L’angelo e il demone

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

Mi sentivo impacciata. Ma come era possibile?
Non ero mica alla mia prima esperienza. Perchè Marc mi agitava così tanto? Come faceva ad avere questo potere su di me?
Eravamo nella sua cucina.
Nel suo appartamento.
Avevo dormito a casa sua durante il periodo della trasformazione, ma allora stavo così male da non capire neppure dove fossi.
E poi ora non era la stessa cosa.
Mi tremavano le mani. Dopo l’elettrocardiogramma avrei dovuto prenotare anche una visita neurologica. Di sicuro. Sempre se sarei sopravvissuta alla serata.
No no no.
Se solo provo a pensare al fatto che sono qui e che…oh mamma… sono fusa.
Ok concentriamoci su cose irrilevanti come il fatto che mi sta versando del succo di arancia nel bicchiere e che me lo sta porgendo.
Ok.
Cose semplici.
Come muovere la mano, prendere il bicchiere, sorridere. Bere. Ok.
Riesco anche a stare seduta sullo sgabello della penisola senza cadere. Fantastico.
Alzo lo sguardo e mi pento già di averlo fatto.
Ha gli occhi abbassati, sta bevendo. Le ciglia sembrano riflettere la luce del lampadario brillando. I capelli arruffati.
Lui così rilassato, sicuro di sè.
Perché io no? Perchè tremo tanto? Perchè il mio cuore è così agitato?
Di colpo i suoi occhi si fissano nei miei. Cavolo.
Ero imbambolata ad osservarlo. Se ne è accorto?
<< Vuoi farti una doccia? Ti prendo gli asciugamani puliti>>
Così dicendo sparì senza nemmeno aspettare una mia risposta.

L’acqua che scende sul mio viso e mi lava via la stanchezza della battaglia. Ma c’era stata?
Questa nuova vita sembra un lungo sogno ad occhi aperti.
Mi guardo allo specchio, nessuna ferita. Incredibile.
Marc mi ha imprestato una maglietta da mettere. La indosso. Mi viene da ridere. Per me è talmente grande da sembrare un vestitino. Annuso il profumo. Il suo profumo.
Esco dal bagno ancora coi capelli bagnati. Siamo fine di agosto e il caldo è ancora soffocante.
<< Hai finito?>> alza lo sguardo dalla rivista di fotografia che stava leggendo << Vado io ora. Serviti pure, fai come se fossi a casa tua>> e mi lascia sola nella cucina.
Per giorni avevamo mangiato pochissimo e lottato molto, avevo fame.
così decisi che era il caso di  preparare qualcosa di commestibile, e mi metto a rovistare nel frigo.
Alla fine sono riuscita a mettere insieme un’insalata, con uova sode, prosciutto e mozzarella.
Marc esce dal bagno quando avevo scoperto dove stavano le tovagliette all’americana.
<< Fantastico! Si mangia!>>
Si avvicina coi capelli gocciolanti, indossando solamente un paio di jeans. Non so più dove guardare. Le guance sono già roventi.
Mi bacia sul collo. Un brivido corre lungo la schiena. Sorride. Mi sfila le tovagliette dalle mani.
<<Allora mangiamo? Sto morendo di fame>>
Si ecco..fantastico… mangiare? Ma io avevo ancora  uno stomaco oppure no?
Cercai di concentrarmi, con tutta me stessa, su quello che avevo nel piatto. Ero troppo agitata, emozionata. Nessuno mi aveva mai fatto provare queste sensazioni sulla pelle. Marc mi sconvolgeva totalmente.
Mangiammo quello che avevo preparato.  In silenzio. Non sapevo cosa dire e lui era diventato improvvisamente taciturno.
Insistetti per lavare io i piatti, avevo un disperato bisogno di tenere occupate le mani. Ero nervosissima. Ogni tanto lanciavo qualche occhiata per vedere che facesse.  Marc distratto guardava la tv.

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

In punta di piedi cercai di mettere via i piatti asciutti, senti  un calore avvolgermi. Si era avvicinato senza che lo sentissi. Prese il piatto dalla mia mano sfiorandola delicatamente. Dal polso fino alla punta delle dita.
Mi mancò il fiato.
Li mise via, uno ad uno, senza allontanarsi dalla mia schiena. Senza permettermi di fare un solo movimento. Premendo delicatamente contro di me, bloccandomi tra lui e il mobile. Ogni volta che abbassava la mano,  per prendere un altro piatto o un altro bicchiere o non so cosa altro ci fosse impilato su quel mobile davanti a me perchè di colpo non me ne fregava più nulla, disegnava sul mio braccio una linea con l’indice e mi sospirava sul collo, vicino all’orecchio. Desideravo solo che non finisse mai.
Il mio cuore aveva deciso di farmi diventare sorda. Nelle orecchie sentivo solamente tum–tututm.
I piatti finirono.
Mi spostò i capelli bagnati liberandomi il collo e mi diede un leggero bacio mentre con l’altra mano mi accarezzava la schiena… giù..sempre più giù… fino al mio fianco, dove si fermò. Mi voltai lentamente e mi ritrovai a fissare i suoi occhi. Le sue mani risalirono fino al mio viso, con dolcezza, lentamente. Un tocco lieve che mi scosse, avevo i brividi. Poi scesero nuovamente  lungo il mio corpo fino a fermarsi sulla vita. Mi strinse forte a se e mi baciò.  Prima fu tenero, dolce, ma poi le nostre bocche si schiusero e iniziamo ad esplorarci e un fuoco si accese in me. La sua mano scese ancora lungo il mio corpo e si infilò sotto la maglietta, alzandomela. Il tocco delle dita sulla pelle mi bruciava. Mi sollevò di peso senza smettere di baciarmi e io gli cinsi la vita con le gambe .

Non so come arrivammo in camera, in quel momento il mio cervello si era completamente sconnesso e non registrava più gli eventi che accadevano. L’unica cosa che riuscivo a percepire era il su calore, il suo sapore e i brividi che mi scuotevano il corpo.

Sotto di lui chiusi gli occhi e arcuai la schiena, un gemito uscì dalle mie labbra. Una Luce accecante trapassò le mie palpebre chiuse.
<< Marc?>>
Non sentivo più il suo corpo sopra di me. Aprì gli occhi e lo vidi nella Luce.
Lo vidi come era un tempo. Un angelo bellissimo, pieno di energia. Una voce che non era la sua ci disse:
“Il risveglio è avvenuto”
Marc mi guardò, ora teneva in mano una spada fiammeggiante.
Io capì che quella era la voce di colui che chiamavamo Hermes.
Tutto durò solo qualche secondo. Marc era di nuovo sopra di me, il mio Marc, non l’angelo fiammeggiante. Mi sorrise e mi baciò la punta del naso prima di sdraiarsi accanto. Rimanemmo qualche secondo a fissare il soffitto, poi lo sentii voltarsi nel letto e lo guardai.
Lui mi accarezzò la guancia e poi mi spostò i capelli dalla fronte. Si sollevò appoggiandosi sul gomito e mi diede un dolce bacio sulla bocca. Poi sorrise.
<< E’ la prima volta che faccio l’amore e vengo risucchiato nella Luce. Potevi anche dirmelo che facevi questo effetto Lily>>
Io lo fissai senza rispondere diventando rosso fosforescente fino alla punta dei piedi.  Rise vedendo la mia reazione e mi abbracciò.

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