I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

C’è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c’è uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l’interno di un’anima.
(Victor Hugo)

Stamattina mi ero svegliata e Simone era già uscita per andare al lavoro.  Con un groppo in gola, difficile da mandare giù, mi ero diretta verso il bar.
Stavo sollevando la saracinesca quando mi squillò il cellulare. Marc.
<<Buongiorno>>
Sorrisi come un’ebete a sentire il calore nella sua voce.
<<Buongiorno a te. Oggi non vieni a fare colazione al bar?>>
<<No purtroppo. Sono già in auto diretto verso una scena del crimine da fotografare.>> sospirò
<<Questa telefonata sembra uscita da una puntata di CSI, lo sai vero?>>
Rise.
<<Ti ho chiamato perchè stamattina Donzineth mi ha detto che Sabbath ti cercava. Sfera ha scelto dove nascere e volevo essere io a dirtelo>>
Sfera. Non tornerà più a casa con me. Con noi. Cosa dirò a Simone?
<<Lily?>> pronunciò il mio nome dolcemente <<Come ti senti? E non raccontarmi che stai bene perchè lo so che è una bugia>>
Sospirai.
<<Mi sento triste e nello stesso tempo contenta perchè finalmente inizierà una nuova vita>>
<<Posso immaginarlo. Hai pensato a cosa dire a Simone?>>
Colpo basso. Sentì lo stomaco contrarsi e il petto schiacciarsi sotto un macigno invisibile.
<<Non lo so. Non so proprio cosa fare>> appoggiai la fronte al freddo metallo della saracinesca, continuando a tenere il cellulare premuto all’orecchio.
<<Lily, lascia perdere il bar. Vai da Donzineth e parla con Sabbath. Credo che lui voglia farti vedere la dimensione scelta da Sfera.>>
Chiusi gli occhi e una lacrima mi percorse la guancia.
<<Ok. Ora chiamo Elizabeth e l’avviso>>
<<Appena ho terminato con le fotografie ti raggiungo>>
<<Va bene>> mi staccai dal freddo metallo e alzai lo sguardo verso il cielo coperto di nubi <<Marc?>>
<<Dimmi>>
<<Portami un po’ di cioccolato quando torni. Ne avrò bisogno>> immaginai il suo sorriso.
<<Certo quanto ne vuoi>>

Mi stavo ancora togliendo il cappotto quando Sabbath mi venne incontro e mi abbracciò.
<<Mio piccolo fiore>>
<<Ciao>> risposi staccandomi da lui e rivolsi un sorriso a Donzineth che sorseggiava, come sempre, il suo the seduto sul divanetto nella biblioteca di casa sua.
<<Come avrai saputo Sfera ha scelto dove incarnarsi. Vuoi venire a conoscere la sua famiglia?>>
<<Davvero? Cioè davvero posso farlo? Intendo conoscere i suoi genitori>>
<<Certo, perchè no?>>
<<Beh perchè pensavo a qualcosa del tipo “non interferire con l’evoluzione” o “potresti alterare l’equilibrio dimensionale” e bla  bla>> mi accorsi di aver detto qualcosa di totalmente incomprensibile nel momento in cui vidi il volto di Sabbath. Mi guardava come se stesse pensando “poverina deve aver qualche problema”. Si forse lo pensava davvero.
Ok. Stavo per conoscere i genitori di Sfera! No cioè i suoi futuri genitori. Si certo. I futuri genitori di una creaturina che fino a poco tempo fa viveva in casa mia sotto le sembianze di un gatto. Ne avevo di motivi per esser totalmente confusa e per non riuscire a formulare una frase coerente.

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