17lastella

Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

Pensieri su una Piuma – parte 2

I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

<< Ciao Lily, anche tu qui? Ero venuta a ritirare il mio book ma a quanto pare Marc non c’è>>
Trovai Sonia davanti allo studio. Rimasi un po’ delusa, dov’era?
In realtà volevo una conferma di quello che era accaduto il giorno prima. Magari avevo sognato tutto.
Salutai Sonia. E mi incamminai per le stradine semi deserte, erano tutti in vacanza.
Non sapevo cosa fare, vagavo senza una meta.
Poi mi ricordai di Jemina e di come ci eravamo salutate l’ultima volta. Così decisi di andarla a trovare a casa.
Lei viveva in una villettina che condivideva con due modelle dell’agenzia, ora erano a New York.
La trovai in giardino a sistemare le piante.

<<…dunque alla fine vi siete messi insieme. Lo sapevo>>
Avevo tralasciato la dichiarazione di Sabbath, non me la sentivo di raccontargli quello che era successo.
<< Però vorrei sapere dov’è ora Marc, sai non ne sono ancora convinta che sia accaduto realmente. Vorrei una conferma>> lo so che dovevo apparirle infantile, ma mi sentivo così fragile ora che avevo aperto il mio cuore.
<< Sarà stato chiamato per qualche servizio. Vedrai che tornerà. Sono proprio felice per te>>
<< Vorrei poterti dire la stessa cosa>> perchè l’amore non è mai semplice?
<< Non preoccuparti Lily, io non desidero che Sabbath mi ami. Mi basta amarlo >>
<< Sei una persona stupenda>>lo dissi sinceramente. Io non sarei stata capace di provare quel genere di amore.
<< Non è vero. Sono solo una donna >>
Si alzò dal gradino su cui eravamo sedute, si pulì le mani nei pantaloni e mi sorrise.
<< Per oggi non lavorerò più in giardino. Ti va di andare a fare un giro? Magari un tuffo nel lago da Stola?>>
<< Lo conosci anche tu?>>il nome del lago mi fece contrarre lo stomaco ricordando quello che era successo con Marc lì e il desiderio di vederlo divenne assoluto e iniziò a farmi male nel profondo. Lo volevo vedere. Ora e subito. Ma non sapevo dove fosse.
<< Lo conoscono tutti!  Mi ci ha portato Angela più di una volta. Mi faccio una doccia e andiamo>>
<< Ottima idea!>> almeno mi sarei distratta.
Questa volta mi tuffai con un costume in quelle coloratissime acque. Il freddo dell’acqua sulla pelle mi svegliò dal mio stato di torpore e mi rischiarò la mente. Mi rilassai, finalmente.
Passammo tre ore ridendo prendendo il sole e chiacchierando  di quando andavamo a scuola, dei nostri film preferiti, delle serie tv. Era strano, lavoravo con Jemina da più di un anno eppure non l’avevo mai conosciuta nel profondo. Da quando lei mi aveva confidato il suo amore per Sabbath il nostro rapporto si era evoluto e per la prima volta pensai a lei come ad un’amica. E fui felice.
Ritornammo indietro apparendo di nuovo nella casa di Dozineth.  Mi faceva sempre impressione passare da un elemento ad un altro. Sentire  il fresco dell’acqua e poi di colpo l’aria calda sulla pelle. Stavolta non c’era Marc a tenermi e durante il passaggio dall’acqua alla stanza caddi in malo modo sul pavimento mentre Jemina atterrò accanto a me leggera come una ballerina.
<< Che male>> chiusi gli occhi dal dolore e mi scesero due lacrime.
<< Che botta hai preso!>> Jemina mi aiutò ad alzarmi. Avevo picchiato entrambe le ginocchia.
Ci cambiammo con calma e rimasi un pochino seduta col ghiaccio premuto sulle gambe. Forse non mi sarebbero diventate due cotechini. Più tardi uscimmo dalla casa deserta. Jemina aveva pure le chiavi, forse potevo averne una copia anch’io?
Pranzammo a casa sua. In quella villa vuota c’era un silenzio assoluto, finito di mangiare ci addormentammo tutte due sul divano.

Il cielo si stava colorando delle tinte del tramonto quando mi incamminai verso la mia pensione. Non avevo ancora notizie di Marc e la passeggiata solitaria fino a casa mi fece ripensare se quello che era successo fosse accaduto davvero. E se avevo sognato tutto?
Davanti al cancelletto di casa cambiai idea e tornai sui miei passi. Volevo vedere se era tornato.
Lo studio era ancora chiuso. Sospirai.
Delusa decisi di tornare a casa.
Il rombo del motore di una moto in arrivo. Mi fermai in mezzo alla strada col cuore che batteva. L’elettrocardiogramma, si dovevo proprio prenotarlo.
<< Ciao. Eri venuta a cercarmi?>>
Bene, ora che è qui davanti a me non riesco a parlare.  Riesco solo a fissarlo.
<< Si…>> ok so parlare, mi ricordo come si fa <<hai lavorato tanto oggi?>>
<< Sinceramente no. Ero stato invitato a pranzo per festeggiare il pensionamento di un poliziotto della omicidi. Ho fatto solo qualche foto per festeggiare. Ora le sviluppo. Vieni dentro?>>
Che domande! Lo seguii. Se fossi stata un cane avrei scodinzolato.
Marc sistemò la moto e aprì la casa. Si diresse subito nella camera oscura.
<< Sistemo queste e poi sono libero. Vuoi qualcosa da bere?>>
<< No ora sono a posto così. Grazie>>
Mentre lui lavorava io mi misi a guardare le foto appese. C’erano anche quelle di Sonia. In mezzo alle sue c’ero anch’io. Ma quando mi aveva scattato quella foto?
<< Cosa hai fatto di bello oggi?>>
<< Eh? >> stavo ancora pensando alla foto << Sono stata con Jemina tutto il giorno, siamo andate al lago di Stola a nuotare>>
<< Che ingiustizia… ci sarei venuto anch’io>>
Se la prossima volta non mi lasci sola…ritornai a guardare la mia foto. Ma cosa tenevo in mano? Ah! Ho capito me l’aveva scattata quando lo avevo aiutato per il book. Con lei seminuda lui aveva scattato una foto a me?
<< Che hai fatto alle ginocchia?>>
<< Cosa?>> Me le guardai, due lividi coloravano la mia pelle. Erano talmente evidenti che si notavano anche nella semi oscurità della camera.
<< Non sono stata capace a fare correttamente il passaggio dal lago al pavimento della casa…>>
<< Che frana>>
Alzai di scatto la testa  per rispondergli male e me lo trovai davanti. Mi dimenticai di come si articolavano le parole. Il suo viso si avvicinò lentamente al mio e chiusi gli occhi. Mi baciò. Assaporai, come un eroinomane,  il suo sapore. Il suo calore che mi solleticava la pelle.
No, non era stato un sogno.

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8 pensieri su “Pensieri su una Piuma – parte 2

  1. Sia pur letto un frammento, trovo molto gradevole la scrittura. Fluida, precisa che stimola la fantasia del tuo lettore.
    Complimenti.

  2. era proprio ora, bello anche il post di ieri!

  3. Sei coinvolgente ragazza!!!🙂

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(perché un pendolare napoletano sa quando parte, ma non sa quando arriva)

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Un motivo al giorno per svegliarsi di buonumore

Fin dai tempi delle scuole medie, ho adottato un modo di alzarmi da letto la mattina senza che il peso del risveglio mi annientasse. Si tratta di una cosa semplicissima: come prima cosa al risveglio, penso a qualcosa di positivo che mi attende per la giornata. Niente di impegnativo, il pensiero può anche essere banale, ciò che conta è che mi dia il buonumore! Ho pensato di raccogliere i miei pensieri giornalieri in questo blog, un piccolo riassunto di piccole cose belle, a cui magari attingere nei periodi di affanno…

My Alethεiα

Un moto ondulatorio nel fluido e lineare scorrere dei miei pensieri

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by Riccardo Moschetti

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