La nuova dimensione – parte 1

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

<<Non ho capito bene>>mi disse Pan mentre scendevo verso di loro.
<<Non abbiamo mai effettuato viaggi in questa dimensione. Dobbiamo trovare un contatto. Per contatto intendiamo una persona che ci tiene informata sui movimenti che avvengono in questa zona e che ci possa avvertire nel caso in cui si verifichi qualche anomalia. Tu per esempio oltre che un messaggero sei un contatto>>
Il cielo di questa dimensione ha tre colori differenti: blu, rosa e viola. Totalmente distinti fra loro. Non come il cielo al tramonto coi colori che sfumano mischiandosi tra di loro, qui sembrava che un bimbo avesse preso in mano dei pennelli e si fosse divertito a macchiare la tela. Dall’alto non avevo visto altro che acqua, acqua e ancora acqua. Ma ci sarà davvero qualcuno qui?
Mi rialzai nuovamente in perlustrazione e questa volta mi sembrò di vedere in lontananza dei puntini muoversi.
<< C’è qualcosa là. Vado a vedere se è pericoloso. In tal caso torniamo subito indietro>> non mi piaceva lasciarle da sole in acqua. Bast aveva l’aria imbronciata e il pelo totalmente bagnato la faceva assomigliare ad un grosso gatto arrabbiato. Pan invece sembrava divertirsi.
<< Ok Lilith>> soffiò Bast di risposta.
Mi avvicinai a quei puntini e vidi delle persone che cercavano di attirare la mia attenzione muovendo le braccia. Avvicinandomi di più mi accorsi che avevano forma umana ma la loro testa era come quella di un pesce, avevano le branchie e le pinne ed erano completamente grigi. Mi sembravano dei tonni messi sul corpo di un essere umano.
<< Benvenuta>> mi accolse uno di loro.
<< Grazie. Siamo venuti per esplorare la vostra dimensione>>
<< Oh ci fa molto piacere. E’ da tanto che non vediamo delle Luci>>
<< Luci?>>
<< Si Luci, come voi>>
<< Non riesco a capire>>
<< Per noi tu sei una luce color oro, mentre le tue amiche laggiù sono verdi e azzurre>>
<< … Capisco >> in pratica non vedevano il nostro corpo. Io possedevo una luce d’oro? Positivo. Almeno credo. Mi sembra un bel colore no?
Continuai a chiacchierare con loro convincendoli ad avvicinarsi a Bast e Pan. L’uomo pesce che mi rivolgeva la parola veniva chiamato dagli altri Saggio.
<< Scusa Saggio, ma prima mi avevi detto “è da molto tempo che non vediamo delle luci”, ma a noi risulta che la vostra dimensione si sia appena formata>>
<< Si è vero. Ma noi non siamo originari di qui. Ci siamo trasferiti perché la nostra dimensione è diventata sovraffollata>>
<< Interessante. E oltre a voi qui non vi abita nessuno?>>
<< No. fino ad ora non abbiamo incontrato altre forme di vita. A parte le alghe di cui ci nutriamo>>
<< Lily noi dobbiamo rientrare, non ne possiamo più di stare in acqua>>
<< Hai ragione Bast, perdonami. Andiamo subito>> ritornai a guardare il Saggio << lei sarebbe disponibile ad essere un contatto per noi? In pratica dovrebbe avvisarci se nella vostra dimensione si creano dei problemi strani. In quel caso noi verremmo a controllare. E’ il nostro compito>>
<< Io sono vecchio e non mi rimane molto da vivere. Preferirei lasciare il posto a mio nipote >> un uomo pesce si fece avanti e si mise accanto a lui.
<< Lei è disponibile? >> chiesi.
<< Si certo, ne sarei onorato. Se col mio aiuto posso proteggere la mia gente>>
<< Allora presto verrà un nostro compagno, si chiama Dozineth che si preoccuperà della tua istruzione. Inoltre un altro nostro amico, di nome Marc, verrà qui per prendere alcune informazioni che ci sono necessarie per catalogare la vostra dimensione. Sareste così gentili ad aiutarli?>>
<< Certamente>>
Salutammo e tornammo a casa, ognuna di noi alla propria dimensione di origine.

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

Ero seduta nella biblioteca di Dozineth con Elizabeth, Marc era ancora in visita nella dimensione appena scoperta.
Stavamo bevendo un the freddo accompagnato da una deliziosa crostata preparata da Jemina. Peccato che lei era al bar e non poteva rilassarsi con noi.
<< Ma perché io non sviluppo poteri particolari?>>
<< Cosa intendi Lily?>> mi chiese Elizabeth mentre prendeva un’altra fetta di torta.
<< Dozineth, Marc, e persino Sonia che è appena arrivata, sanno creare palle di luce per difendersi. Io no. So solo volare>>
<< Non ti preoccupare >> mi tranquillizzò Dozineth << Tu hai una struttura diversa da loro, e dei poteri molto forti. Se li svilupperesti subito potresti non saperli gestire. Quindi tutto avverrà lentamente>>
<< Ma che genere di poteri ho?>>
<< Non te lo posso dire,  e sinceramente non lo so. Inoltre se ne fossi a conoscenza non potrei rivelartelo altrimenti interferirei con la tua formazione. >>
<< Capisco>> in realtà non capivo per niente, ma ero sfinita dal viaggio e dalla tensione e non avevo la forza di concentrarmi sui discorsi filosofici di Dozineth relativi al “non commettere azioni che potrebbero alterare il futuro” o “modificare la linea temporale”. No, oggi non sarei riuscita a seguire il flusso dei suoi pensieri. Sospirai e mi rilassai appoggiando la testa sulla schiena della poltrona.
In quel momento rientrò Marc.
<< La torta! Fantastico sto morendo di fame>> prese una fetta e si fermò davanti a me sollevando un sopracciglio. Inutile ogni volta che appariva  avevo un tuffo al cuore e sentivo le farfalle nello stomaco. Prima o poi avrebbe smesso di farmi quell’effetto?
<< Qualcuno è seduto sulla mia poltroncina>> peccato che poi aveva queste reazioni che mi facevano passare la voglia di saltargli addosso e di baciarlo. Ma forse era meglio così.
<< Ho capito ho capito, smammo. Vado al bar così aiuto Jemina>> era l’ultimo giorno di apertura. Iniziavano le vacanze anche per noi.
Posso sempre raggiungere Simone a New York. No, ora no, ci  avrei pensato domani se partire o no.
Oh ma siamo onesti! La verità è che non riesco a partire senza sapere se Marc prova davvero qualcosa per me. Devo chiarire quello che era successo quel giorno dopo la nuotata al lago. Altrimenti impazzirò.
Solo che lui sembra non ricordare nulla, è tornato a trattarmi come al solito. Cioè male… mentre con Sonia… non ci pensiamo. Ma perché lei non era andata a New York con gli altri?

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