I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

Perché la verità è la verità, sempre la stessa, fino all’infinito.
(Shakespeare)

Quando rientrai in casa di Donzineth rimasi delusa nel vedere la poltrona preferita di Marc vuota. Non era ancora tornato. Solo in quel momento mi accorsi di quanto desideravo vederlo.
Di quanto avevo bisogno di un abbraccio.
Salutai entrambi e uscì al freddo.
Le nuvole erano diventate chiare, l’aria era frizzante e profumava di neve.
Aprì il cancelletto della villa e  una macchina accostò al marciapiede.
Marc.
Non lo vidi aprire la portiera e scendere dall’auto perchè ormai le lacrime offuscavano la vista.
Mi ritrovai a singhiozzare col volto nascosto nel suo giubbotto.
<<Ehi>> mi baciò la testa <<dai guarda>> alzai lo sguardo asciugandomi gli occhi <<il cioccolato l’ho preso>> mi scappò una risata che subito si trasformò in un singhiozzo,  ricominciai a piangere.

Non so quanto tempo passai rintanata tra le sue braccia in auto. Gli avevo raccontato tutto quanto, i sensi di colpa verso Simone, la scoperta che non esistevano segreti da nascondere, l’incontro col Rosso bambino, il dialogo con Sonia. Nel frattempo avevo divorato il cioccolato.
Il cioccolato fa sempre bene. Anche sfogarsi certo.
Mi sentivo meglio, anche se non sapevo come affrontare il discorso con Simone.
<<Perchè semplicemente non mostri a Simone il vero aspetto di Sfera? Non credo ci siano problemi se torna per una visita nella nostra dimensione. Potresti chiedere a Sabbath>> Marc mi accarezzava la schiena. Avevo l’orecchio appoggiato al suo petto e mentre parlava sentivo il tremito della voce che attraversava il corpo per uscire. Rilassante.
Non avevo pensato a questa possibilità. Sollevai la testa per guardarlo negli occhi e in quel momento lui piegò il volto e le nostre labbra si toccarono. Calde, eccitanti, un balsamo per l’anima. Mi rimangio ciò che ho detto sul cioccolato. Questo si che cancella ogni dolore.
<<Lily…>>
<<Mmmm?>> perchè ha smesso? Non si può continuare in eterno?
<<Se vuoi resto con te quando parlerai a Simone>>
Ahia! E poi dicono che cadere nella realtà non fa male. Ditelo al mio cuore.
<<No Marc. Lo devo fare da sola>> strofinai il mio naso e poi le labbra sul suo collo. Lo sentì fremere <<grazie per esserci sempre>>

I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

Ero seduta sul mio letto. In attesa. Tra le braccia tenevo Sfera nella sua vecchia forma da gatto. Faceva le fusa. Sabbath ci aveva accordato il permesso per un ultimo saluto. Anche Sfera desiderava salutare Simone.
Mi sentivo lo stomaco di pietra. Non riuscivo a stare ferma e il piede picchiettava sul pavimento. Sentì la porta aprirsi e mi irrigidii trattenendo il fiato.
<<Sfera!>>Simone aprì le braccia facendo cadere la borsa. Sfera le corse incontro. <<Ma come sono contenta! Sei tornata!>>
La coccolò e strofinò il naso contro il suo. Poi alzò lo sguardo e mi vide ferma ancora sul letto <<Cosa c’è Lily? Cosa c’è che non va?>>
Feci un gran sospiro
<<Simone Sfera non può rimanere con noi>>
<<No? E perchè? Ah no! Forse ho capito, i suoi veri padroni l’hanno reclamata. E’ così?>>
Guardai i suoi occhi imploranti che già luccicavano per le lacrime trattenute.
<<No Simone. Sfera non ha padroni>> in quel momento Sfera scese per terra <<Vedi lei non è nemmeno un gatto>>
<<Ma cosa stai dicendo Lily? >>
<<Ecco…vedi.. questa è la sua vera forma>> e mentre pronunciavo quelle parole Sfera riprese ad essere una piccola palla luccicante con le ali bianco latte.
Simone rimase ferma sulla porta. con le braccia lungo i fianchi. Gli occhi spalancati. Muta.
<<Vedi Simone, in questo periodo io ho scoperto di poter viaggiare tra le dimensioni e lì ho incontrato Sfera e lei mi ha seguito…così>> mi accorsi che ormai non riuscivo a dire frasi coerenti. Simone era ancora ferma. <<Simone? Dì qualcosa>>
<<Tutto questo tempo…>> mi guardò negli occhi <<per tutto questo tempo tu mi hai mentito! Non mi hai mai detto cosa era realmente quel gatto! E poi cosa sei tu?? No aspetta non dirmelo. No. Adesso no. E’ troppo. Tutto questo è troppo. Vattene>>
<<Cosa?>>
<<Vattene Lily. Voglio stare sola. Vattene via!>> mi urlò contro.
Ma ormai stavo già correndo giù dalle scale. Le lacrime mi colavano sulle guance. Inciampai all’ultimo scalino ma non caddi. Due braccia mi presero al volo
<<Lily>> Marc mi aveva sentito. Come sempre.

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