Sabbath il Creatore – parte 2

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

Sapevo chi ero. Da dove ero partita dall’inizio dei tempi. Era una conoscenza estrema, non sapevo nemmeno con certezza cosa provavo. Ci sono persone che passano tutta la loro vita cercando di rispondere alla domanda “chi sono, da dove vengo?”, studiano i misteri, diventano eremiti, dedicano tutta la loro esistenza alla ricerca di una risposta. E io, senza alcuno sforzo, l’avevo ottenuta. Semplicemente vivendo e … sognando.
Vidi sparire la spiaggia e osservai i miei piedi sull’asfalto del vialetto del parchetto. Un’ombra si avvicinò a me. Sapevo già chi era. Alzai gli occhi e incrociai lo sguardo triste di Marc.
<< Lo sapevo che mi avresti aspettato qui >> gli dissi sorridendo.
<< Sei andata da lui? >> soffriva eppure tentò di sorridermi di rimando ma non ci riuscì.
<< Si. Ho ricordato >> mi avvicinai sentendo il suo calore avvolgermi << Ma per me non è ancora l’ora di tornare >> appoggiai una mano sul suo petto e lo guardai. Sembrava un cucciolo ferito, gli occhi spenti, le labbra strette. Mi misi in punta di piedi, e lui non mi abbracciò. Strano. Aveva le braccia lungo i fianchi. Sembrava spaesato, come se non comprendesse cosa stavo cercando di fare. Mi scappò una risatina tra le labbra. Per la prima volta ero io quella sicura di me stessa. Gli accarezzai il viso dolcemente, sentendo pizzicare la barba ispida sulle punta delle dita. Lentamente. Molto lentamente  posai le labbra sulle sue. Calde, rassicuranti ed eccitanti. Mi ricordavano il cioccolato fondente, amaro e forte. Adoravo quel sapore.
All’inizio Marc ricambiò il mio bacio con dolcezza, poi spostò le sue mani tra i miei capelli e mi strinse forte facendomi mancare l’aria.

<< E’ pronto il mio book?>> i campanellini che avevo appena messo sulla porta tintinnarono mentre faceva il suo ingresso << Oh! ciao Llily>> wow quell’espressione non l’avrei mai più scordata.
<< Ciao Sonia >>Ero seduta dietro al bancone dello studio di Marc e stavo leggendo un libro.
Marc uscì dalla camera oscura proprio in quel momento con in mano il famoso book.
<< Ecco qua Sonia, guarda se va bene o devo rifarti qualche foto>>
Speriamo che vada bene. Speriamo vada tutto maledettamente bene.
Sonia si appoggiò al bancone e mise il book accanto al libro che stavo leggendo. Che mossa scontata. Alzai un sopracciglio e buttai uno sguardo. Devo essere sincera, le foto sono proprio belle e lei è una modella fantastica. Nulla da ridire a riguardo.
<< E’ perfetto Marc…c’è solo una cosa che mi fa piangere il cuore>>
<< Cosa? >> chiese lui avvicinandosi a me. La mano sulla mia schiena.
<< Il fatto che ho perso. Ora non verrai più a letto con me. >>
Ma questa non si arrende mai? Strinsi le mani a pugno.
<< Non ci sarei mai venuto comunque >> la mano risalì dalla schiena al mio collo e il suo corpo si avvicinò a me, toccandomi. Come per infondermi sicurezza. Mi rilassai.
<< Non so. Forse se non l’amavi io avrei avuto una possibilità.>> si mise il dito tra le labbra e sospirò <<Ora mi dovrò trovare un nuovo giochino. >>
<< Non è carino trattare gli uomini come giochino >> risposi acida.
<< Oh Lilith parli proprio tu? Tu che hai subito da Adamo la sottomissione estrema non dovresti criticarmi. >>
La osservai in silenzio, senza sapere che rispondere. Ma questa storia di Adamo e Lilith era davvero esistita? Ero sempre io?
Guardai Sonia uscire e non la salutai nemmeno.

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