Un nuovo potere – parte 3

i Messaggeri di Hermes
i Messaggeri di Hermes

Sfera continuava a miagolare isterica. Non c’era verso di capire cosa volesse dirmi  e sinceramente in questo preciso momento avevo in testa solo un pensiero. Unico e fisso. Mi truccai un po’, non troppo, e mi guardai allo specchio nervosa. Avevo messo i jeans, visto che Marc mi ha detto che saremmo andati a Pisa in moto, e un top bianco. Potevo essere soddisfatta ma non lo ero. Ero terribilmente agitata e lo stomaco si era attorcigliato e appiattito, lo sentivo come un sassolino che rotolava dentro di me ad ogni mio movimento.
Il rumore di una moto, i freni. Il mio cuore è indeciso se fermarsi o continuare a battere.
E’ arrivato. Credo di soffrire di un’improvvisa asma emozionale. Cerco di concentrarmi per ricordarmi come si fa a respirare. Ispira ed espira. Ricordi Lily? E’ semplice. automatico.
Sto per scendere le scale quando mi ricordo una cosa. Apro la borsetta, cerco il cellulare e mando un mms a Simone:
“Non ci crederai mai. Marc mi ha invitato a cena!”
Mi scatto una foto e l’allego al messaggio.
Ok, ora ero pronta.
Marc mi aspetta in piedi davanti alla moto. Nel vedermi il suo volto si illumina in un sorriso.  E’ veramente bello, indossa un paio di jeans strappati e una maglietta verde militare, non riesco a staccargli gli occhi di dosso. Il mondo intorno alla sua immagine inizia ad essere sfuocato, tutto stava perdendo importanza. Vedevo solo lui, tanto da dimenticarmi di respirare.
Dietro di me sentì nuovamente Sfera miagolare “MiaoooAt”. Mi aveva seguito?
Stavo per voltarmi a guardarla ma qualcosa dietro Marc attirò la mia attenzione.
Erano due uomini in nero!
<< Marc!>> urlai
Lui si girò ma era già troppo tardi, questi scagliarono contemporaneamente una sfera nera.
La sfera non lo colpì. Dei cerchi colorati la scagliarono contro chi l’aveva inviata e li vidi dissolversi.
I cerchi erano concentrici, si allargavano partendo da un punto. Come un sasso gettato in un lago.
Quei cerchi partivano da me.
<< Lily?>>
Marc mi guardava a bocca aperta.
Pian piano i cerchi scomparvero.
Accanto a me Sfera faceva le fusa.

I messaggeri di Hermes
I messaggeri di Hermes

<< Quindi la nostra cara Lily ha finalmente iniziato a sviluppare i suoi poteri latenti>>
Eravamo a casa di Dozineth, alla fine la nostra cenetta era saltata.
<< Non ho capito bene cosa è accaduto e come ho fatto>> mi massaggiai le tempie.
<< Resta il fatto che ora abbiamo un’altra persona in grado di dissolvere gli uomini in nero>> fece presente Elizabeth che ci aveva raggiunto in quel momento.
<< In che senso scusa?>>
<< Lily, ti ricordi la tua degenza in ospedale? Quando eri stata aggredita Marc ha dissolto due di loro>>
<< Si me lo ricordo. Ma scusa voi lanciate palle di fuoco, di luce e non li dissolvete?>>
<< Non abbiamo abbastanza potere, li feriamo momentaneamente>>
<< Ah!>> chiusi un attimo gli occhi cercando di ritrovare il filo del discorso. Fino a pochi minuti prima pensavo solamente ad andare a cena con l’uomo che desideravo più di ogni altra cosa e ora mi ritrovavo lì, seduta sulla sua poltrona preferita e stavolta non si stava lamentando, con lui appoggiato al bracciolo con le braccia conserte. << Quindi solo io e Marc ne siamo capaci. Questo perché siamo nati in un’altra dimensione?>>
<< Immagino di sì. Ma ora guardiamo in faccia al nuovo problema che è sorto. Fino ad ora gli uomini in nero si sono sempre preoccupati di prendere gli oggetti prima di noi e non è mai successo che ci attaccassero direttamente.>>
<< Il loro obiettivo era Marc…>> lo guardai allarmata.
<< Perché attaccarmi?>> cambiò posizione e mise un braccio sulla testa della poltrona e l’altra mano appoggiata sulla gamba che era sul bracciolo.
<< Forse perché ti temono. Penso che sia per quello che è successo all’ospedale. Era la prima volta che li dissolvevi>>
<< Quindi ora cercheranno di attaccare anche me?>> chiesi, mentre senza pensarci prendevo la mano di Marc. Lui me la strinse forte.
<< Temo di si. Ragazzi cercate di stare attenti. >>

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

Era già buio quando uscimmo dalla casa. Marc cercò nuovamente la mia mano . Era piacevole sentire il suo calore tra le mie dita.
<< La nostra cena è saltata, mi dispiace>>
<< Sei ancora vivo, questo è ciò che conta>>
Marc mi sorrise. Quanto era bello.
<< E ho ancora fame… ti va di andare fino alla spiaggia a mangiarci almeno una piadina?>>
<< Ottima idea>>
Parcheggiamo la moto davanti al bar e ci sedemmo sui tavolini esterni. Il profumo di salsedine arrivava fino a noi. Lo respiravo a pieni polmoni rilassandomi. Sentivo tutti i miei muscoli rigidi per lo spavento e la tensione che finalmente abbandonavano la loro posa pietrificata.
<< Ora capisco cosa voleva dirmi Sfera>>
<< Che intendi?>> Marc distolse i suoi occhi dai miei giusto per ringraziare la cameriera che ci aveva portato da mangiare e poi li ripuntò su di me.
<< Era dal mattino che cercava di comunicarmi qualcosa, ma io non la capivo. Come faceva lei a sapere che ci avrebbero attaccato?>> diedi un morso alla mia piadina e sentii lo stomaco rinascere e urlare a gran voce altro cibo.
<< Probabilmente non avendo mai avuto un corpo vero e proprio lei può accedere a piani che a noi sono esclusi e vedere le cose più chiaramente.>> si fermò per bere un po di Coca  << Sto facendo delle deduzioni>>
<< Può anche essere. Dovremo  trovare un modo efficace di comunicare con lei>>
Marc annuì mentre dava l’ultimo morso alla piadina e si mise in silenzio ad aspettare che terminassi. Appoggiò il viso alla mano e rimase lì a fissarmi tutto il tempo. In quel momento lo stomaco tornò ad essere un sassolino e non riuscii a terminare la mia cena. Bevvi un po’ d’acqua.
<<Hai finito? Andiamo?>>
Feci cenno di si perchè di colpo mi era difficile parlare. Tornavamo già verso casa? Finiva così la nostra serata?
<<Vieni>> terminò di pagare e mi prese la mano mentre uscivamo dal bar. Una scossa elettrica risalì su per il mio braccio <<Facciamo una passeggiata?>>

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

Ci incamminammo tra la folla per una passeggiata in riva al mare.
Vi erano anche le bancarelle. Mi fermai a guardarne una di bigiotteria e, in mezzo a tutte quelle collane, vidi un ciondolo in ematite a forma di gatto.
<< Guarda sembra Sfera!>> lo indicai a Marc.
Lui lo prese in mano e lo guardò, poi lo passò al commesso.
<< Lo prendiamo, quant’è?>>
Mi aveva preso il ciondolo? Marc mi stava facendo un regalo? Ero così sorpresa che non mi accorsi subito che si era avvicinato a me con in mano la collanina. I nostri copri erano così vicini che sentivo il suo calore sulla mia pelle. Il suo viso si piegò verso il mio e persi totalmente la capacità di ragionare.
<< Stai ferma che te lo metto>> mi soffiò quelle parole sulle labbra poco prima di sfiorare la sua guancia contro la mia nel tentativo di allacciarmi la catenina dietro il collo.
Sentivo bruciare la mia pelle nei punti in cui entrava in contatto con la sua.
Di colpo si scostò da me lasciandomi spaesata e sofferente per quella mancanza improvvisa di contatto.
<< Hai ragione sembra proprio lei>> disse toccando il ciondolo con l’indice. La scossa elettrica del suo tocco trapassò la pietra fino a giungere sulla mia pelle.
Riprendemmo la camminata, sentivo le guance roventi.

<< E’ stata una bella serata >>
Lo so, lo so! La classica stupida frase da primo appuntamento, ma non sapevo che dire. Avrei detto qualsiasi cosa pur di prolungare quel momento.
Eravamo davanti alla mia pensione, e io non volevo entrarci.
<< Sono stato bene con te stasera.  Io sto sempre bene con te >> con la mano toccò la mia guancia e si avvicinò.Il mio cuore si convinse di essere un tamburo e si mise a suonare qualche ritmo tribale dentro di me. Lui posò l’altra mano sulla mia vita, attraverso la stoffa percepivo i suo calore, il suo tocco gentile. Mi strinse a se senza che i nostri occhi perdessero mai il contatto.
Il mio cuore cessò di suonare la danza tribale e si fermò, forse stava definitivamente tirando le cuoia.
<< Mi dispiace interrompere questo momento romantico… >>
Ci voltammo entrambi nella direzione della voce senza staccarci.
<< Sabbath? Che fai qui? >> la mia voce era un sussurro isterico, probabilmente non mi sarebbe più tornata normale dopo tutte le emozioni della giornata.
<< Dozineth è venuto a trovarmi e mi ha raccontato quello che è successo. Perciò sono venuto a spiegarvi due cose, che penso saranno utili per la vostra sopravvivenza. Vi prego, seguitemi nella mia dimensione>>

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

Eravamo seduti sui cuscini nella sala della casa-grotta. Anche qui era notte, nel cielo si vedevano costellazioni a me sconosciute.
<< Quindi, se ho capito bene, più noi risveglieremo i poteri latenti e più verremo attaccati da questi uomini in nero?>>
<< E’ corretto Marc, ma non solo. Voi fino ad ora avete conosciuto il rango più basso. Diciamo gli elementari. Proseguendo nella vostra evoluzione attirerete verso di voi i ranghi superiori>>
<< Come sono? Che aspetto hanno?>> ora la mia voce era acuta, ma sarebbe tornata normale ?
<< Lilith, tesoro, dovresti ricordare almeno qualcosa. Tu li hai già incontrati in passato>>
<< Mi dispiace Sabbath ma io non ho ancora ricordi, per ora ho visto solo poche cose. La mia mente è ancora chiusa >> e sinceramente non ne posso più che continui a farmelo notare.
<< Questo sarà un problema, perché io non posso parlarti di certe cose se non le ricordi, perché potrei interferire nella tua vita. Comunque in questo caso posso almeno descrivervi cosa vi troverete ad affrontare>> Aaaaah finalmente una notizia buona che possa giustificare il fatto che ci hai interrotto in un momento diciamo…delicato?
Sabbath si alzò e prese una pergamena da una nicchia scavata nella pietra, la srotolò.
Era un disegno, riconobbi gli uomini in nero che avevo già visto, sopra di loro stavano…
<< Ma Sabbath sono uomini normali?>>
<< Si il loro aspetto è identico a quello della vostra dimensione>>
<< E come faremo a riconoscerli?>>
<< Saranno loro a riconoscere voi all’inizio, dovrete sviluppare il vostro sesto senso per poter sentire se un uomo è uomo o loro>>
<< E’ una cosa difficile, e se ci sbagliamo? Se attacchiamo un innocente?>> che effetto fanno le sfere e i miei cerchi agli esseri umani? Vengono feriti? Muoiono? Oppure vengono trapassati e restano indenni? Quando Marc ha lanciato quella sfera con me in braccio la luce mi ha trapassato e non mi ha fatto nulla. Cercai di esprimere i miei pensieri ma Sabbath mi mise subito a tacere e chiuse la conversazione definitivamente.
<< Questo è il rischio della vostra missione, se non attaccate per tempo morirete voi, se sbagliate uccidete un innocente>>

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