17lastella

Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

Fragili equilibri

I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

Una delle cose più belle nella vita, è trovare qualcuno che riesce a capirti, senza il bisogno di dare tante spiegazioni.
(Khalil Gibran)

Mi risvegliai al buio. Non ricordavo cosa fosse successo. Il mio cuore iniziò a battere forte per il panico.
Dove mi trovavo?
Poi sentì un calore sullo stomaco e un leggero peso. Un braccio era appoggiato sul mio fianco. Un respiro regolare e un petto che si muoveva contro la mia schiena.
Delle gambe erano incrociate con le mie.
Ero nel letto di Marc. A casa sua.
Lentamente ricordai. Mi strinsi le mani al petto per il dolore al cuore. Si sarebbe spezzato? Simone mi aveva cacciato da casa. Aveva urlato di andarmene via. Simone. La mia famiglia.
Il resto è confuso. Ricordo vagamente Marc che compariva ai piedi della scala e che mi portava via. Ora indosso una maglietta delle sue, devo essermi cambiata. Di sicuro devo essermi anche addormentata, ma non so quando. Ricordo solo di aver pianto tanto. Tantissimo.
Marc si muove nel sonno e mi abbraccia forte. Sono totalmente circondata da lui, rintanata tra le sue gambe e le sue braccia, i nostri corpi combaciano perfettamente.
Il suo calore. Il contatto rassicurante del suo corpo, che reagisce nel sonno alla mia sofferenza e mi protegge inconsapevolmente, mi fa ricadere nell’oblio.

I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

Freddo. Avevo freddo. Mi girai nel letto e mi accorsi di esser sola. Improvvisamente divenni triste, mi sentivo come se mi fosse stata tolta una parte di me. Strinsi il lenzuolo dove prima dormiva Marc e aprì gli occhi. Dov’era? Avevo paura di stare da sola. Poi sentì dei rumori provenire dalla cucina e il profumo del caffè. Mi rilassai.
Mi alzai e stropicciandomi gli occhi mi diressi verso quell’invitante profumo. Di certo non mi sarei mai aspettata di vedere ciò che vidi.
<<Simone!>>  ok ero totalmente sveglia ora.
<<Buongiorno cara. Ti ha mai detto nessuno che hai un fidanzato che è un angelo? E non intendo solo materialmente. Su non fare quella faccia, mi ha fatto vedere le ali e mi ha dato le chiavi di casa sua>>
Mi lasciai cadere sulla sedia senza saper cosa dire.
Mi sentivo leggera e la testa confusa, come se stessi per svenire.
Simone intanto mi versava il caffè in una tazzina e me lo porgeva sorridente. Io non ci capivo più nulla.
Presi meccanicamente la tazzina in mano.
<<Simone…ma tu..tu eri arrabbiata con me>>
<<Oh si. E molto. No!>> alzò una mano per interrompere quello che stavo per dire << Lasciami parlare. Ero veramente arrabbiata con te, perchè per tutto questo tempo mi hai mentito. Mi sono sentita tradita, io ho sempre creduto di avere la tua totale fiducia e di colpo avevo compreso che non era così. Probabilmente dipendeva anche da me. La fiducia, come l’amicizia e l’amore, non è un sentimento unidirezionale. Bisogna essere in due. E’ qualcosa che si da e si riceve. In qualche modo noi avevamo interrotto quel flusso. Ma questo dipende da entrambe. E non fare quella faccia. Non sono più arrabbiata con te. E’ normale litigare ogni tanto lo sai? Ieri sera avevo solo bisogno di stare da sola. Di assimilare il tutto>>
<<Noi non avevamo mai litigato, prima >> mi accorsi di essere molto infantile.
<<Lily, le persone che si vogliono bene litigano. E’ normale. Questo non significa che poi smettono di amarsi. Tu sei parte di me, come io lo sono per te. E’ un dato di fatto e nulla lo può cambiare>>
Scoppiai nuovamente a piangere, ma quante lacrime contiene il corpo umano? L’abbracciai di slancio. Per fortuna Simone era abbastanza forte per reggere il mio peso e mi strinse ridendo.
<<Quindi sai tutto?>> le chiesi respirando il profumo di vaniglia dei suoi capelli.
<<Si, Marc sa spiegarsi molto meglio di te. Su questo non ci sono dubbi. E sai una cosa? Non mi importa nulla di dimensioni, trasformazioni e quant’altro. Per me tu sei sempre quella bambinetta di 10 anni con le ginocchia sbucciate che mi rincorreva nel cortile della scuola.>>
<<Sono la donna più fortunata del mondo. Lo sai? >> le diedi un bacio sulla guancia <<ora però dovrò comprare una tazzina nuova perchè questa l’ho rotta>> guardai i cocci per terra.
<<Di sicuro! Piuttosto tieni, queste sono le tue chiavi di “casa Marc”. Io ora devo fuggire al lavoro. Ma non credere che sia finita qui, mi devi raccontare un anno di avventure. E io voglio sapere tutto! >>
Presi le chiavi annuendo con la testa.
<<Sai dov’è Marc?>>
<<Credo fuori città per qualche servizio>>
<<E adesso come faccio?  Se chiudo casa lui rimane fuori>>
<<Lily… ma mi hai ascoltato mentre parlavo? Ho detto che queste sono le TUE chiavi. Marc mi ha detto che sono la tua copia>>
<<Sono cooosa?>> ok per oggi avevo avuto già abbastanza emozioni e sorprese. Il mio cervello andò completamente in tilt. Le mie chiavi di casa. Che strana sensazione.

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2 pensieri su “Fragili equilibri

  1. Bellissimi gli ultimi due racconti! Io però al posto di Simone mi sarei anche spaventata parecchio…

tiZ On the trAin

(perché un pendolare napoletano sa quando parte, ma non sa quando arriva)

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Fin dai tempi delle scuole medie, ho adottato un modo di alzarmi da letto la mattina senza che il peso del risveglio mi annientasse. Si tratta di una cosa semplicissima: come prima cosa al risveglio, penso a qualcosa di positivo che mi attende per la giornata. Niente di impegnativo, il pensiero può anche essere banale, ciò che conta è che mi dia il buonumore! Ho pensato di raccogliere i miei pensieri giornalieri in questo blog, un piccolo riassunto di piccole cose belle, a cui magari attingere nei periodi di affanno…

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