I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

Stavo chiudendomi dietro alle spalle il cancelletto della casa di Dozineth quando una moto si fermò proprio davanti a me. Lo riconobbi subito ancora prima di togliersi il casco.
<< Ciao gattina, che fai a casa?>> il mio cuore saltò un paio di battiti.
<< Ciao Marc>>
<< Non vai in vacanza? >>
<< Sinceramente Simone mi ha proposto di raggiungerla, però non ho ancora preso una decisione a riguardo>>
Dimmi di non andare, dimmi di restare qui con te….
<< E perché non vai? Almeno hai la possibilità di visitare New York>>
Indovina?
<< Ci penserò. Tu stai ancora lavorando?>>
<< Si. Ho meno da fare del solito. Sto tornando ora da un servizio. Ti va un gelato?>>
Si si si!!!!
<< Ottima idea>>
<< Allora salta su >> diede un colpetto con la mano al sedile dietro.
<< Non ho il casco >>
<< Non dobbiamo fare molta strada. La gelateria è in piazza e poi dubito che ci sia qualche vigile ancora in giro>> mi fece l’occhiolino.
Sorrisi, temo e credo, come un’ebete.

Parcheggiamo di fronte alla gelateria.
Prendemmo due coni e ci sedemmo sul marciapiede. Le strade erano deserte, si sentivano le cicale frinire. Il silenzio tra di noi era palpabile, sentivo solo io quelle scosse elettriche sulla pelle?
<< Tu non vai in vacanza?>>chiesi a Marc mentre mi leccavo il dito su cui era caduto del gelato al cioccolato. Quando rialzai lo sguardo notai che mi fissava.
<< Anch’io non so che fare quest’anno. Visto che Seth ha seguito gli altri, preferisco rimanere qui nel caso in cui ci sia bisogno>>
<< Bisogno in agenzia o nel gruppo?>>
<< In entrambi i casi >> allungò la mano e mi toccò le labbra con l’indice. Rimasi ferma, immobile, totalmente sconvolta per quel contatto improvviso. Smisi di respirare. Anche se ritrasse quasi subito la mano sulle mie labbra rimase impresso il suo tocco, come se le sue dita fossero ancora lì.
<<Eri sporca di gelato.>> si giustificò subito <<Sei peggio di una bambina piccola lo sai?>> e si mise a ridere.
La mia confusione fu spazzata via dalla rabbia, ero stufa di essere considerata piccola solo perchè non superavo il metro e sessanta. Non ero una bambina.
<<Marc …sei … sei…>> ma le parole mi si fermarono sulla lingua quando l’ombra di una persona attirò la mia attenzione. Un brivido gelato scese fino al mio cuore.
<< Ciao ragazzi >>
Alzammo entrambi il viso e ci trovammo a fissare Sonia.
Non poteva risparmiarci la sua presenza?
<< Marc ti stavo cercando. Volevo fare qualche foto per aggiornare il mio book di presentazione. Hai tempo?>>
<< Ho il pomeriggio libero. Se mi fai finire il gelato possiamo farle subito >>
<< Perfetto! Allora faccio un salto in agenzia a prendere qualche costume. Ci vediamo tra 10 minuti nel tuo studio?>>
<< Va bene >>
Guardai Sonia che si allontanava e morsi con rabbia il cono del mio gelato mentre sognavo di affondare i miei denti nel suo polpaccio perfetto.
<< Vuoi venire anche tu? >>
<< A farle le foto? >> lo guardai inorridita
<< Dai >> mi sorrise <<mi puoi aiutare, farai da assistente >> e continuò a fissarmi con uno sguardo speranzoso a cui non seppi resistere.
<< Ma non preferiresti stare da solo con lei?>>
Marc mi guardò male.
<< Non scherziamo >> rispose seccamente.

Annunci