17lastella

Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

La battaglia

I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

<< Insomma le cose più interessanti succedono sempre quando sono via!>>
Simone stava svuotando la valigia. Erano tornati da New York. Quanto mi era mancata!
Mi aveva portato a casa un vestito meraviglioso, lo stavo provando senza capacitarmi che l’immagine riflessa nello specchio fossi io.
<< Me lo metto stasera quando usciamo a cena per festeggiare il vostro ritorno >>
Era semplice,  nero con le spalline fatte di tante piccole pietre di luna. Aveva un taglio particolare che mi faceva sembrare una modella. Si insomma una modella tappo. Ma sempre meglio di niente, no? Solo Simone è capace di comprarmi i vestiti e farmi sembrare un’altra persona.
<< Vedrai Marc come impazzirà>> mi disse sorridendo maliziosa.

<< Ci sono già tutti. Siamo in ritardo>> si stupì vedendo l’intero gruppo che ci aspettava.
Che novità, Simone è talmente attenta ai dettagli che per prepararsi le ci vogliono almeno cinque ore.
<< Wow come ti sta bene! Sai che ho accompagnato io Simone a comprartelo?>> Albert mi salutò dandomi due baci sulle guance.
<< Allora sei diventato famoso?>>
<< Ma io sono nato famoso>>
<< Ma sentilo che vanitoso!!>> gli tirai uno schiaffo al braccio.
Qualcuno mi appoggiò una mano sulla spalla.
<< Ciao Seth>> lo abbracciai.
<< Complimenti per l’evento >> mi sussurrò lui all’orecchio.  Sicuramente ero diventata rossa. Era tutto così strano, incredibilmente strano e …meraviglioso.
<< Andiamo a mangiare?>> disse Simone abbracciata a David.
Fino a quel momento Marc era rimasto in disparte ad osservarci come un gatto sornione. Ora si avvicinò e mi prese la mano, intrecciando le nostre dita. Come mi piaceva quel calore che si irradiava su per il braccio fino al mio cuore. Che sensazione magnifica. Avvicinò le sue labbra al mio orecchio.
<< Sei bellissima >> e mi baciò sul collo facendomi vibrare come un’arpa.
Arrivai volando fino al ristorante.

I messaggeri di Hermes

I messaggeri di Hermes

<< Come mai ci hai fatto chiamare tutti Dozineth?>> Chiese Seth entrando e chiudendo la porta della biblioteca dietro di sé. Eravamo ancora al ristorante a bere il caffè quando Marc ricevette la telefonata che ci portò tutti alla sede dei nostri incontri.
<< Anubis ha rilevato un’anomalia nel suo territorio e la cosa è assai preoccupante>>
<<Per essere breve vi dirò che un gran numero di uomini in nero sono apparsi nella mia dimensione e stanno cercando di aprire un varco abbastanza grande per raggiungervi, come un piccolo esercito>> Anubis camminava a grandi passi e muoveva nervosamente la coda.
<< Vuoi dire che vengono ad attaccarci?>> chiese Eizabeth mettendosi una mano davanti alla bocca
<< Oh non è così semplice>> si leccò il muso nervoso << Credo stiano cercando di spezzare i veli che dividono le dimensioni. Una cosa del genere non si era mai vista >> emise un brontolio canino << Se ciò dovesse accadere sarebbe la fine per tutte le creature. Le dimensioni entrerebbero in contatto tra di loro senza alcun controllo, totalmente alla deriva. Esseri tra di loro incompatibili entrando in contatto si dissolverebbero. Ci saranno cataclismi, le terre delle dimensioni si contorceranno su se stesse perdendo la densità materiale>>Mentre parlava nella mia mente si formarono visioni di creature del fuoco che uccidevano creature dell’acqua solo con la propria presenza e migliaia di immagini di persone che fuggivano da terremoti, alluvioni, tornadi… una vera apocalisse. Mi venne freddo. Molto freddo.
<< Che facciamo?>> chiese Marc mentre mi prendeva la mano e la stringeva tra le sue.
<< Combattiamo>> fu la risposta secca di Dozineth
<<Combattere? Contro un esercito? Noi?>> sperai che nella mia voce non trapelasse il panico che provavo. Era assurdo, non sapevo nemmeno da dove iniziare. Non eravamo dei militari, non eravamo allenati a combattere.
<< Io vi suggerirei di seguirmi nella mia dimensione, se loro vi attaccano qui non ci sarebbe modo di spiegare alle vostre autorità quello che sta accadendo. Finireste poi nei guai nel vostro mondo>>
<< Ma in quella dimensione solo Lilith e Marc possono muoversi liberamente. Noi saremmo costretti a fare avanti e indietro>> fece notare Jemina
<< E’ un rischio che dovete correre. Non sarete soli. La mia tribù vi appoggerà e anche Sabbath, Angela e Pan verranno in nostro aiuto con i guerrieri del loro popolo.>>
<< Dunque non abbiamo scelta>> fu Sonia a parlare.
<< Si. Non c’è scelta. Dobbiamo organizzare un piano d’attacco efficiente e non possiamo attendere a lungo. Si parte stanotte. Sto già organizzando un accampamento nel mio mondo>> i suoi denti affilati e luccicanti brillarono alla luce della lampada.

I Messaggeri di Hermes

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Era incredibile che tutto questo stesse accadendo per davvero. La mia mente non lo accettava. Fino a poco tempo prima eravamo seduti sorridenti e felici al ristorante..e ora…ora… che ne sarebbe stato di noi? E di tutte le persone della terra? E tutti gli altri mondi? Pensai ai posti meravigliosi che avevo visitato, così speciali. Al lago di Stola così meraviglioso che mi aveva regalato momenti indimenticabili. Mi accorsi di amare ogni singola creatura che avevo incontrato nei miei viaggi. Era come se facessero parte di me, come se ognuno di loro fosse una scheggia della mia anima. Il solo pensiero che potessero soffrire…o addirittura scomparire nel nulla.. mi fece mancare il respiro. Il mio cuore faceva male, sentivo un peso che mi schiacciava e un dolore atroce, come se una mano invisibile me lo stesse stritolando.
Alzai gli occhi e vidi davanti a me Marc che apriva il cancelletto della villa. Stavamo tornando a casa per prendere il necessario per trasferirci da Anubis. Noi non saremmo tornati indietro come gli altri. Noi saremmo rimasti là, in una battaglia!
Di colpo Marc si fermò, si voltò di scatto e mi abbracciò. Mi strinse forte e io nascosi il volto nel suo petto. Respirai il suo profumo cercando di tranquillizzarmi. Lasciai che il suo calore mi avvolgesse e mi facesse sentire al sicuro, protetta. Come sempre accadeva. Stavolta però il gelo non mi abbandonò del tutto.
<< Lilith dì a Simone che andiamo via qualche giorno insieme, per spiegare la tua assenza.>> mi sussurrò.
<< Si >> sentivo il suo mento appoggiato sopra la testa. Poi si spostò e capì che mi stava baciando i capelli.
<< Lily…>> Marc mi sollevò il volto con delicatezza in modo che lo potessi guardare << andrà tutto bene vedrai >>
<< Lo so.>> mi accorsi di crederlo davvero. <<Siamo insieme>> gli risposi con un sussurro.

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Un pensiero su “La battaglia

  1. Avvincente!

tiZ On the trAin

(perché un pendolare napoletano sa quando parte, ma non sa quando arriva)

Esco dal Mio Corpo (e ho molta paura)

Blog semi serio di un ciccione che vuole riappropriarsi del proprio corpo.

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ma anche un caffè non sarebbe male _____________just another wordpress.com site lo dici a soreta

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Fin dai tempi delle scuole medie, ho adottato un modo di alzarmi da letto la mattina senza che il peso del risveglio mi annientasse. Si tratta di una cosa semplicissima: come prima cosa al risveglio, penso a qualcosa di positivo che mi attende per la giornata. Niente di impegnativo, il pensiero può anche essere banale, ciò che conta è che mi dia il buonumore! Ho pensato di raccogliere i miei pensieri giornalieri in questo blog, un piccolo riassunto di piccole cose belle, a cui magari attingere nei periodi di affanno…

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