero io la sua famiglia.
Ora invece non ero più io il cardine della sua esistenza.
Altre persone erano entrate nella nostra vita, nella sua, e i fragili equilibri si erano rotti.
Allungai una mano e accarezzai il morbido pelo di Sfera.
<<Devi già tornare a casa?>>
Mi fece di no con la testa.
<<Bene. Vedi Lily sarà sicuramente da Marc e io ho bisogno di stare da sola. Però vorrei passare un po’ di tempo ancora con te>> la presi in braccio e mi sdraiai sul letto.

Non mi ero accorta di esser scivolata nel sonno.
Il bussare lieve alla porta mi svegliò. Sfera non c’era più.
Era già mattino, anche se fuori era ancora buio.
Aprì la porta e mi ritrovai a fissare gli occhi color nocciola di Marc.
<<Ciao Simone>>
<<E’ successo qualcosa a Lily? Non era da te?>> il panico mi attanagliò il petto. Oddio cosa avevo fatto?
<<Sta bene, quando sono uscito dormiva tranquilla. Volevo parlarti>>
Sorrisi. Avere in comune l’amore per la stessa persona  creava tra noi un legame un po’ particolare. Lo sentivo sulla pelle. Marc mi era sempre piaciuto, mi era bastato vedere come guardava Lily per sentirmi uno spirito affine.
<<Entra>> mi spostai di lato per farlo passare e chiusi la porta dietro di lui.
<<Hai visto Sfera giusto?>>
<<Si. Quando mi sono svegliata non c’era più>>
<< Sfera è uno spirito non ancora incarnato, ora deve iniziare la sua vita per questo non può più vivere con voi sottoforma di gatto>> si passò una mano fra i capelli <<Scusa, immagino che tu non stia capendo nulla, vero?>>
Mi misi a ridere.
<<Marc scusa da quanto tempo è che non vai al cinema? O guardi una serie tv?>> mi guardò con gli occhi sgranati <<Oh non fraintendermi, so benissimo che questa non è una serie televisiva e che è tutto vero. Ho visto Sfera>>
<<E’ che mi aspettavo una reazione… non so che dire>>
Si era davvero confuso. A dire il vero pure io. Come era possibile che avessi reagito con tanta naturalezza a tutto ciò? Che non mi fossi messa ad urlare fuggendo nella notte?
<<Marc, sinceramente non lo so perchè io abbia accettato tutto ciò con tale calma. Non sono certa che tra poco  mi renderò conto che è tutto vero e mi metterò a correre urlando per il paese. Comunque sia al momento sono tranquilla. Quindi spiegami cosa sta succedendo>>
<<Sarà un lungo discorso. Ma prima vorrei farti vedere un’altra cosa, se vuoi e se te la senti>>
Feci cenno di si con la testa. Che altro dovevo vedere?
Non feci in tempo a terminare il mio pensiero che Marc cambiò. All’inizio lo vidi come un pochino sfuocato, poi notai gli occhi. Non era possibile ma era tutto vero. I suoi occhi stavano cambiando colore. Ora erano blu e … e dietro di lui erano apparse due candide ali. Ali! Come quelle di un angelo.
Rimasi a bocca aperta a fissarlo.
<<Anche Lily?>>
<<Si anche Lily si trasforma. Per ora sa farlo solo varcando le dimensioni. Sai che intendo per dimensioni vero?>>
<<Mondi paralleli>>
Avevo risposto meccanicamente. Ero troppo stupita, di lui, di me stessa. Delle mie reazioni.
<<Simone ti senti bene? Ora torno normale. Ok?>>
<<Si. Cioè: si sto bene e si torna normale>> e, come un trucco del miglior illusionista, tornò Il Marc di sempre.
<<So che avrai tante altre domande da farmi ma purtroppo ora devo andare. Mi hanno chiamato ancora per un lavoro fuori città. Simone?>>
<<Oddio non dirmi che c’è altro ancora?>>
<<No no tranquilla. Volevo lasciarti le chiavi di casa mia, così se vuoi andare a parlare con Lily… poi lasciale a lei. Queste sono le sue chiavi. Ne ho fatto una copia per lei, solo che non gliel’ho ancora data. Puoi occupartene tu?>>
Scoppiai a ridere. Un po’ di isterismo. Sano. Ogni tanto ci vuole anche quello.
Dopo tutto quello che avevo visto e i discorsi fatti la storia delle chiavi era così normale da sembrare assurda.
Quando riuscì a riprendere fiato presi le chiavi che mi porgeva.
<<Marc sei davvero l’uomo migliore che Lily potesse incontrare.>>  spalancò gli occhi e, incredibile, un po’ di rosso sulle guance <<Tu non hai idea di cosa ha passato Lily nella vita. Sua zia è morta che non aveva ancora compiuto 18 anni, se i miei genitori non avessero ottenuto l’affidamento sarebbe finita in orfanotrofio. Per fortuna il giudice fu molto comprensivo. Lily si sentì in obbligo verso la mia famiglia. Si mise a lavorare. A 17 anni si alzava alle 3 del mattino perchè aveva trovato lavoro come assistente in un panificio, terminava lì e veniva direttamente a scuola. Fingeva di essere una ragazza forte ma il suo cuore era pieno di cicatrici. Troppe. Apparentemente è socievole, aperta, carica di gioia e piena di vita. Ma dentro di lei c’è un posto oscuro. Un buio che io sono riuscita solamente ad intravedere. Quando ci trasferimmo a Milano, dove io avevo trovato lavoro dopo l’accademia, incontrò un ragazzo. Ma lei non seppe mai aprirsi completamente, non gli concesse di giungere ad illuminare quell’oscurità. Ora ti guardo Marc e penso che tu sia l’unico in grado di giungere veramente al suo cuore. Di spezzare quella corazza che ha costruito. Lo vedo. Vedo com’è cambiata da quando siamo qui. Si è aperta come non ha mai fatto. >>
Per tutta risposta lui sorrise imbarazzato. Si questo ragazzo mi piaceva davvero.  Ero felice che Lily avesse incontrato qualcuno che la comprendeva e che l’amava.
<<Simone tutti quanti noi abbiamo un luogo oscuro nel petto e fingiamo di non vederlo>>

Advertisements

7 pensieri su “POV Simone – Fragili equilibri

I commenti sono chiusi.