17lastella

Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

Folgore – parte 1

I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

Ingoiai il fango e non feci in tempo ad andare in panico per soffocamento che riuscì ad emergere in superficie.
Intorno a me ancora si vedevano i cerchi colorati che avevo lanciato.
Si muovevano sulla superficie e sotto il fango, come un sasso lanciato in acqua.
Pian piano scomparvero mentre io ero ancora piegata in due a sputare quello schifo.
Quelle mani che mi avevano preso erano appartenute a degli uomini in nero che avevo dissolto.
Appena riuscì a parlare urlai contro Sonia
<<Sei una stronza! Mi hai quasi fatto ammazzare!>> mentre mi lanciavo contro di lei.
Rotolammo nel fango e stavolta fu lei a finire con la testa sotto.
Mi spinse via con un calcio e si alzò sputando e balzandomi addosso  prendendomi per i capelli.
Le graffiai la mano e lasciò la presa.
Mi tirò un pugno in faccia e mi fece un male cane, ma non ebbi il tempo di pensare che mi scagliai contro di testa, colpendola allo stomaco.
Si piegò in due dal dolore.
Ci fermammo fissandoci negli occhi e improvvisamente non vidi più nulla. A parte un bianco accecante e un dolore tremendo.
Persi il contatto col terreno e venni scagliata lontano e mi ritrovai di nuovo sotto il fango.
Quando riemersi vidi che anche Sonia era stata scagliata lontano. Tutto il mio corpo pizzicava intorpidito.
Un fulmine.
Un fulmine era caduto tra di noi.
Tutta la rabbia che avevo scomparve in un secondo.
Mi sentivo di colpo fredda e il sangue mi si era ghiacciato nelle vene.
Se ci avesse colpito…
Guardai Sonia. Era pallidisisma.
<< Stai…stai bene?>> le chiesi
Mi fece cenno di si con la testa. Poi mi indicò qualcosa.
Lì, proprio dove era caduto il fulmine, stava una piccola bambolina bianca raffigurante una donnina giapponese.
L’oggetto che dovevamo recuperare.

I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

<<Ma che cavolo vi è successo?>> Marc si alzò di scatto dalla sedia facendola cadere rumorosamente. Era lui che ci stava seguendo dal computer. Mi corse incontro e mi pulì delicatamente il viso con la manica del suo maglione. Di sicuro non eravamo un bello spettacolo. Totalmente ricoperte di fango. <<Ma cosa ti è successo? Hai il labbro gonfio e sanguinante! Stai bene?>>
Il labbro? Oh! Oh! Cavolo. Mi vergognai di me stessa nel momento esatto in cui ricordai la mia lotta con Sonia. La guardai con la coda dell’occhio. Stava ridendo.
<<Si si sto bene>> stavo cercando le parole per raccontare dell’attacco degli uomini in nero senza dover parlare della piccola divergenza di opinioni, ma Marc non mi lasciò finire la frase perchè mi abbracciò forte mandandomi totalmente in confusione.
<<Marc! Sono sporchissima ! Faccio schifo! Lasciami!>>
<<Non me ne frega niente>> fu la sua risposta.

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Fin dai tempi delle scuole medie, ho adottato un modo di alzarmi da letto la mattina senza che il peso del risveglio mi annientasse. Si tratta di una cosa semplicissima: come prima cosa al risveglio, penso a qualcosa di positivo che mi attende per la giornata. Niente di impegnativo, il pensiero può anche essere banale, ciò che conta è che mi dia il buonumore! Ho pensato di raccogliere i miei pensieri giornalieri in questo blog, un piccolo riassunto di piccole cose belle, a cui magari attingere nei periodi di affanno…

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