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Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

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I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

L’immaginazione domina il regno del vero e, all’interno di questo regno, il possibile è soltanto una regione.
(Charles Baudelaire)

<<Mentre dormi fai delle facce proprio strane sai Lily?>>
Cosa? Sto sognando qualcuno che mi parla?
Apro gli occhi a fatica e intravedo un volto che mi guarda, un respiro formicola sulle mie labbra.
<<Cosa cavolo…>> mi metto seduta sul letto scalciando le coperte e svegliandomi di colpo. La stanza è immersa nella penombra, il sole deve esser appena sorto.
Davanti a me, con un ginocchio sul mio letto, una mano appoggiata vicino al mio ginocchio e il busto che prima doveva essere precisamente sopra di me, c’è un ragazzino di circa 16 anni coi capelli rossi sparati in aria, gli occhi verdi enormi e un sorriso stampato in faccia.
<<Chi cavolo sei tu!>> Simone, svegliatasi in quel momento, salta giù dal letto con un balzo e prende il cellulare dal comodino. Cerca, tremando, di digitare i tasti. Sicuramente per chiamare la polizia o i carabinieri o i militari oppure l’aviazione.
Ma in quel momento il nostro ospite svanisce nel nulla.
Perfetto.
Ora cosa racconto a Simone?
<<Dov’è? Dov’è svanito?>> ha gli occhi sgranati, il viso pallido. Oddio adesso sviene. Che cosa posso dire? Non mi viene in mente niente di utile o di intelligente.
Distolgo lo sguardo da lei e in quel momento mi accorgo dei vestiti sparpagliati per terra, dei cassetti aperti. La nostra camera è stata perquisita.

I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

<<Vieni qui>> Marc mi prende per il polso e mi trascina verso la poltrona. Siamo da Donzinet in attesa che arrivino anche gli altri. Il padrone di casa è in cucina a prepararci il solito the e a provvedere, con qualche dolce, che il nostro livello di glicemia non si abbassi troppo. Marc si siede e mi fa cadere sulle sue gambe. Mi avvolge tra le sue braccia.
<<Uff. Sono ancora scossa. Ho passato tutta la mattina in commissariato con Simone. >> Per fortuna la sua mente razionale non ha accettato che il ragazzino fosse svanito nel nulla e ha pensato subito a qualche shock dovuto al fatto che avevamo un ladro in casa. Ovviamente mi ha trascinato a sporgere denuncia. Il ragazzino non aveva rubato nulla, almeno così ci è sembrato facendo un primo controllo. Però stava cercando qualcosa. Ma cosa? E poi chi era? E come faceva a conoscere il mio nome?
Marc inizia a mordicchiarmi un orecchio e poi a baciarmi il collo. Un brivido mi risveglia dai miei pensieri.
<<Marc…smettila. Tra poco saranno qui tutti>>
<<Mmm? E allora?>> è sceso con le labbra fino allo scollo a V del maglione mentre col pollice inizia a disegnare dei cerchi sulla mia pelle poco sopra il passante dei jeans. E’ impossibile ignorare il calore che si risveglia in me al suo tocco.
<<Marc no dai…io mi vergogno>> cerco di alzarmi ma mi blocca trattenendomi. Sorride mentre delicatamente mi bacia il labbro ancora gonfio.
<<Se penso a te e Sonia che vi rotolate nel fango litigando non riesco a non ridere>>
<<Smettila!>> stavolta riuscì a liberarmi e ad alzarmi di scatto. Mi vergognavo da morire per quello che era successo. Era la prima volta che mi capitava di alzare le mani su qualcuno, e sopratutto di perdere così il controllo di me stessa.
Secondo Dozineth era stata colpa dell’oggetto che avevamo trovato. Ma dentro di me sapevo benissimo di aver sempre desiderato picchiare Sonia. Forse l’oggetto aveva semplicemente cancellato la capacità di controllarmi, ma la colpa di quello che era successo era soltanto mia.
Sorridendo sempre più divertito Marc si sdraia quasi sulla poltrona dondolando la gamba dal bracciolo.
<<No davvero…vi immagino come due lottatrici o due maialini che rotolano…veramente divertente>>
<<Marc>> ormai avevo perso la pazienza<<A volte sei veramente un idiota!>>
<<Adoro farti arrabbiare>>
<Io non lo farei se fossi in te>> Jemina entrò dalla porta aperta sorridendo <<Adesso sappiamo che Lily sa difendersi anche senza poteri!>>
<<Jemina! Basta! Anche tu mi prendi in giro adesso!>>
Continuò a ridere mentre mi veniva incontro e mi abbracciava forte.
<<Scusa è che questa storia è davvero divertente, e poi in realtà sono un po’ invidiosa…sai avrei voluto dare un pugno a Sonia da molto tempo e mi hai preceduto!>>

<<Purtroppo gli indizi a nostra disposizione non ci forniscono nessuna informazione>>
Disposizioneinformazione. Chissà se Donzineth si era accorto di aver detto una frase in rima. Beh almeno questa era l’unica cosa carina di tutta la riunione. Nessuno aveva idea di chi fosse il ragazzino apparso nella mia camera o cosa stesse cercando. L’unica soluzione sarebbe stata aspettare che ricomparisse di nuovo per chiedergli informazioni. Non mi era sembrato un tipo pericoloso, se voleva farmi del male di sicuro avrebbe agito mentre dormivo.
Anzi ero più preoccupata della reazione di Sonia che del rosso col sorriso di Mick Jagger. Invece lei rimase tutto il tempo tranquillamente seduta a sorseggiare il suo the. Solo ogni tanto alzava lo sguardo e, stranamente, mi sorrideva.
Questo proprio non lo capivo.

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2 pensieri su “Visite

  1. Bellissimo racconto, Sonia deve stare tranquilla!

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Fin dai tempi delle scuole medie, ho adottato un modo di alzarmi da letto la mattina senza che il peso del risveglio mi annientasse. Si tratta di una cosa semplicissima: come prima cosa al risveglio, penso a qualcosa di positivo che mi attende per la giornata. Niente di impegnativo, il pensiero può anche essere banale, ciò che conta è che mi dia il buonumore! Ho pensato di raccogliere i miei pensieri giornalieri in questo blog, un piccolo riassunto di piccole cose belle, a cui magari attingere nei periodi di affanno…

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