POV MARC – (un nuovo potere) il gelato‏

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

Cocco e cioccolato fondente. Due gusti opposti e perfettamente complementari.
Tipico da lei. Non potevo aspettarmi una scelta diversa.
Si sedette sul marciapiede e io feci altrettanto. Eravamo seduti vicino e sentivo tutto il mio corpo vibrare.
Aveva i capelli legati in una coda e delle ciocche ribelli fuggivano dal laccio incorniciandole il volto.
Era impossibile per me distogliere lo sguardo dai suoi lineamenti. Quando mi era accanto tutto il mondo svaniva ed esisteva solo lei.
Il suo profumo inebriante mi entrava nelle narici.
Aveva lo stesso profumo dell’aria rarefatta e delle nuvole del cielo, e io lo conoscevo bene. Adoravo volare in alto.
<<Tu non vai in vacanza?>> mi chiese e in quel momento mi accorsi di non aver mai mai mai smesso di fissarla.
Poi innocentemente, perchè lei era così totalmente ignara dell’effetto che aveva sulle persone… dell’effetto che aveva su di me.. avvicinò il dito alla bocca e si leccò il gelato che le era caduto.
Quell’immagine accese un fuoco nel mio basso ventre e quando le risposi pregai che non si sentisse il tremito della mia voce.
<< Anch’io non so che fare quest’anno. Visto che Seth ha seguito gli altri, preferisco rimanere qui nel caso in cui ci sia bisogno>>
La verità è che non andavo mai in vacanza, quel villaggio era la mia casa ma anche la mia prigione.
Gli unici amici che avessi mai avuto erano coloro che condividevano con me il segreto di ciò che eravamo. L’unica famiglia che mi aveva accolto era Donzineth, coi suoi silenzi e il suo dolore.
E poi, da quando c’era lei, mi era impossibile allontanarmi anche solo per un giorno.
Quando dovevo andare fuori paese per la omicidi mi sembrava di impazzire, temevo che al mio ritorno non l’avrei più ritrovata. Che magari fosse tornata da Sabbath come un tempo, che avesse ricordato la sua vita con lui e che lo amasse.
Da quando era entrata nella mia vita avevo un motivo per respirare, il cuore era tornato a battere e mi sentivo felice e dilaniato da ciò che provavo.
Avevo qualcuno a cui realmente tenevo. Qualcuno che desideravo vedere più di ogni altra cosa al mondo.
Qualcuno da stringere e da proteggere.
<< In entrambi i casi >> le risposi mentendo. Perchè il vero motivo per cui ero lì era solo lei.
Si era sporcata la bocca col gelato. Era così tenera e nello stesso tempo forte e decisa.
Quando viaggiavamo sapeva difendersi con grinta e si preoccupava sempre per gli altri. Persino per chi non conosceva, come quella ragazza trasformata in Banshee dall’oggetto. Non sapeva nulla di lei eppure era rimasta preoccupata per la sua salute per giorni, finchè Angela non le fece sapere che la ragazza stava bene e che non ricordava nulla di quanto era successo.
Allungai la mano per toccarle le labbra quasi senza accorgermi. Lo desideravo tanto. Desideravo baciarla, sentire il suo sapore, le labbra morbide contro le mie.
Le toccai appena il labbro e dentro me esplose un vulcano di emozioni. Cercai di arginarle il più possibile.
Lei spalancò gli occhi e socchiuse la bocca. E mi distrusse.
Iniziai ad avvicinare il mio viso al suo. Quelle labbra dovevano essere davvero morbide e dolci.
Lei smise di respirare.
Poi sentì l’odore di bruciato giungere verso di noi. Uno dei miei poteri era anche quello di anticipare alcune persone. Seth profumava di acqua dolce, di pioggia primaverile. Il fuoco era di Sonia.
Non volevo che ci vedesse in questo momento. Non che mi importasse qualcosa di lei, ma sapevo che era gelosa di Lillith.
Gelosa che lei fosse al centro dell’attenzione di tutti e poi adorava ferire le persone.
Non si poteva immaginare tanta crudeltà in una fanciulla dall’aspetto così meraviglioso e delicato.
Ma era crudele e le piaceva ferire Lily. Le piaceva davvero tanto.
No. Non volevo che ci vedesse. Volevo proteggere il suo cuore da quel veleno.
Così mi scostai da lei di scatto. E mi sembrò di perdere anche un pezzo di me stesso.
<<Eri sporca di gelato.>> mi giustificai <<Sei peggio di una bambina piccola lo sai?>> e mi venne da ridere al pensiero che ora si sarebbe arrabbiata. Detestava esser considerata piccola per via della sua statura.
Divenne rossa e gli occhi brillarono di furia omicida. Mi piaceva anche così. Anche quando perdeva la pazienza.
Mi piaceva stuzzicarla e vedere come reagiva. Era così viva. e vera. Non c’era falsità in lei. Le sue emozioni erano pure, limpide e chiare. Nessun trucco, nessun imbroglio.
<<Marc …sei … sei…>> ma non terminò la frase. perse completamente il colorito dal volto e la bocca si serrò per la tensione.
L’aveva vista anche lei.
Di nuovo il nostro momento magico era sfumato nell’aria.
Ma questa volta non avrei rinunciato a stare con lei, non mi sarei fatto portar via da Sonia un altra volta, come quel giorno dopo il lago.
No stavolta volevo stare con  Lily. Desideravo stare con lei più di ogni altra cosa.
Così quando Sonia mi propose di farle il book guardai Lily e la implorai di starmi accanto.
Era lei che volevo. era lei che mi faceva battere il cuore.

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