I messaggeri di Hermes

I messaggeri di Hermes

<< Oh mia piccola Lilith, mio piccolo e delicato fiore del deserto, non sai come sono felice di poterti riabbracciare sapendo che stai bene>> mi disse Sabbath mentre mi baciava su entrambe le guance e mi stringeva in un abbraccio. Ero sempre a disagio in sua presenza, capivo che lui mi conosceva nel profondo avendo vissuto con me in una delle mie vite precedenti, ma io non ricordavo nulla. Oltretutto non ricambiavo i suoi sentimenti, almeno non con la stessa intensità. Gli ero affezionata, come se facesse parte della mia famiglia, ma nulla più.
<< Grazie per avermi mandato i fiori>> gli risposi con un sorriso forzato divincolandomi dal suo abbraccio.
Ci trovavamo nella sua dimensione perché aveva scoperto la nascita di un nuovo mondo. Dozineth, visto che mi ero ripresa e la missione sembrava tranquilla, aveva deciso di mandarmi in esplorazione con Pan e Bast, la figlia di Anubis.
<<Quindi siamo i primi ad entrare in contatto con gli abitanti. Dovremo scegliere un contatto>> fece presente Bast con la sua voce vellutata e i suoi stupendi occhi da felino.
Eravamo nella casa-roccia di Sabbath e stavamo guardando la piantina del luogo che lui aveva già redatto. Su di essa vi erano dei cerchietti colorati. Mi spiegò che corrispondevano ai passaggi sicuri tra le dimensioni.

Il cerchietto rosso indicava la nostra dimensione, quello giallo la sua. Mi misi a leggere le note, che stranamente erano state scritte nella mia lingua, sul bordo della pergamena. Dunque se partivo dal parchetto mi sarei trovata in acqua. Interessante e…umido!
Questo lavoro di analisi era molto utile, se per caso si sbagliava luogo di partenza si poteva finire in un vulcano o in un precipizio… entrambe le possibilità non erano allettanti.
<< Bene>> disse Bast << Se partiamo da qui ci verremmo a trovare…. ma Sabbath!? In questa dimensione c’è solo acqua?>>
La fissai incuriosita sentendo che soffiava proprio come un gatto, certo che non doveva esser la sua dimensione preferita.
<< Infatti>> affermò lui
<< Quindi dovremmo tuffarci in un oceano infinito?>> chiesi dubbiosa, nemmeno a me piaceva l’idea di nuotare in un mare sconosciuto e abitato da creature mai viste prima.
<< Io vi consiglierei questo: Pan e Bast dovranno per forza finire in acqua, ma viste le tue ali tu potresti sorvolarle e analizzare la zona dall’alto>>
<< A questo punto non mi converrebbe andare da sola? Non fraintendetemi ma il pensiero di saperle in quelle acque non mi tranquillizza>> mi sfregai una mano sul braccio sentendo un brivido freddo percorrermi.
<< No, è meglio se andate insieme. Prima di tutto non conosciamo gli abitanti e magari potresti spaventarli volando. Mentre Pan e Bast, in acqua come loro, potrebbero aver più possibilità di contattarli senza sconvolgerli>>
Avevo pensato solo ai miei timori, senza prendere in considerazione il fatto che noi eravamo creature di altre dimensioni che sarebbero apparse dal nulla davanti ad esseri che non sapevano della nostra esistenza. Che reazione avrebbero avuto? Se io assumessi l’aspetto della trasformazione in pieno centro di una città terrestre, come reagirebbero le persone?
<< Dunque non abbiamo altra scelta>> concordai con lui a malavoglia.
<< Direi di no>>
<< Va bene Lily, dai andiamo >> Bast mi toccò la spalla soffiando di nuovo stizzita. La guardai e le feci cenno di sì con la testa. Non ero sicura di riuscire a parlare senza ridere delle sue reazioni tipicamente feline.

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