I messaggeri di Hermes

I messaggeri di Hermes

Versai il caffè della moka nelle tazzine. Marc, seduto vicino alla penisola, imburrava  due toast.
Allungai la mano e gli rubai una fetta e mi misi a spalmare la marmellata di albicocche. Lui sollevò un sopracciglio.
<< … la spada fiammeggiante >> dissi pensando tra me.
<< Cosa?>> gli cadde la fetta dalle mani.
<< La spada che ho visto stanotte. Io l’ho già vista >>
<< Lo so >> di colpo si era fatto cupo in viso. Cosa c’era che non andava?
<< In che senso lo sai?>>
Sorseggiò il caffè con calma. Senza guardarmi. Mi fece male.
<< Un tempo quella era la mia spada. Ma è da tanto che ho rinunciato ad usarla.>>
<< La tua spada? Marc …  ogni tanto ti chiamano Michael … perché tu… Tu sei davvero l’arcangelo? >>
Marc bevve un po’ di succo. Sembrava che avesse bisogno di fare qualcosa , qualsiasi cosa, pur di non rispondermi subito. Appoggiò il bicchiere e lo fissò per un momento prima di rialzare gli occhi su di me.
<< Lo ero. Un tempo lontano>> la sua voce era triste. Perchè? Perchè aveva quello sguardo? Cosa non andava?
<< E perchè sei qui? Non dovresti stare con Hermes? O con gli altri… oh cavolo… angeli? Perchè ti sei incarnato?>>
<< Non ricordi?>> soffriva. Perchè? Cosa dovevo ricordare?
<< Cosa? >> un dolore al petto << è successo qualcosa… io … ricordo del dolore…qui>> e indicai il mio cuore.
Una spada fiammeggiante, io ferita. Sporca del mio sangue e non solo. Guardavo con rabbia verso quella spada e verso … verso… No, lui non si chiamava Marc…lui… lui era l’arcangelo Michael… e stavamo combattendo …Perchè?
<< Perchè mi hai ucciso?>> chiesi con una certezza che mi fece paura. E lo vidi impallidire.
<< Perchè ho obbedito ai loro ordini.>> nascose il viso tra le mani <<Mi avevano chiesto di eliminarti. Ma… sbagliai… io Lilith compresi quel giorno di aver sbagliato tutto. Loro mi ordinavano di fare delle cose ma dovevo essere io a decidere se farle o no. Così capì che la mia evoluzione aveva raggiunto un punto fermo. Non stavo usando i miei poteri per la Luce. Non mettevo ne testa ne cuore in quello che facevo. >> tornò a guardarmi e allungò la mano verso di me,  mi accarezzò la guancia <<Quel giorno decisi di entrare nel ciclo delle vite. Di incarnarmi e di legare il mio karma al tuo, per poter espiare al mio errore. Per questo ci ritroviamo sempre. Poi successe qualcosa di inaspettato…ci innamorammo…>> la sua voce si spezzò. rimase in silenzio per qualche secondo e poi riprese a parlare <<Noi saremo sempre collegati, sempre insieme, fino alla fine. Poi un giorno io tornerò alla Luce e tu alla Creazione. A ciò che siamo destinati dai tempi dei tempi.>> abbassò lo sguardo.
<< E’ tutto così… assurdo… così… >> non trovavo le parole.
<< Lily, non mi interessa cosa siamo stati o cosa abbiamo fatto un tempo ne cosa faremo in futuro. A me basta essere qui, in questo preciso momento con te. E nient’altro. Nulla ha importanza oltre questo. >> Si alzò dallo sgabello e si avvicinò a me sporgendosi dalla penisola. <<Sempre se tu mi vuoi ancora>> si fermò a pochi centimetri dalle mie labbra.
Non compresi subito. Volerlo ancora? Perchè non dovevo più volerlo? Poi fu tutto chiaro. Temeva che io non l’amassi più perchè un tempo mi aveva ucciso.
<< Volerti? Marc io non posso immaginare la mia vita senza di te!>> ero veramente spaventata alla sola idea di perderlo. non riuscivo ad immaginare il mio futuro senza di lui. Solo un buio totale. Nero. Sofferenza e tristezza. No.
Sorrise. I suoi occhi si illuminarono.
<<Lily>> sussurrò sulle mie labbra. Il respiro mi solleticò la pelle.
<<Si?>> dissi con un filo di voce.
<<Ti amo>> e mi baciò.

I messaggeri di Hermes

I messaggeri di Hermes

Avremo una vita molto particolare, tra battaglie dimensionali e recuperi di oggetti. Forse sarà anche l’ultima che facciamo insieme. Poi ognuno di noi due dovrà tornare da dove è partito, col suo bagaglio di esperienza e mettere in pratica quello che ha imparato. Ma ora siamo qui, insieme, e nient’altro conta per me.

Possiamo farcela. Possiamo creare mondi migliori.

L’anima dell’uomo è come l’acqua

dal cielo viene al cielo ascende

poi ritorna alla terra in eterno alternare


Johann Wolfgang Goethe

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