17lastella

Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

Sabbath il Creatore – parte 1

I messaggeri di Hermes

I messaggeri di Hermes

Faccio una doccia per schiarirmi le idee e mettere in ordine i pensieri. L’acqua calda mi avvolge, chiudo gli occhi e lascio che mi scorra sul viso. Mi sento triste, malinconica.
Con la mano pulisco lo specchio dal vapore condensato. Mi guardo. Il mio aspetto di ora non coincide per nulla con quello del ricordo. Eppure quella fanciulla strana, quasi eterea, ero io. Lo so,  Lo percepisco nel mio profondo.
Ricordare le vite precedenti è…strano… non è proprio come vedere un film ne come rivivere di nuovo tutto. Si ha una percezione totalmente diversa di ciò che è accaduto, non ci sono le emozioni che provi normalmente. Cioè…com’è difficile da spiegare! Tu sei lì, ricordi esattamente cosa hai provato e come ti sentivi, tutto, ma non è un’emozione reale, forte, che ti annebbia tutte le altre percezioni. E’ come se ci fosse una sinfonia di sottofondo che ti ricorda cosa stavi provando ma nello stesso tempo ti permette di vedere chiaramente tutto il resto. Tutto ciò che ti è sfuggito quando stavi vivendo realmente quella vita. Riesci anche a vedere i sentimenti che gli altri provano per te, sono quasi solidi. Hanno una forma, le emozioni intendo, sembra di guardare attraverso le bolle di sapone, però prima che le soffi. Quando ancora sono piatte.
Con calma, con movimenti lenti mi vesto e vado verso il parchetto.
Mentre cammino la strada si trasforma in sabbia. Rimango ad osservare il mare e i due soli già sorti, il terzo sole non tarderà a spuntare dalle acque.
Questa è la dimensione di allora? E’ molto diversa… no, non è lo stesso posto.  Anche questa convinzione mi nasce da dentro, dal profondo. Vivevamo altrove allora. Un altro mondo, un’altra dimensione.
Mi incammino verso la città-grotta.
Saluto le persone che incontro con un inchino ed entro nel palazzo di Sabbath. Salgo le scale e mi ritrovo nella sala. E’ sempre molto accogliente, calda nella sua semplicità.
Lui è lì seduto sui cuscini e legge un papiro. Alza appena gli occhi dal foglio e mi scruta con quello sguardo profondo, i suoi occhi sono pozzi senza fine. Saturi di mille vite che gli sono passate davanti, lui che vede i mondi svanire e nascere. Lui che non muore mai.
<< Sabbath il Creatore >>
Una luce nel suo sguardo.
<< Hai ricordato mia piccola Lilith?>>
<< Si >> e mi siedo accanto a lui. Cerdo di riordinare i miei pensieri, i miei ricordi.
<< Ho ricordato.>> mi sorride, il suo sorriso è sempre triste <<Io ero un essere senza corpo, quasi una cellula, pura energia, e vorticavo nel limbo insieme agli altri. Poi qualcosa in me è cambiato. Mi sono messa a pensare…e ti ho visto… o tu hai visto me. Era, è , tutto così confuso>> sospiro e poi cerco di riprendere il filo del discorso <<Poi tu mi hai dato un corpo. Mi hai messo in quell’uovo di luce e si è formato un corpo intorno a me. Non so come hai potuto farlo, come è accaduto. Non era un vero corpo, si insomma non era solido come questo. E non avevo nemmeno questo aspetto. Ero bianchissima, quasi trasparente. I capelli erano lunghi e biondi. Gli occhi azzurri, ma talmente chiari da sembrare bianchi. >> oddio è tutto così assurdo eppure le parole mi escono a raffica e non riesco a fermarmi e mentre parlo mi sembra di vedere le immagini davanti a me <<Tu però sei rimasto uguale. E’…è impressionante… non sei cambiato per niente>> Sabbath allungò la mano accarezzandomi il volto e poi , senza parlare , mi esortò a continuare <<Tu mi hai insegnato ad usare quel corpo. Tu che creavi la natura per questi uomini, per farli sopravvivere in una terra arida e inospitale. E li curavi, davi a loro la pioggia e il sole. Eri… SEI così potente. E io ero incapace di occuparmi di me stessa e tu mi ripetevi che eravamo uguali. Tu sapevi fare tutto e io nemmeno camminare.Tu concepivi l’esistenza degli altri, io sentivo a malapena la mia. Stavo male ma non lo sapevo.>> un groppo in gola mi bloccò per un momento, mi stava venendo da piangere <<Io…Non capivo nemmeno che soffrivo per la nostra diversità…Poi mi accorsi che quegli uomini che tu aiutavi dopo un po’ morivano e dopo qualche tempo rinascevano con un nuovo corpo. E non si ricordavano di quello che erano stati prima. Questa cosa mi incuriosiva e mi confondeva. Noi due non morivamo, ne cambiavamo aspetto come loro.Mi accorsi che ogni volta che rinascevano avevano imparato qualcosa attraverso la vita precedente, ed erano cresciuti. Anch’io volevo crescere. Così ti chiesi di entrare nel ciclo delle vite.>> la voce mi si incrinò <<Ti chiesi di uscire da quella vita eterna. E solo ora io capisco quanto tu possa aver sofferto. Io ero la compagna che avevi scelto. Tu che per migliaia di anni eri vissuto da solo avevi riconosciuto in quella cellula qualcosa che ti era complementare. Ma io ti ho lasciato. Mi spiace Sabbath. Tu che sei tanto buono e sei così solo…. >> Qualcosa di caldo scese sulla mia guancia e mi accorsi che stavo piangendo. Sabbath mi accarezzò il volto e mi asciugò le lacrime. Continuò ad accarezzarmi, in silenzio, senza mai smettere di guardarmi. Le sue dita iniziarono a seguire i lineamenti del mio viso e scesero sul collo. Senza che io me ne rendessi conto avvicinò le sue labbra alle mie e mi baciò. Delicatamente, come un soffio, un passaggio di piuma. Si scostò leggermente da me, non mi stava più baciando ma le sue labbra erano ancora pericolosamente vicine alle mie, tanto da sentire il pizzicore. Nessuna emozione forte mi avvolse, non provai il desiderio di abbracciarlo o di continuare quel bacio ricambiandolo. Mi sentivo solo stordita e confusa, tutti quei ricordi nella mia testa si inseguivano e cercavano un posto dove potersi fermare.
<< Lilith>> il suo respiro caldo e speziato sulle mie labbra <<io ho accettato la tua scelta. Tu vuoi crescere ed è giusto che lo faccia nel modo che credi giusto per te. Io sarò sempre qui ad aspettarti, quando vorrai tornare>>
Marc. Le sue parole mi risvegliarono dal torpore. Ogni pensiero confuso prese il suo posto in me e tutto quello che riuscii a pensare in quel momento fu “voglio andare da lui e nascondere il mio viso nel suo petto, respirare il suo profumo rassicurante”.
<< Io non sono pronta per tornare al tuo fianco >>
<< Lo so. Michael è ancora con te >>
Michael. Questo nome suona dentro di me, come mille campanellini.
<< Che significa? E poi perchè ho questo aspetto se prima ero così diversa? Perchè mi trasformo in un demone? >>
<< Quando tu mi chiedesti di entrare nel ciclo delle vite, la tua futura madre era appena rimasta incinta del demone. Era l’unione perfetta: uomo, angelo e demone. Così ti proposi di farti nascere in quel corpo. La tua anima era inadatta sia per un essere umano che per un angelo. Tu accettasti>>
<< Perchè quel discorso di Michael? Che significa “è ancora con te”?>> quante volte ci siamo ritrovati?
<< Ricorderai anche quello Lilith, piano piano… Non posso dirtelo io>>

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Un pensiero su “Sabbath il Creatore – parte 1

  1. Una scrittura piacevole e fluida accompagna la storia o per meglio dire una parte della storia.
    Seduti si legge con piacere le avventure fantastiche e fantasiose dei protagonisti con dialoghi essenziale ma efficaci.

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Fin dai tempi delle scuole medie, ho adottato un modo di alzarmi da letto la mattina senza che il peso del risveglio mi annientasse. Si tratta di una cosa semplicissima: come prima cosa al risveglio, penso a qualcosa di positivo che mi attende per la giornata. Niente di impegnativo, il pensiero può anche essere banale, ciò che conta è che mi dia il buonumore! Ho pensato di raccogliere i miei pensieri giornalieri in questo blog, un piccolo riassunto di piccole cose belle, a cui magari attingere nei periodi di affanno…

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