17lastella

Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

La battaglia – parte 1

I messaggeri di Hermes

I messaggeri di Hermes

<< Sono entrati passando dalle grandi rocce >> Bast stava esponendo a tutti la situazione segnando con un carboncino dei punti su una mappa.
La piccola Sfera volava vicino alla mia testa, era nella sua forma originale, aveva voluto accompagnarmi a tutti i costi. Fino ad ora eravamo riusciti a bloccare la loro avanzata, ma non eravamo riusciti a respingerli. Erano giorni che combattevamo.  Solo io e Marc riuscivamo a dissolvere i nostri avversari, tutti gli altri li ferivano costringendoli a tornare dalla dimensione da cui provenivano.
Ero stanca, sfinita, dolorante. Non che gli altri stessero meglio. Guardai Marc che si stava facendo curare una ferita da Sabbath.  Lui aveva il potere della Creazione, era in grado di risanare le nostre ferite ma non poteva combattere. Non era la sua natura. Non avrebbe mai potuto uccidere un essere vivente.
Marc alzò lo sguardo e incrociò i miei occhi, mi sorrise. Gli faceva male il braccio, che stava smettendo ora di sanguinare, eppure mi sorrise lo stesso. Mi vennero le lacrime agli occhi e ritornai a seguire il concilio di guerra.
Eravamo circondati da milioni e milioni di tende, un accampamento enorme. Non sapevo neppure quanti fossimo in totale. Ovunque voltassi lo sguardo vedevo creature di ogni dimensione che si confortavano l’un l’altra.
L’idea di Anubis era quella di avvicinarci il più possibile al varco, per poterlo chiudere.  La legione, di cui noi facevamo parte, avrebbe tentato un altro assalto la mattina dopo. Ora avevamo bisogno di riposare, eravamo sfiniti. In lontananza si sentivano le grida e i suoni della battaglia in corso. Gli uomini in nero non riposavano mai, combattevamo a turno senza fermarci.

I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

<< Dietro di te Angela!>> una specie angelo nero, fatto solamente di gas le si scagliò contro << No Angela nooo!!>>
Urlai col tutto il fiato che avevo in corpo. Cercai di volare verso di lei ma un dolore acuto mi fece cadere a terra.
La mia ala era bucata, mi avevano scagliato una palla di tenebra addosso.
Non mi preoccupai dell’uomo in nero che veniva verso di me, guardai Angela. La nube l’aveva coperta.
Forse era ancora viva. Forse potevo fare ancora qualcosa.
Cercai di nuovo di alzarmi, invano. Iniziai allora a strisciare per terra verso Angela. Ti prego, ti prego fai che sia ancora viva.
Una sfera azzurra ricoprì la nube. Gocce d’acqua caddero a terra dissolvendola. Angela, ferita ma salva era inginocchiata .
Dietro di lei Seth la stava raggiungendo gridando il suo nome. Era stato lui a scagliare la sfera d’acqua.
Mi voltai mentre l’uomo in nero mi stava per scagliare una palla e … svanì.
Come avevo fatto? Ero stata io?
Appena si dissolse del tutto vidi Sfera che svolazzava contenta emettendo suoni musicali.
Era stata lei.
Lo stupore mi abbandonò nell’istante in cui Il dolore all’ala divenne più intenso. Urlai. Era come se un fuoco freddo mi stesse bruciando pian piano, il buco si stava allargando. La ferita doveva essere grave. Difficile da capire, non me ne intendevo molto di ali. Però faceva male. Veramente male.
Dovevo spostarmi da lì. Ero in pericolo.
Sentì Marc urlare il mio nome e lo vidi poco distante da me, stava combattendo e non era messo meglio. Si era ferito di nuovo.  Non ero in panico. Non avevo paura di morire, fu l’immagine di Marc che mi distrusse. Il suo viso era bianco e pieno di terrore, era spaventato per me. Continuava ad urlare il mio nome ed era distratto. Troppo distratto, si sarebbe fatto uccidere.
Cercai nuovamente di alzarmi e la mia forza di volontà mi fece mettere in piedi. Feci un passo verso Marc. Un passo solo.
Il dolore mi piegò le ginocchia, era atroce. Non riuscivo a respirare.  Con la coda dell’occhio vidi Sabbath avvicinarsi, si inginocchiò  e mi mise le mani sulla ferita. Pronunciò a bassa voce qualcosa che non capii. Sentii caldo e vidi con stupore che si rimarginava. Gli presi la mano per ringraziarlo. Piangevo.
<< Io non posso combattere, non è la mia natura, ma proteggervi e guarirvi si. Ti aiuterò sempre Lillith. Veglierò sempre su di te>> mi accarezzò la testa con dolcezza.
Mi rialzai in piedi come se nulla fosse accaduto. Mi sentivo forte, incredibilmente forte. Gli sorrisi sperando di trasmettergli tutta la riconoscenza che non potevo esprimere a parole. Volai verso Marc. Verso il mio cuore.

I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

<< Non possiamo continuare così ci distruggeranno >> disse Bast mentre assisteva Sabbath impegnato a curare le ferite di Pan.
Eravamo al campo. Feriti. Stanchi. Sporchi.
Avevo i capelli incrostati di fango, sangue, erba e desideravo ardentemente farmi una doccia. Lo so che era assurdo pensare una cosa del genere in quel momento, però avevo bisogno di un attimo di normalità. Di tranquillità. Di pensieri leggeri.
<< Bisognerebbe chiudere la porta che hanno aperto >>
Mi accorsi di essermi persa nei miei pensieri e di non ascoltare la riunione.
<< In che senso Anubis?>> chiesi con un filo di voce mentre bevevo un po’ d’acqua.  Avevo la gola che bruciava.
<< Vuoi dire che dovremmo andare nella dimensione di mezzo e cercare l’apertura dimensionale e chiuderla?>> fu Marc a parlare.
Lo guardai con aria interrogativa. Dimensione di mezzo? Apertura dimensionale?
<< Si. Ve la sentite? E’ rischioso>> Anubis ci fissò entrambi.
<< Io non ho presente di cosa parlate, però se può porre fine a tutto questo sono disposta a provarci>> qualsiasi cosa purchè tutto finisca. Tutto per non vedere le persone cadere a terra e non rialzarsi più.
<< I varchi dimensionali hanno origine nel mondo astrale. Quelli che noi usiamo per spostarci sono la materializzazione di un’apertura presente su un piano meno materiale. Dovremmo addormentarci e viaggiare senza corpo.>> mentre parlava Marc prese una ciocca dei miei capelli tra le sue dita, per giocarci, per esorcizzare il nervoso  <<Se se ne accorgono possono staccarci dai nostri corpi, recidendo il cordone astrale, e non riusciremmo a tornare indietro. Rimarremmo incastrati lì. In una specie di non morte.>>
<< Devo dire che come spiegazione è tranquillizzante>> mi era venuto un brivido.
<< Scusa Lily…ma non saprei come spiegartela meglio >> Marc prese la mia mano tra le sue e me la baciò.
<< Lo facciamo? >> chiesi titubante
<< Te la senti? >> Mi guardò intensamente negli occhi
<< Qui non c’è scelta. Non conta più ciò che mi sento di fare io, o quanta paura abbia. Qui stiamo rischiando tutti la vita. E non solo noi che siamo qui, ma tutti i mondi. >>
<< Se potessi andrei solo, ma è una cosa che possiamo fare solo noi due. Insieme>> si avvicinò e mi baciò sulla fronte prima di abbracciarmi.

<<Entrate nella tenda. Ora vi dovrete sdraiare e noi vi accompagneremo col canto e coi profumi che permetteranno al vostro corpo astrale di staccarsi dal vostro corpo fisico>>
Seguimmo Bast nella tenda, e come mi era capitato allora, mi ritrovai nell’immenso harem di Anubis.
Ci portarono in una stanza molto simile a quella dove ero stata io, e ci fecero sdraiare su dei cuscini. Il mio cuore era indeciso se fermarsi del tutto o continuare a battere come un forsennato. Avevo paura.
Marc si sdraiò vicino a me e mi prese la mano. Mi guardò negli occhi e io mi persi nel loro blu come se fossi un pesciolino nel vasto oceano.
<< Non ti preoccupare. Saremo sempre insieme. sempre. io non ti lascerò mai e non permetterò che ti accada qualcosa di male>>

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2 pensieri su “La battaglia – parte 1

  1. sono inquieta…

tiZ On the trAin

(perché un pendolare napoletano sa quando parte, ma non sa quando arriva)

Esco dal Mio Corpo (e ho molta paura)

Blog semi serio di un ciccione che vuole riappropriarsi del proprio corpo.

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ma anche un caffè non sarebbe male _____________just another wordpress.com site lo dici a soreta

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Fin dai tempi delle scuole medie, ho adottato un modo di alzarmi da letto la mattina senza che il peso del risveglio mi annientasse. Si tratta di una cosa semplicissima: come prima cosa al risveglio, penso a qualcosa di positivo che mi attende per la giornata. Niente di impegnativo, il pensiero può anche essere banale, ciò che conta è che mi dia il buonumore! Ho pensato di raccogliere i miei pensieri giornalieri in questo blog, un piccolo riassunto di piccole cose belle, a cui magari attingere nei periodi di affanno…

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